Pensioni scuola 2015, domanda di cessazione dal servizio e cessazione d’ufficio: istruzioni per personale docente e Ata

Valentina Brazioli

26 Dicembre 2014 - 09:00

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Pensioni scuola 2015, tra domande di cessazione dal servizio e cessazione d’ufficio, ecco date e indicazioni destinate al personale docente e Ata che intendano ritirarsi dal lavoro.

Pensioni scuola 2015, come funziona la domanda di cessazione dal servizio o la cessazione d’ufficio? Una domanda più che legittima, visto che nei prossimi mesi di gennaio e febbraio scatteranno le scadenze fondamentali per decidere il futuro professionale del personale docente e Ata.

Domande di cessazione dal servizio: scadenza il 15 gennaio 2015. Come funziona?

La data del 15 gennaio 2015, infatti, è il termine ultimo per presentare la domanda di cessazione dal servizio per raggiungere il minimo contributivo, o di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale congiuntamente all’accesso alla pensione anticipata. Le domande vanno presentate esclusivamente utilizzando la procedura web Polis “istanze on line”, disponibile sul sito internet del Ministero dell’istruzione. Al personale in servizio all’estero è consentito di presentare la domanda anche in modalità cartacea. Le cessazioni dal servizio dovranno essere convalidate al SIDI con l’apposita funzione entro il 16 febbraio del 2015.

La cessazione d’ufficio con preventiva comunicazione

E’ prevista la possibilità, per il dirigente scolastico, di risolvere il rapporto di lavoro dei docenti e del personale Ata con un preavviso di sei mesi e, pertanto, entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno scolastico precedente a quello della cessazione dal servizio.

La cessazione d’ufficio dal servizio

La cessazione d’ufficio dal servizio dei docenti e del personale Ata con decorrenza 1 settembre 2015 viene disposta autonomamente dall’amministrazione scolastica con o senza comunicazione preventiva all’interessato. La facoltà può essere esercitata nei confronti di:

  • coloro che abbiano maturato i requisiti per il diritto alla pensione entro il 31 dicembre del 2011 e che abbiano 40 anni di anzianità contributiva;
  • donne che, entro il 31 agosto del 2015, potranno far valere un’anzianità contributiva di 41 anni e sei mesi, e degli uomini che entro la stessa data potranno far valere 42 anni e sei mesi di anzianità contributiva;
  • personale che abbia beneficiato della riammissione in servizio con sentenza del giudice ordinario.

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