Pensioni, proroga Opzione donna: si può fare?

Tra i primi provvedimenti del nuovo Governo in materia di pensioni potrebbe esserci la proroga di Opzione donna. A farne le spese potrebbe essere l’Ape sociale.

Pensioni, proroga Opzione donna: si può fare?

L’insediamento del nuovo Governo potrebbe portare novità importanti per quanto riguarda le pensioni, soprattutto per le donne.

D’altronde che il tema previdenziale fosse uno dei temi su cui Lega e Movimento 5 Stelle hanno deciso di insistere di più non è mai stato un mistero e così, dopo una campagna elettorale fatta di promesse, sembra arrivato il momento di pensare in concreto alla nuova riforma delle pensioni.

Uno dei primi provvedimenti del nuovo Governo targato Lega e M5S dovrebbe essere la proroga di Opzione donna, la misura di pensione anticipata che risulta al momento conclusa al 31 dicembre 2015 non essendo stata inserita la prosecuzione del regime sperimentale nelle ultime due leggi finanziarie.

La misura è davvero sostenibile? Secondo le ultime indiscrezioni sembrerebbe di sì.

Ecco quali sono le ultime novità a riguardo.

In arrivo proroga di Opzione donna

Dopo anni di battaglie da parte delle lavoratrici che chiedevano il ripristino dell’unica misura di pensione anticipata ad esse dedicata la proroga di Opzione donna non sembra più un’ipotesi tanto lontana.

Tra i primi provvedimenti del Governo Conte dovrebbe infatti esserci la proroga del regime sperimentale che consente alle lavoratrici donne di andare in pensione con 57-58 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi accettando però che l’assegno pensionistico venga calcolato esclusivamente con il metodo contributivo e, quindi, accettando una penalizzazione economica.

Molto probabilmente, tuttavia, verrà apportata qualche modifica alla misura di Opzione donna: potrebbero infatti non essere più sufficienti 35 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata, ma potrebbero essere alzati a 36/37 anni.

Modifica, questa, tutt’altro che trascurabile essendo la discontinuità contributiva uno dei problemi che riscontrano più spesso le lavoratrici donne in vista del pensionamento.

La proroga di Opzione donna è sostenibile?

L’ostacolo principale alla proroga di Opzione donna, secondo il precedente esecutivo, era la mancanza di coperture economiche che non consentivano la sostenibilità della stessa. A questo punto non resta che capire se effettivamente la proroga di Opzione donna possa essere una misura sostenibile per le casse dello Stato oppure no.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore la risposta sembrerebbe essere positiva.

A farne le spese sarebbe però l’Ape sociale, che verrebbe cancellato consentendo il recupero di 600 milioni da riutilizzare a copertura degli altri interventi da varare per superare la legge Fornero, tra cui per l’appunto la proroga di Opzione donna.

Secondo un monitoraggio dell’Inps aggiornato ad aprile di quest’anno, inoltre, è emerso che dall’inizio del 2016 sono state erogate con i requisiti di Opzione Donna poco meno di 28mila pensioni, per un costo complessivo di poco superiore ai 118 milioni. Lo studio ha inoltre evidenziato come la spesa dell’ultima proroga approvata si sia aggirata intorno ai 5,3 milioni di euro, un costo non proibitivo che sembrerebbe quindi rendere la prosecuzione della misura fattibile.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Opzione donna

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.