Pensioni news: possibile riduzione importo soglia assegno sociale

Le novità ad oggi sulle pensioni riguardano la possibilità di ridurre l’importo soglia per ottenere la pensione di vecchiaia. In che termini?

Pensioni news: possibile riduzione importo soglia assegno sociale

Si lavora in campo pensioni per ridurre da 1,5 a 1,2 volte il requisito minimo che permette il raggiungimento della pensione di vecchiaia secondo il sistema contributivo. Sarà possibile accedere al sistema pensionistico a partire dai 66 anni e 7 mesi, 20 anni di contribuzione e un assegno sociale con un minimo di 537€, anziché 672€ .

I vantaggi delle novità in campo pensioni

La possibilità di ridurre l’importo soglia dell’assegno sociale per ottenere la pensione di vecchiaia, voluta dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, andrebbe incontro a una fetta più grande di lavoratori, finora svantaggiati perché soggetti a carriere soprattutto discontinue ma anche precarie, non in grado di accedere a un importo elevato della pensione.

In tal modo non sarà necessario per questi lavoratori aspettare il requisito anagrafico legato alla pensione di anzianità prefissato a 70 anni e 7 mesi.

La possibile riduzione della soglia per ottenere l’assegno sociale, e dunque accedere alla pensione di vecchiaia, non è una novità.

Nel 1995, la Riforma Dini (legge 8 agosto 1995, n. 335) oltre introdurre il metodo contributivo, sostituendo quello retributivo, stabilì per i lavoratori che avessero conseguito la pensione con un’età inferiore ai 65 anni un importo soglia 1,2 volte l’assegno sociale.

Cos’è l’assegno sociale

L’assegno sociale è stato introdotto il 1° gennaio 1996 in sostituzione della pensione sociale, e si configura come prestazione assistenziale a favore dei lavoratori in condizioni economiche precarie.

L’assegno sociale prescinde dal versamento dei contributi, ma è raggiungibile solo dopo una determinata età anagrafica: a partire da 65 anni e 7 mesi di età.
Dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per l’assegno sociale passerà a 66 anni e 7 mesi, in base alla modifica apportata dalla Legge Fornero nel 2011.

Qualora il titolare di assegno sociale soggiorni per più di trenta giorni all’estero, la prestazione sarà sospesa, per essere definitivamente revocata dopo un anno di sospensione. In più, non è reversibile sui famigliari superstiti né esportabile, e dunque non può essere richiesto dall’estero.

Liquidazione dell’assegno sociale

La prestazione può essere erogata in due modalità:

  • in forma intera
  • in forma ridotta

L’assegno viene liquidato in misura intera se il soggetto destinatario non possiede alcun reddito e non è coniugato, oppure in caso di soggetti coniugati ma il cui reddito famigliare non raggiunge il totale dell’importo annuo dell’assegno.

È liquidato, invece, in misura ridotta qualora sia presente un reddito o cumulando i redditi famigliari.

L’importo dell’assegno è di 448,07€ per tredici mensilità; per il 2017 il limite di reddito è di 5.824, 91€.

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