Pensione ai superstiti: quando, a chi spetta e come fare domanda

Isabella Policarpio

01/04/2019

03/04/2019 - 16:29

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La pensione ai superstiti è il beneficio economico che spetta ai familiari del lavoratore defunto. Tale beneficio può consistere nella pensione di reversibilità o indiretta.

La pensione ai superstiti è la rendita economica erogata dall’Inps ai familiari superstiti quando ricorrono determinate condizioni.

Innanzitutto occorre che il familiare defunto sia titolare di pensione diretta o che sia in corso la sua liquidazione (in questo caso i superstiti hanno diritto alla c.d. pensione di reversibilità).

L’altra condizione è che il lavoratore defunto deve aver maturato almeno 15 anni di assicurazione e contribuzione ovvero 5 anni di assicurazione e contribuzione di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente al decesso (in tal caso i familiari superstiti hanno diritto alla pensione indiretta).

Pensione ai superstiti: chi ne ha diritto e requisiti

Ai fini della pensione ai superstiti, la legge considera beneficiari i seguenti familiari del defunto:

  • il coniuge divorziato (ma solo se è beneficiario dell’assegno divorzile e se non è passato a nuove nozze).

Se il coniuge convola a nuove nozze perde il diritto a percepire la pensione ai superstiti, tuttavia matura un assegno “una-tantum” che ammonta a due annualità della quota di pensione.

Se il lavoratore defunto aveva contratto nuove nozze prima del decesso e dopo il divorzio con il primo coniuge, la quota della pensione ai superstiti spetta sia al vedovo che all’ex coniuge, nella misura stabilita dal Tribunale.

Dal 2016, il diritto alla pensione ai superstiti è stato riconosciuto anche ai componenti dell’unione civile.

La pensione ai superstiti spetta anche ai figli e agli equiparati che alla data del decesso del familiare non hanno compiuto il 18° anno di età oppure se sono inabili al lavoro (indipendentemente dall’età).

Per i figli ed equiparati studenti che non prestino lavoro retribuito e siano a carico del genitore defunto al momento della morte, il limite di 18 anni è elevato a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale e a tutta la durata del corso di laurea, ma non oltre il compimento del 26 ° anno di età.

La legge considera come figli equiparati:

  • gli adottivi e gli affiliati;
  • i figli giudizialmente dichiarati;
  • i figli non riconoscibili ma per i quali il defunto versava di alimenti;
  • i figli nati dal precedente matrimonio;
  • i nipoti minori a carico;
  • i figli nati entro il 300° giorno dalla morte del genitore.

Se non sono presenti né coniuge né figli, la pensione di reversibilità spetta ai genitori dell’assicurato, purché abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e siano a carico del lavoratore deceduto.

Se mancano anche i genitori, il diritto è riconosciuto ai fratelli celibi o alle sorelle nubili inabili al lavoro e a carico del defunto.

Pensione ai superstiti: come funziona?

Il diritto alla pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo alla morte del pensionato o dell’assicurato ed è stabilita nella misura seguente:

  • 60% per il coniuge senza figli;
  • 80% per il coniuge con un figlio;
  • 100% per il coniuge con due o più figli.

Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario (coniuge, genitori fratelli e sorelle), nei limiti di cui alla tabella F, legge 8 agosto 1995, n. 335. I limiti di cumulabilità non si applicano nel caso in cui il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.

Pensione ai superstiti: come fare domanda?

Per ottenere la pensione ai superstiti occorre fare domanda online sul portale dell’Inps, attraverso il servizio dedicato. In alternativa si può contattare il call center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

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