Permessi 104 con contratto part-time: requisiti, giorni e differenze con full time

Redazione Lavoro

07/05/2020

28/05/2021 - 16:38

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Permessi 104 con contratto part-time: vediamo quali sono i requisiti e le differenze con il contratto full time per i dipendenti. I giorni spettanti vengono ridotti? Due sentenze della Cassazione fanno chiarezza.

Permessi 104 con contratto part-time: requisiti, giorni e differenze con full time

I permessi 104 spettano anche a chi ha un contratto part-time, pertanto è necessario stabilire quali sono i requisiti, i giorni e se questi vanno riproporzionati sempre e comunque sulla base di un calcolo specifico e quindi le differenze con il full time.

I permessi 104 sono quelli riconosciuti dalla Legge 104/1992 appunto, nel numero di tre giorni al mese che un dipendente disabile o che deve assistere un familiare con disabilità.

I permessi 104 con l’emergenza COVID-19 sono stati incrementati temporaneamente di ulteriori 12 giornate dal decreto Cura Italia; 12 giornate in più saranno presenti con buona probabilità anche nel prossimo decreto del governo da fruire tra maggio e giugno.

Con un contratto part-time dovrebbero pertanto, rispetto al full time, essere riproporzionati i giorni, ma non è sempre così.

Secondo due sentenze della Corte di Cassazione (Cass. Sent. n. 4069/2018 e n. 22925/2017), difatti, il diritto del disabile all’assistenza non può essere compromesso dalla riduzione dell’orario di lavoro, ma si deve garantire una tutela effettiva: in base alle pronunce, quando il dipendente svolge la propria attività in regime di part-time verticale (ossia soltanto alcune giornate nella settimana), e presta servizio per più della metà delle giornate settimanali, i permessi retribuiti mensili non devono essere riproporzionati.

Prima di vedere questo caso specifico andiamo per ordine e vediamo quali sono i requisiti per i permessi 104 con contratto part-time, calcolo e i giorni quando vengono ridotti o meno.

Chi ha diritto ai permessi 104?

Ricordiamo innanzitutto chi ha diritto ai permessi retribuiti mensili per l’assistenza dei disabili. I permessi 104 spettano:

  • al lavoratore dipendente portatore di handicap in situazione di gravità, in prima persona;
  • al lavoratore dipendente che assiste un familiare portatore di handicap grave.
    I familiari che hanno diritto ai permessi retribuiti, nel dettaglio, sono:
    i genitori;
  • il coniuge, o il partner dell’unione civile, o il convivente more uxorio;
  • i parenti e affini entro il 2° grado;
  • i parenti e affini entro il 3° grado, se i genitori o il coniuge/ la parte dell’unione civile/ il convivente del disabile hanno compiuto i 65 anni, oppure sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente, o sono deceduti o mancanti.

Quanti giorni di permessi 104 spettano al mese?

Nella generalità dei casi, ai lavoratori a tempo pieno spettano 3 giorni al mese di permessi retribuiti Legge 104: questi permessi possono essere frazionati anche a ore.

Quanti giorni di permessi 104 spettano con part-time orizzontale?

Chi ha un contratto di lavoro in regime di part-time orizzontale, cioè chi lavora tutti i giorni, ma per un numero di ore inferiori all’orario giornaliero ordinario, ha ugualmente diritto a 3 giorni di permesso al mese, per l’assistenza di familiari disabili.

In relazione a ogni giornata, tuttavia, le ore di permesso spettanti sono di meno, così come risultano di meno le ore lavorate: questa non è una discriminazione, considerando che il diritto ai permessi retribuiti non viene tolto, ma viene riproporzionato in base alla quantità del lavoro prestato.

In pratica, se il lavoratore presta servizio per tutte le giornate lavorative della settimana, ma per un numero minore di ore giornaliere, ad esempio per 4 ore al giorno, le 3 giornate di permessi 104 gli sono comunque riconosciute: si tratta, però, di 3 giornate da 4 ore, quindi ad orario ridotto.

Quanti giorni di permessi 104 spettano ai lavoratori in part-time verticale?

Il discorso è notevolmente più complesso per quei dipendenti che hanno un contratto di part-time verticale, ossia che lavorano per un numero limitato di giornate.

Sia in caso di part-time verticale con attività lavorativa (ad orario pieno o ridotto) limitata ad alcuni giorni del mese, sia in caso di riduzione dell’attività lavorativa coincidente con un periodo di integrazione salariale, difatti, il numero dei giorni di permesso spettanti deve essere ridimensionato proporzionalmente.

Il risultato numerico viene arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore, a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore (come specificato nel messaggio Inps n. 26411/2009).

Part time verticale: formula di calcolo dei giorni di permesso 104 spettanti

Per calcolare quante sono le giornate di permesso retribuito per assistenza disabili spettanti nel mese, nel dettaglio, bisogna procedere con la seguente proporzione:

giorni di permesso spettanti: numero dei giorni di lavoro effettivi= 3 giorni di permesso teorici: giorni lavorativi.

Se, ad esempio, un lavoratore in part time verticale presta servizio per 10 giornate mensili, su un totale di 24 giorni lavorativi teoricamente eseguibili, il calcolo da svolgere è:

x:10 = 3 :24

Perciò:

x = 30:24;

x = 1,25 giorni di permesso, che devono essere arrotondati per difetto a 1, in quanto la frazione è inferiore a 0,50.

Nel mese considerato spetta quindi un solo giorno di permesso.

Permessi 104 part-time verticale: quando non vengono ridotti

Ci sono delle ipotesi, però, in cui, nonostante il contratto di part-time verticale, i permessi 104 non devono essere ridotti.

Nello specifico, se il dipendente presta servizio per oltre la metà delle giornate lavorative settimanali, per esempio se lavora almeno 4 giorni su 6, i 3 giorni di permesso 104 spettano per intero: la spettanza per intero ha lo scopo di riconoscere, come chiarito dalla Cassazione, l’importanza degli interessi coinvolti e l’esigenza di effettività di tutela del disabile.

I permessi 104 si riducono se il lavoratore si assenta?

Nessuna riduzione dei permessi retribuiti Legge 104 può aver luogo, invece, se il richiedente nel corso del mese ha legittimamente beneficiato di altre tipologie di permessi o congedi (come il congedo per maternità o malattia). La finalità di garantire un’assistenza adeguata al disabile non può difatti essere limitata dalla fruizione di assenze con scopi differenti, purché meritevoli di tutela (le assenze ingiustificate, ad esempio, danno luogo alla riduzione dei permessi spettanti).

I permessi 104 si riducono per chi è assunto nel corso del mese?

Se il dipendente è assunto nel corso del mese, ad esempio il giorno 20, i giorni di permesso spettanti devono essere ridotti, come chiarito dall’Inps e dal ministero del Lavoro (Circolare Inps n.128/2003; ministero del Lavoro, Risposta ad Interpello n.24/2012).

In questi casi, i 3 giorni di permesso mensili devono essere riproporzionati in ragione di una giornata ogni 10 giorni di assistenza continuativa.

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