Negli ultimi mesi, il mercato dell’oro ha subito un forte ridimensionamento, con una caduta del 7% rispetto ai massimi storici raggiunti nel 2024.
Questo calo si inserisce in un contesto di cambiamento nelle dinamiche macroeconomiche e politiche globali, influenzate dall’evoluzione dello scenario presidenziale statunitense e dalle nuove preoccupazioni legate alla politica monetaria della Federal Reserve.
La politica monetaria della Fed: l’incognita per il mercato dell’oro
Un primo elemento chiave che ha influenzato il prezzo dell’oro è la politica monetaria della Federal Reserve. Il CME FedWatch Tool, che misura la probabilità implicita di un cambiamento nei tassi di interesse, ha mostrato una riduzione della probabilità di un taglio dei tassi nella riunione del FOMC di dicembre dal 78% al 68% nel giro di poche settimane.
Questa revisione delle aspettative ha contribuito al rafforzamento del dollaro, poiché un’interruzione nel ciclo di tagli suggerisce una politica monetaria meno espansiva, vista la forte resilienza economica. Di conseguenza, l’oro, che viene spesso visto come una riserva di valore in tempi di possibile contrazione economica, ha perso parte del suo appeal agli occhi degli investitori.
Inoltre, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, si prevede un aumento delle politiche protezionistiche, come l’introduzione di nuove tariffe commerciali. Questo potrebbe portare a un ulteriore apprezzamento del dollaro, aumentando la pressione ribassista sul prezzo dell’oro.
Il rafforzamento del dollaro e l’effetto sulla quotazione dell’oro
Non a caso, l’indice DXY, che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di sei valute principali, ha mostrato un significativo incremento nelle ultime settimane. Questo aumento è stato alimentato dalle aspettative di una possibile interruzione del ciclo di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, nonché dalle previsioni di nuove politiche protezionistiche da parte di Trump, che potrebbe implementare tariffe commerciali più severe per proteggere l’economia americana.
La forza del dollaro rappresenta un ostacolo per il prezzo dell’oro, poiché il metallo prezioso è tradizionalmente prezzato in dollari statunitensi. Quando il valore del dollaro aumenta, l’oro diventa più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute, riducendo così la domanda e mettendo pressione al ribasso sul prezzo.
Analisi tecnica dell’oro: livelli chiave e oscillatori
Guardando al grafico dell’oro, emerge un quadro tecnico interessante. Il metallo prezioso ha trovato un supporto significativo intorno ai $2.550 l’oncia.
Utilizzando l’RSI (Relative Strength Index) a 14 periodi, è possibile notare che, su un timeframe settimanale, l’oro è recentemente sceso sotto il livello di 70 punti, tipicamente associato a una zona di ipercomprato. Questo potrebbe indicare che c’è ancora spazio per una continuazione del movimento ribassista, prima di un possibile rimbalzo tecnico.
In termini di resistenza, il livello a $2.000 rappresenta una prima importante barriera psicologica, seppur ancora distante del 22% in negativo rispetto ai livelli attuali.
Dal lato opposto, il massimo storico, appena sotto i $2.800, rimane la resistenza principale da monitorare, fungendo da riferimento chiave per un eventuale tentativo di ripresa del prezzo.
GOLD, 1W
Grafico a candele settimanali dell'oro. Fonte:baha.com