Opzione Donna 2018: la proroga dovrà essere nella Legge di Bilancio

Money.it ha intervistato Vania Borboni e Giulia Molinaro del Comitato Opzione Donna 2018: “Confidiamo nel Governo, la proroga deve essere inserita nella Legge di Bilancio perché si paga da sola. ”

Opzione Donna 2018: la proroga dovrà essere nella Legge di Bilancio

Come noto al momento la fase sperimentale dell’Opzione Donna - la misura che consente alle lavoratrici dipendenti di andare in pensione all’età di 57 anni e 7 mesi di età (uno un più per le autonome) e 35 anni di contributi - al momento è sospesa.

Nel contratto di Governo Lega e Movimento 5 Stelle hanno promesso che una proroga dell’Opzione Donna per il 2018 ci sarà (anche perché le risorse sono già state stanziate), tuttavia ad oggi da parte dell’Esecutivo non ci sono segnali in merito.

Dalla parte delle lavoratrici nel frattempo si è schierato il Comitato Opzione Donna 2018 che conta oltre 19.500 iscritte; queste da anni si battono per ottenere la proroga di questo strumento, così da riconoscere alle lavoratrici uno strumento con il quale anticipare di diversi anni l’accesso alla pensione.

Noi abbiamo deciso di dare voce al loro programma intervistando le amministratrici Vania Barboni e Giulia Molinaro, le quali ci hanno svelato le loro intenzioni spiegandoci tra l’altro cosa si aspettano per il futuro.

1) Buongiorno e grazie per la vostra disponibilità. Partiamo con la prima domanda; volete raccontarci qual è l’obiettivo del vostro movimento e quali sono le richieste che fate al Governo in carica?

Il nostro Comitato, vanta oltre 19.500 iscritte e da ben tre anni si prefigge un unico obiettivo: la proroga della legge sperimentale 243/04, la quale consente alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età (58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome ) entro il 31/07/2016 e 35 anni di contributi al 31/12/2015.

All’età anagrafica si applica il regime delle finestre mobili (maturazione dei requisiti, 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, 18 mesi per le lavoratrici autonome) accettando una penalizzazione sull’assegno calcolato esclusivamente con metodo contributivo.

Le nostre richieste , ormai note a tutti, sono quelle che tale legge venga prorogata fino al 2018 per poi diventare strutturale. Siamo state inserite nel contratto del governo al punto 17, per cui rivendichiamo che questo contratto debba essere rispettato e mantenuto.

2) Eppure c’è chi definisce l’Opzione Donna come troppo penalizzante per le lavoratrici. Naturalmente voi non concordate con questa visione, per questo vi chiediamo di spiegarci per quale motivo una lavoratrice dovrebbe preferire l’Opzione Donna piuttosto che le altre opzioni per la pensione anticipata.

L’adesione della misura previdenziale Opzione Donna è una libera scelta e potrebbe essere l’unica ancora di salvataggio per chi ha maturato i requisiti ma si trova in Naspi oppure senza ammortizzatori sociali e disoccupate, senza la quale la nostra pensione verrà erogata a 67 anni al partire dal 2019.

La penalizzazione di Opzione Donna varia per ogni storia lavorativa, pertanto non ha una percentuale fissa di penalizzazione.

3) Ad oggi sul fronte Opzione Donna da parte del Governo c’è silenzio assoluto, visto che nessuno parla più di una possibile proroga. Secondo voi ci sono ancora delle possibilità che la fase sperimentale venga prorogata per il 2018? Oppure tutto verrà rinviato al 2019?

È vero che c’è silenzio sulla proroga di Opzione Donna, ma siccome siamo nel contratto di Governo ci aspettiamo che questo venga rispettato. Il 29 settembre saremo a Roma in piazza Montecitorio a manifestare e sollecitare la mancata approvazione del contratto del governo visto che il DEF dovrà essere pronto entro il 27 settembre 2018.

Faremo il possibile affinché la proroga venga inserita nella Legge di Bilancio in fase di elaborazione e stesura.

4) Prendiamo come ipotesi che il Governo alla fine decida di approvare la riforma delle pensioni senza Opzione Donna, ad esempio introducendo la Quota 100 che consentirà a tutti i lavoratori di anticipare di qualche anno l’accesso alla pensione: in tal caso voi sareste soddisfatte dell’operato di Lega e Movimento 5 Stelle?

Detto francamente non saremo affatto soddisfatte dell’operato della Lega e del M5S, perché significa che hanno usato le donne e il loro voto per ricevere consensi.

Anche perché continuiamo a ribadire che Opzione donna si paga da sola , vista la decurtazione. Per quanto riguarda Quota 100 crediamo che il governo non abbia le idee molto chiare a proposito - ogni giorno ne vengono cambiati i requisiti - quindi ci sembra opportuno attendere la stesura del DEF a riguardo.

5) Ci pare di capire, quindi, che per voi non sia possibile prescindere dall’Opzione Donna. A tal proposito vi chiedo: continuereste con la fase sperimentale così come è stata negli anni scorsi oppure introdurreste dei correttivi?

Assolutamente no, non vogliamo nessun correttivo per Opzione Donna, sarebbe discriminante farlo per chi ha potuto beneficiare entro il 31 dicembre 2015; riteniamo di non essere donne di Serie B.

Sappiamo che per Opzione Donna ci sono dei fondi residui non utilizzati , pertanto ci batteremo perché gli stessi rimangano a disposizione delle donne che volessero aderire a questa forma pensionistica. Certamente chiederemo di avere i dati corretti da parte dell’INPS è, ma sarà veramente difficile, per capire quanti saranno i fondi residui.

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Argomenti:

Pensione Opzione donna

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