Outlook materie prime: potenziale turnover di portafoglio

Stefano Masa

18 Maggio 2021 - 16:19

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I metalli preziosi potrebbero beneficiare di un ritrovato interesse rispetto al comparto energetico.

Outlook materie prime: potenziale turnover di portafoglio

Le materie prime perdono forza e l’auspicato e temuto ribasso è giunto. Come illustrato nel nostro precedente intervento, il CRB Index quale principale benchmark rappresentativo delle commodities, già evidenziando un palinsesto algoritmico prossimo alla negatività (sell signal), ha quindi confermato la propria presunta debolezza terminato la trascorsa ottava con un ribasso finale di poco inferiore ai due punti percentuali (-1,77%).

Al momento, si può inoltre osservare una configurazione grafica alquanto discutibile poiché caratterizzata da un significativo gap down su base daily (individuabile nell’area di prezzo compresa tra 207,798 e 205,657 punti): di certo, la mancata chiusura di quest’ultimo, agevolerebbe una fase di instabilità momentanea soprattutto in ottica di brevissimo periodo con serie conseguenze su base monthly.

Comparto Energy
Il petrolio (rif. WTI), in qualità di principale sottostante appartenente sia al basket energetico che al sopracitato benchmark, ha confermato la debolezza da noi riportata: con un minimo settimanale a 63,09 dollari ha – di fatto – concretizzato l’ipotizzato scenario ribassista mancando di poco l’indicato target a 62,27.

Petrolio WTI
Andamento grafico giornaliero

La pronta reazione avvenuta sul finire di ottava, e continuata nel corso delle ultime 24ore, ha visto i corsi del barile gravitare attorno alla parte superiore di un circoscritto trading range con resistenza a 66,63 e supporto a 63,68 dollari. In base a quest’ultima dinamica è pertanto agevole la definizione di entrambe le strategie operative: long a seguito dell’avvenuta rottura di area 66,63 ed obiettivo in direzione di quota 68 dollari; short qualora si dovesse assistere alla violazione di soglia 63,68 con potenziale downside a 60,78 dollari.

Un ulteriore elemento che potrebbe beneficiare di un ritrovato interesse già nel corso delle prossime sedute è l’heating oil: giunto ai livelli di prezzo del gennaio 2020, qualora dovesse oltrepassare la resistenza statica posta in corrispondenza di soglia 208,10 Usd/gal., si potrebbe assistere ad un primo allungo fino a quota 211,95 e successivo obiettivo in prossimità di area 213,45. Negativo il ritorno delle quotazioni in prossimità di 198,27 Usd/gal. poiché il suo cedimento sarà pressoché certo.
Attento monitoraggio per il gas naturale che, qualora dovesse violare 3,15 Usd/MMBtu, ritroverebbe slancio per attaccare i massimi dello scorso febbraio.

Comparto Metals
Sull’intero paniere si è potuto assistere ad una vera e propria rotazione di portafoglio. A beneficiarne, nel corso delle ultime ore, sono i sottostanti cosiddetti “preziosi” ovvero l’oro e l’argento. Nonostante le ultime giornate abbiano seguito la medesima dinamica di prezzo dei contrapposti “non preziosi”, sia il lingotto che il suo più associabile metallo (argento), hanno registrato nuovi massimi di breve termine rispetto ai loro principali rivali (nickel, alluminio e rame).

Argento
Andamento grafico giornaliero

Nelle trascorse giornate - entrambi i “preziosi” - hanno conseguito i loro rispettivi obiettivi ribassisti ovvero: a 1.815,20 dollari (oro) e 26,985 Usd/oz (argento). Attualmente, le quotazioni di entrambi, scambiano in prossimità dei massimi registrati ad inizio febbraio e, non si può escludere, un potenziale upside rispetto a questi ultimi. Nello specifico: porre particolare attenzione al superamento di area 1.887,50 dollari (per il lingotto) che, in caso di mancata resistenza, potrebbe giungere a 1.906,02. Di estremo interesse l’andamento dell’argento che, una volta oltrepassata soglia 29 Usd/oz, vivrebbe un serio incremento di volatilità caratterizzata da possibili scambi all’insegna di un significativo rialzo (ben oltre i massimi annuali).

Le prossime sedute potrebbe confermare un turnover di portafoglio nelle commodities: qualora il prezzo del petrolio non dovesse aggiornare i suoi massimi di breve termine, il paniere dei metalli con la sua componente “preziosa”, appare il favorito in vista di una nuova ritrovata forza.

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