Pensioni: proroga opzione donna 2016. Ecco soggetti beneficiari, requisiti e valutazione di convenienza

Giuseppe Guarasci

2 Aprile 2016 - 13:30

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Prorogato anche per l’anno 2016 il regime sperimentale «opzione donna» per l’accesso anticipato alla pensione per le lavoratrici. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Con la Legge di Stabilità 2016, il regime agevolato di accesso anticipato alla pensione per le lavoratrici donne denominato “opzione donna”, è stato prorogato anche per l’anno 2016.
Le donne rientranti all’interno dei requisiti stabiliti originariamente con la Legge Fornero del 2011, potranno decidere di andare in pensione prima, optando per un sistema di calcolo pensionistico esclusivamente di tipo contributivo.

Ecco destinatari, requisiti e valutazione di convenienza del regime agevolato pensioni opzione donna 2016.

Pensioni, opzione donna 2016: i destinatari

L’opzione donna è stata inizialmente disciplinata dalla Legge Maroni, art. 1, co. 9 della L. n. 243/2004, e poi riscoperta in massa dopo l’introduzione della Riforma Fornero; è rivolta esclusivamente alle lavoratrici donne iscritte all’assicurazione generale obbligatoria ed ai fondi sostitutivi di essa (lavoratrici dipendenti settore privato, pubblico e lavoratrici autonome), in possesso di contribuzione alla data del 31/12/1995.
Questo regime sperimentale per le donne permette di accedere alla pensione con un anticipo di diversi anni rispetto ai requisiti pensionistici vigenti, a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo (più svantaggioso rispetto a quello retributivo).

Pensioni, opzione donna 2016: i requisiti d’accesso

I requisiti di accesso regime pensionistico sperimentale opzione donna per l’anno 2016 sono di due tipi:

  • requisito anagrafico: alle lavoratrici dipendenti (sia pubblico che privato) è richiesta un’età minima 57 anni e 3 mesi, mentre per le lavoratrici autonome il requisito anagrafico sale a 58 anni e 3 mesi;
  • requisito contributivo: sia per le lavoratrici dipendenti che per quelle autonome sono richiesti 35 anni di contributi utili maturati alla data del 31/12/2015.

Il suddetto assegno pensionistico viene erogato secondo il criterio della finestra mobile differenziandosi in base alle diverse tipologie di destinatarie, la liquidazione della prestazione avviene infatti:

  • per le lavoratrici dipendenti del settore privato dal 13esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti;
  • per le lavoratrici dipendenti del settore pubblico dal giorno successivo a quello di
    maturazione dei requisiti + 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome dal 1° giorno successivo del 19esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti.

Pensioni, opzione donna 2016: il calcolo della convenienza

La convenienza all’adesione a tale regime per le donne è molto variabile, questa infatti dipende molto dell’età della lavoratrice e dalle caratteristiche di carriera, dalla retribuzione e dall’anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime.
Si stima comunque che il passaggio ad un sistema di calcolo totalmente contributivo determina per le lavoratrici che optano per il regime sperimentale una decurtazione sull’assegno che oscilla mediamente intorno 25-30% rispetto a quanto avrebbero ottenuto con il sistema misto.

Generalizzando, una lavoratrice con livelli retributivi molto elevati, percepiti fin dai primi anni di iscrizione all’INPS, subirà una riduzione minore; invece, maggiore sarà l’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 maggiore sarà l’impatto della riduzione sull’assegno percepito dalla donne pensionate.

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