Pensioni precoci, ultime novità: Damiano e i sindacati spingono per la Quota 41

Le ultime notizie sulle pensioni dei lavoratori precoci non fanno riferimento a novità importanti. Continua la lotta di Damiano per la Quota 41.

Continua la battaglia dei lavoratori precoci per la Quota 41, nonostante l’immobilismo del Governo sull’argomento.
Le dichiarazioni fatte dagli esponenti dell’esecutivo nei mesi precedenti, infatti, sono rimaste ad oggi solo parole.
Negli ultimi giorni, inoltre, Renzi e il Ministro Poletti si sono espressi sulla riforma delle pensioni ipotizzando diverse soluzioni senza tirare in ballo la Quota 41. Anche nella proposta di riforma presentata da Beretta in Commissione Lavoro alla Camera non si è parlato di pensioni dei precoci ma solo di esodati ed Opzione donna.
I lavoratori precoci, tuttavia, continuano la loro battaglia per la Quota 41, appoggiati da Cesare Damiano e dai sindacati uniti in questa causa i quali minacciano una mobilitazione perenne nel caso in cui il Governo Renzi non affronti la questione.
Renzi e Poletti cosa faranno?

Pensioni precoci: Damiano contro la Legge Fornero
Uno dei maggiori sostenitori della causa dei lavoratori precoci da molti mesi è il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.
Cesare Damiano sta continuando nella sua opera di pressione nei confronti del Governo per chiedere una modifica della Legge Fornero.

«L’obiettivo del 2016 deve essere la flessibilità delle pensioni. In questo senso il primo importante appuntamento è il Documento di Economia e Finanza: se non dovesse contenere un riferimento alla necessità di correggere il sistema previdenziale, sarebbe grave e anche contraddittorio con le affermazioni dello stesso Premier Renzi»

ha commentato Damiano.
Anche Renata Polverini, vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha rilasciato dichiarazioni sulla stessa lunghezza d’onda di quelle di Damiano:

«Dietro la riforma Fornero purtroppo si sono consumati e continuano a consumarsi tanti drammi personali e familiari. Ed è ora di dire basta. Il governo deve cambiare atteggiamento e dare delle risposte concrete».

Pensioni precoci: la protesta dei sindacati
Se il Governo continua a tacere sulla situazione dei lavoratori precoci, non proponendo soluzioni concrete al problema, fanno fronte comune invece i tre sindacati generali CGIL, CISL e UIL che spingono sulla riforma delle pensioni.
In una nota congiunta si legge:

«Il Governo non ha inteso finora aprire un confronto sul tema pensioni ma una discussione al riguardo non si può più evitare. Difatti non è più rinviabile un tavolo di merito sulla flessibilità in uscita e sui problemi ancora aperti».

I sindacati, dunque, in assenza di un tavolo di concertazione minacciano una mobilitazione perenne fino a quando non verrà affrontato concretamente il tema delle pensioni.
La palla, quindi, passa al Governo. Che farà?

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