Pensioni, dal 2016 ci vorranno 4 mesi in più, e per le donne la strada si fa in salita: ecco il dm sulla speranza di vita

Valentina Brazioli

20 Dicembre 2014 - 13:05

condividi

Pensioni, a partire dal 2016 ci vorranno 4 mesi in più per potersi ritirare dal mondo del lavoro: è questo l’effetto della cosiddetta “speranza di vita”, calcolata dall’Istat e recepita all’interno del decreto firmato lo scorso 16 dicembre dai ministri del lavoro e dell’economia. Ma per le donne andrà molto peggio: ecco perchè.

Pensioni, a partire dal 2016 saranno necessari 4 mesi in più per avere il diritto a ritirarsi ufficialmente dal mondo del lavoro. Non lo stabilisce l’ennesima riforma del settore previdenziale: è solo l’effetto dell’aumentata “speranza di vita”, calcolata – come sempre – dall’Istat e recentemente recepita attraverso un decreto ministeriale firmato dai titolari dei dicasteri del lavoro e dell’economia. Il provvedimento, siglato appena lo scorso 16 dicembre, è ancora in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Gli adeguamenti precedenti e successivi

Non siamo, tuttavia, di fronte a una vera e propria novità: già il 1 dicembre del 2013 era scattato l’adeguamento dei requisiti pensionistici legato al decreto 6 dicembre del 2011. Dopo il 2016, ci attende un’ulteriore modifica nel 2019; poi, per effetto della Riforma Fornero, gli adeguamenti saranno biennali a decorrere dal 2021.

Che cos’è la speranza di vita?

Con il termine “speranza di vita” si intende un particolare meccanismo che prevede un aggiornamento continuo di tutti i requisiti per le pensioni. In pratica, la possibilità di accedere al trattamento pensionistico dipende dalle statistiche su vita e morte nel nostro Paese: in pratica, viene calcolata statisticamente le probabilità che un uomo e una donna di 65 anni d’età hanno di continuare a vivere. All’aumento degli anni ancora possibili di vita, l’età pensionabile si allontana di pari misura.

Dal 2016 necessari 4 mesi in più, ma a rimetterci sono soprattutto le donne

In questo modo, il 16 dicembre si è stabilito che per tutte le pensioni a partire dal 1 gennaio 2016 ci vorranno quattro mesi in più. Facendo qualche esempio concreto, i lavoratori uomini che oggi vanno in pensione di vecchiaia all’età di 66 anni e 3 mesi, dal 1 gennaio del 2016 dovranno aspettare fino ai 66 anni e 7 mesi. Ma la misura rischia di incidere in maniera più pesante sulle donne, per l’effetto combinato degli incrementi stabiliti dalla Riforma Fornero: infatti, se oggi (e nel 2015) una lavoratrice dipendente del settore privato può accedere alla pensione di vecchiaia a 63 anni e 9 mesi, dal 2016 dovrà attendere i 65 anni e 7 mesi: ben 22 mesi in più.

Argomenti

Iscriviti a Money.it