Pensione di reversibilità, spetta anche al coniuge separato?

La pensione di reversibilità spetta anche all’ex coniuge, separato o divorziato. Qui requisiti e importi stabiliti dalla legge.

Pensione di reversibilità, spetta anche al coniuge separato?

La reversibilità spetta anche al coniuge superstite, ma cosa succede in caso di separazione o divorzio? Facciamo subito chiarezza, anche l’ex coniuge ha diritto alla pensione, ma la legge ne stabilisce gli importi e i requisiti per l’ottenimento del beneficio.

Nella determinazione della pensione di reversibilità rilevano la presenza dei figli, la durata del matrimonio, la presenza o meno di nuove nozze e le condizioni economiche delle parti coinvolte.

Ecco una breve guida su come capire se si possiedono i requisiti per ottenere la pensione di reversibilità e come determinarne l’esatto importo.

Pensione di reversibilità dell coniuge superstite separato: i presupposti

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge superstite separato. Questo accade quando la morte del coniuge avviene durante il periodo di separazione e quindi prima della sentenza di divorzio.

Sulla questione, per molti anni la Corte di Cassazione ha ritenuto che la pensione di reversibilità spettasse solamente al coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento.

Ma le cose sono cambiate: attualmente la pensione di reversibilità viene riconosciuta al coniuge separato a prescindere dal fatto che la separazione sia avvenuta con o senza addebito.

Nell’ordinanza n. 9649 del 2015, la Corte di Cassazione ha precisato che:

«La ratio della tutela previdenziale è rappresentata dall’intento di porre il coniuge superstite al riparo dall’eventualità dello stato di bisogno, senza che tale stato di bisogno divenga (anche per il coniuge separato per colpa o con addebito) concreto presupposto e condizione della tutela medesima».

Dunque, il coniuge superstite non beneficiario dell’assegno di mantenimento ha pieno diritto alla pensione di reversibilità.

A quanto ammonta la pensione di reversibilità del coniuge separato?

Il coniuge superstite separato ha diritto alla pensione di reversibilità nella misura del 60% del totale. Invece, quando vi sono altri beneficiari la pensione di reversibilità viene corrisposta in misura dell’80% per il coniuge e del 100% per i figli.

Tuttavia, se il coniuge superstite è beneficiario anche di altri redditi la pensione di reversibilità viene diminuita come segue:

  • del 25% per reddito superiore al triplo della pensione minima;
  • del 40% per reddito superiore al quadruplo della pensione minima;
  • del 50% per reddito superiore al quintuplo della pensione minima.

L’incumulabilità non si applica in presenza di beneficiari appartenenti al medesimo nucleo familiare.

Pensione di reversibilità del coniuge superstite divorziato: i presupposti

Anche l’ex coniuge divorziato ha diritto a percepire la pensione di reversibilità, ma solo se ricorrono tre presupposti:

  • deve percepire l’assegno di divorzio dal defunto;
  • non deve aver contratto nuove nozze;
  • il rapporto di lavoro da cui trae origine il trattamento pensionistico deve essere anteriore alla sentenza di divorzio.

A quanto ammonta la pensione di reversibilità del coniuge divorziato?

L’importo della pensione di reversibilità viene calcolato in base alla durata del matrimonio e al periodo di maturazione della pensione del defunto.

Nel caso del coniuge divorziato, si deve sottolineare che ai fini della determinazione della cifra della pensione, i giudici considerano il periodo di separazione legale nell’arco temporale del matrimonio, in quanto gli effetti civili del matrimonio cessano solo al momento della sentenza di divorzio.

Pensione di reversibilità del coniuge superstite divorziato: come si ripartisce

Il coniuge superstite divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità nella misura in cui non ci siano altri soggetti beneficiari. Difatti, l’ex coniuge ha diritto all’integrale pensione di reversibilità solo se il defunto non si era risposato. Questo vale anche se il defunto aveva intrapreso una convivenza di fatto.

Invece, se l’ex coniuge era convolato a nuove nozze, la pensione di reversibilità spetta in parte all’ex coniuge divorziato e in parte al nuovo coniuge superstite.

La ripartizione delle quote viene fatta dal Tribunale in considerazione della durata dei rispettivi dei matrimoni e delle condizioni reddituali ed economiche dei superstiti.

Pensione di reversibilità del coniuge superstite separato o divorziato: come si chiede?

Il diritto alla pensione di reversibilità non scatta automaticamente alla morte dell’ex coniuge ma deve essere richiesto espressamente. Per farlo, l’istante dovrà avanzare un apposito ricorso al Tar.

Il Tar investito della richiesta ha il compito di verificare la sussistenza dei requisiti necessari o delle cause che escludono il diritto; se l’accertamento è positivo, al coniuge richiedente verrà riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto.

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