Pensioni usuranti: le categorie e i requisiti per la pensione anticipata

Luca Secondino

13/01/2017

13/01/2017 - 09:19

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Pensioni usuranti, ultime notizie: la legge di Bilancio ripristina i requisiti pre-Fornero con le quote. Quali sono le categorie e i requisiti per la pensione anticipata degli usuranti?

Pensioni usuranti, ultime notizie: la legge di Bilancio appena entrata in vigore conferma la pensione anticipata di un anno per gli addetti a lavori usuranti. La riforma delle pensioni ha tolto le finestre mobili che obbligavano i lavoratori alla pensione con un anno almeno di ritardo. In questo articolo vediamo i nuovi requisiti che consentiranno la pensione anticipata per i lavori usuranti in base a criteri più agevolati rispetto a quelli attualmente in vigore della legge Fornero.

Pensioni usuranti: dal 1° gennaio 2017, da quando è entrata in vigore la legge di bilancio, chi si occupa di lavori usuranti può andare in pensione anticipata con la Quota 97,6: che prevede un minimo di 61 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di contributi. Le ultime notizie pensioni usuranti confermano quindi uno sconto di 12 mesi rispetto alla norma in vigore. Vediamo quali sono le novità e le categorie che saranno avvantaggiate dalla riforma delle pensioni e quali lavoratori usuranti vi rientrano.

Da ogni parte sono arrivate polemiche sui criteri troppo rigidi per chi svolge mansioni usuranti, e ad oggi molti si chiedono cosa cambia per la pensione anticipata con le novità della riforma delle pensioni.

Ultime notizie pensioni usuranti: il nuovo elenco lavori usuranti comprende categorie e nuovi requisiti agevolati, ma la riforma delle pensioni 2016 prevede altre misure che agevolano la pensione anticipata ad alcune categorie di lavoratori, come Ape e Ape Social, Quota 41 e Quota 96, cumulo grauito, opzione donna e ottava salvaguardia per i lavoratori esodati. Ad esclusione del cumulo gratuito, disponibile per tutti i lavoratori, le altre misure sono soltanto per le categorie più svantaggiate e per i lavori usuranti.

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Pensione anticipata, lavori usuranti. Le novità della riforma per questa categoria sono presenti all’articolo 38 della legge di Bilancio e gli addetti ai lavori usuranti potranno avvalersi di diverse formule di uscita anticipata, specialmente se si tratta di lavoratori precoci. Secondo le stime del Governo, gli addetti ai lavori usuranti saranno tra i 75.000 lavoratori che andranno in pensione anticipata dal 2017.

Pensioni usuranti: quali sono i lavori usuranti? Quali novità ci sono per i lavoratori che li svolgono? Ecco l’elenco e in che modo avranno accesso alla pensione anticipata secondo il piano del Governo e quali categorie rientrano nei lavori usuranti, gravosi e notturni.

Pensioni usuranti 2017: requisiti pensione anticipata

La pensione anticipata è un nodo essenziale per i lavori usuranti che è stato al centro della riforma delle pensioni per correggere le norme in vigore dalla legge Fornero.

I lavoratori che svolgono attività definite usuranti, gravose o notturne, e tutti coloro che rientrano nella disciplina del Dlgs 67/2011, possono andare in pensione con il vecchio sistema delle “quote”, la somma di età e contributi.

L’articolo 31 della legge di Bilancio stabilisce che gli addetti ai lavori usuranti potranno ritirarsi dal lavoro con 61 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi o 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, la così detta Quota 97,6, che prevede il raggiungimento della pensione anticipata senza dover più attendere ulteriori 12 o 18 mesi per le finestre mobili.

In questo modo per i lavori usuranti si ottiene un anticipo di alcuni anni rispetto alla pensione di vecchiaia, poiché il piano del Governo prevede l’abolizione delle finestre mobili, un intervento della riforma Fornero del 2011.

Per la pensione anticipata dei lavori usuranti, l’adeguamento alle speranze di vita sarà bloccato fino al 2026, mentre invece per le altre categorie sarà bloccato fino al 2019.

Un intervento correttivo sarà rivolto a evitare la norma di prossima entrata in vigore secondo cui per accedere alla pensione, le attività usuranti o notturne debbano essere state prestate per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

Dal 2017 i lavoratori addetti a mansioni usuranti potranno andare in pensione anticipata sia per aver svolto le attività usuranti in un periodo di tempo pari ad almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, senza il vincolo di impiego in attività usurante nell’anno di raggiungimento del requisito, sia avendo svolto lavori usuranti per metà dell’intera vita lavorativa.

Inoltre ci saranno ulteriori benefici per chi è considerato lavoratore precoce.
L’accesso alla pensione anticipata per alcuni lavoratori che svolgono lavori usuranti potranno godere della Quota 41.

Con il sistema della Quota 41, sarà possibile andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica, ma soltanto per coloro che hanno lavorato prima dei 19 anni per almeno un periodo 12 mesi, anche non continuativi.

La Quota 41 è inoltre pensata appositamente per gli appartenenti a queste categorie:

  • Disoccupato senza ammortizzatori sociali;
  • Condizioni di salute che determinano una disabilità;
  • Addetto ai lavori usuranti.

Oltre a queste misure delle Quote, ci sarà l’anticipo pensionistico Ape, a disposizione di chi avrà più di 63 anni e a cui non manchino più di 3 anni e 7 mesi per maturare la pensione di vecchiaia, non inferiore a un certo limite che però non è ancora stato deciso dalle istituzioni. l’Ape sarà sperimentale e durerà due anni, sino al 2018 con possibilità di proroga.

Pensioni usuranti: elenco lavori usuranti per la pensione anticipata, quali sono le categorie

Riguardo il tema della pensione anticipata, gli addetti ai lavori usuranti sono stati al centro della riforma delle pensioni 2016, sin dal verbale sottoscritto tra Governo e sindacati lo scorso 28 settembre. Quali categorie rientrano nei lavori usuranti e notturni?

Il confronto tra Governo e sindacati ha visto un tira e molla sull’estensione della platea di riferimento per i lavori usuranti rispetto a quelli attualmente disciplinati dal Dlgs 67/2011. Tuttavia non è ancora chiaro se con la riforma delle pensioni entreranno nella categoria gli edili, i lavoratori che svolgono lavori in altezza, i macchinisti ferroviari, gli operatori socio sanitari, gli infermieri, ed altre categorie individuate in base ai criteri Inail e ancora in fase di conferma, tra cui le maestre d’infanzia. Si attendono i decreti attuativi del Governo.

Gli addetti ai lavori usuranti sono divisi in quattro categorie:

  • I lavoratori che svolgono mansioni usuranti come descritto nell’articolo 2 del decreto del Ministero del lavoro del 19 Maggio 1999: lavori svolti in gallerie, cave o miniere; i lavori svolti ad alte temperature; i lavori in cassoni ad aria compressa; i lavori nella catena di montaggio; i lavori svolti dai palombari; i lavori in spazi ristretti; le attività di asportazione dell’amianto; le attività di lavorazione del vetro cavo.
  • I lavoratori notturni come definiti nel Dlgs 67/2011: i lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore non meno di 64 giorni lavorativi l’anno; i lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.
  • I lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le polizze assicurative contro gli infortuni sul lavoro indicati nel Dlgs 67/2011: i lavoratori impegnati all’interno di un processo produttivo in serie, i lavoratori che svolgano attività con ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo, i lavoratori addetti al controllo computerizzato della produzione e al controllo qualità.
  • I conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico.

Infine, a partire dal 2019, i requisiti anagrafici, non saranno più adeguati alla speranza di vita Istat e quindi dopo il 2018 l’età per il pensionamento degli addetti ai lavori usuranti sarà slegata dalla speranza di vita che però continuerà ad applicarsi alle altre prestazioni pensionistiche.

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