Pensione di reversibilità, no prima dell’età pensionabile. La proposta dell’Ocse

Secondo l’Ocse l’Italia spenderebbe troppo in pensioni di reversibilità, motivo per cui servirebbero dei correttivi. Ecco la proposta dell’organizzazione internazionale.

L’Italia spende troppo in pensioni di reversibilità.

E’ questa la conclusione a cui è arrivata l’Ocse nel report Pensions Outlook 2018 che evidenzia la spesa in materia previdenziale dei paesi dell’area di interesse.

Secondo lo studio in questione, infatti, gli assegni pensionistici di reversibilità nel Belpaese superano il 2,5% del Pil di fronte a una media dell’1% degli altri Paesi dell’Ocse. Peggio di noi ci sono solo Grecia e Spagna.

Uno dei fattori a incidere su questo dato è sicuramente il problema della bassa occupazione femminile, motivo per cui l’Ocse ha evidenziato la necessità di apporre correttivi per evitare che la pensione di reversibilità, da prestazione di tipo assistenziale, rischi di diventare un disincentivo per il lavoro.

Come funziona la pensione di reversibilità in Italia

La pensione di reversibilità, in Italia, spetta al coniuge superstite e ai figli minorenni o che non abbiano superato i 26 anni se studiano all’Università ma può spettare anche ad altri familiari se questi sono a carico della persona defunta.

L’importo della prestazione è del 60% della pensione, ma può essere erogata per intero nel caso di coniuge superstite con due o più figli. Esistono inoltre riduzioni dell’assegno che oscillano tra il 25% e il 50% a seconda del livello di reddito del familiare superstite che ha accesso alla prestazione.

Ocse, servono correttivi sulle pensioni di reversibilità in Italia

Se da una parte l’Ocse riconosce senz’altro l’importanza delle pensioni di reversibilità, dall’altra afferma anche la necessità dell’adozione di correttivi in Italia sull’erogazione della prestazione, per evitare che la stessa possa diventare un disincentivo al lavoro e possa favorire le coppie rispetto ai single, creando delle disuguaglianze.

Secondo l’organizzazione internazionale, dunque, il correttivo da adottare sarebbe quello di destinare sì una prestazione ai superstiti, ma non fruibile prima che gli stessi abbiano raggiunto l’età per il ritiro.

Ma come fare in caso di necessità dei superstiti? Per l’Ocse potrebbero essere introdotti dei benefici temporanei che aiutino gli stessi ad adattarsi alla situazione.

Inoltre l’Ocse afferma che in caso di riforma «a bilancio neutrale» le pensioni dei single dovrebbero essere superiori a quella di uno che vive in una coppia che beneficia di una pensione ai superstiti.

Cisl contro la posizione dell’Ocse

A schierarsi contro la posizione dell’Ocse in materia di reversibilità è stata la Cisl, che ha replicato alle proposte avanzate dall’organizzazione internazionale.

«Gran parte dei percettori di pensione di reversibilità sono cittadini e cittadine di età elevata, che poco o niente hanno a che fare con le dinamiche del mercato del lavoro»

ha spiegato Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, che ha poi proseguito:

«Semmai il problema Ocse andrebbe valutato nell’ambito dei cambiamenti della struttura della società italiana che registra un andamento (fortunatamente favorevole) rispetto all’aspettativa di vita. Ed inoltre ci piace ricordare all’Ocse che il contributo versato all’Istituto di Previdenza per le pensioni comprende in origine la prestazione per i superstiti e non è un caso che la normativa sia indicata secondo l’acronimo IVS dove la ’S’ sta per l’appunto per ’superstiti’. In terzo luogo, per effetto della legge Dini del 1995 l’importo delle pensioni di reversibilità in Italia è condizionato dal reddito, per cui più alto è il reddito del coniuge superstite meno questi prende per la reversibilità e il taglio è molto rilevante».

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Reversibilità

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.