Perché Chernobyl è importante per la Russia

Luna Luciano

26 Febbraio 2022 - 07:47

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Chernobyl è stato uno dei primi luoghi a cadere in mano russa durante l’invasione. Si registra inoltre un aumento delle radiazioni. Ecco perché Chernobyl è così importante e cosa sta accadendo.

Perché Chernobyl è importante per la Russia

Città deserta e ancora radioattiva dal disastro nucleare del 1986. In un primo momento, potrebbe sembrare strano che sia stata proprio Chernobyl il primo obiettivo delle truppe militare russe al momento dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio. Eppure è stata proprio Chernobyl la prima area a cadere in mani russe, e questo non è un caso.

Le ragioni sono principalmente geografiche e strategiche. Chernobyl si trova infatti in un’area geografica importante, al tal punto che il presidente ucraino Zelensky pochi minuti prima della presa della centrale ha twittato: “I nostri protettori stanno dando le loro vite affinché la tragedia del 1986 non si ripeta”.

Dalla conquista della centrale la tensione è aumentata e in molti temono un possibile nuovo disastro, intanto ciò che è certo è che nell’area si è registrato un aumento delle radiazioni. Occorre quindi fare chiarezza. Ecco cosa sta accadendo nell’area, perché Chernobyl è così importante per la Russia e soprattutto quanto è pericolosa questa situazione?

Perché Chernobyl è così importante per la Russia?

Nonostante sia disabitata, Chernobyl continua a essere una fabbrica di radiazioni, e sicuramente non è una delle zone più sicure e salubri in cui fermarsi con le truppe militari.

Eppure il 24 febbraio, all’ordine di Putin d’invadere l’Ucraina, le forze militari si sono impossessate della centrale, prendendo in ostaggio il personale addetto al controllo e alla messa in sicurezza del sito. Allora perché un’area così desolata è così importante? I motivi addotti dalla Russia sono precisi, ma la realtà è un’altra.

Il ministero della Difesa di Mosca avrebbe spiegato, in una nota citata da Bbc News online, di aver “puntato” su Chernobyl per “proteggerla”, in modo che nazionalisti o terroristi non possano sfruttare la situazione nel Paese per “inscenare una provocazione nucleare”. In realtà i motivi della presa di Chernobyl sono altri.

I motivi sono strategici e geografici: Chernobyl si trova sulla strada più breve fra la Bielorussia filo-Putin e Kiev. La città desolata rivela di essere un punto di passaggio strategico per le colonne di mezzi, garantendo a Mosca la via più veloce per occupare militarmente la capitale ucraina e spodestare il governo ucraino.

Chernobyl in mano alla Russia: c’è il rischio di un altro disastro nucleare?

Dal disastro nucleare del 1986 Chernobyl è ormai una città deserta e desolata. Eppure proprio quell’area è stata il primo obiettivo della Russia. In molti temono che si possa verificare un nuovo incidente.

Il quarto reattore di Chernobyl esplose nel 1986, durante un test di sicurezza, rilasciando nell’area una coltre di radiazioni che si riversò nel resto d’Europa. Le morti dirette e indirette variarono da poche migliaia a ben 93.000 morti di cancro in più in tutto il mondo. È naturale quindi temere che un disastro di simile portata possa ripetersi con il reattore in mano ai russi.

Stando però a quanto riferito da James Acton del Carnegie Endowment for International Peace – un centro di ricerca specializzato in politica estera, citato sempre da Reuters – Chernobyl si trova in una cosiddetta “zona di alienazione”: un’area dal raggio di circa 30 km attorno all’ex-centrale nella quale è vietato risiedere. Anche un possibile incidente nell’area non dovrebbe costituire alcun pericolo per i cittadini ucraini, che in queste ore si trovano nei bunker antiaerei o in macchina per abbandonare le proprie città.

Secondo Acton, un pericolo esiste ma non è Chernobyl, bensì le altre quattro centrali nucleari. Infatti oltre a ciò che resta del sito di Chernobyl, parzialmente attivo fino al 2000, gli altri quattro impianti potrebbero rappresentare un pericolo maggiore per l’Ucraina in situazione bellica. Queste quattro centrali infatti non si trovano in zone di alienazione e contengono quindi combustibile nucleare molto più radioattivo. “I rischi di combattere nelle loro vicinanze sono significativamente più alti”, conclude l’analista. Al momento però l’organismo di controllo sul nucleare delle Nazioni Unite ha escluso un’azione militare ai danni delle infrastrutture.

L’aumento delle radiazioni misurate nell’area

Al timore di un possibile incidente nell’area alienata si è aggiunta un’ulteriore preoccupazione: nel corso della giornata di venerdì 25 febbraio è stato registrato un aumento delle radiazioni misurate proprio nella zona di Chernobyl.

Il reattore 4 a oggi si trova sotto un’armatura di cemento armato, ma le masse di uranio sono ancora attive, avviando una reazione di fissione che sta lentamente ma progressivamente aumentando da quattro anni.

Al momento però l’aumento repentino delle radiazioni, i cui valori secondo l’Agenzia internazionale per l’energia rimangono in un range già conosciuto negli ultimi 35 anni, potrebbe essere stato causato dal movimento dei carri armati e degli altri mezzi militari nell’area di alienazione. Il passaggio dei mezzi avrebbe provato uno spostamento delle polveri dal suolo radioattivo.

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