Obbligazioni subordinate Creval in rialzo dopo i conti

Tornano a salire i prezzi delle obbligazioni subordinate Creval 8,25% 2027 (XS1590496987). Rischio in calo con miglioramento dei conti 2018

Obbligazioni subordinate Creval in rialzo dopo i conti

Si assottiglia il rendimento delle obbligazioni high yield Creval 8,25% 2027 (Isin XS1590496987). Il bond subordinato da 150 milioni, collocato due anni fa alla vigilia di un difficile aumento di capitale per il salvataggio della banca valtellinese, è tornato sotto i riflettori dei più temerari investitori a caccia di alti rendimenti, grazie soprattutto al miglioramento dei conti e della solidità patrimoniale dell’istituto.

L’obbligazione Creval era stata venduta a fatica nell’aprile del 2017 presso un ristretto numero di investitori privati (Club Deal) al prezzo di 99,015 per rimborsare un altro bond subordinato da 125 milioni in scadenza a dicembre dello stesso anno. E’ stato poi quotato alla poi borsa del Lussemburgo. Dopo essere sprofondato fino a quota 52 il 17 novembre 2017 nell’incertezza del successo dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro approvato dall’assemblea dei soci, il prezzo del bond ha risalito lentamente la china fino a tornare sui valori di collocamento.

Obbligazioni Creval 8,25% 2027

Il titolo è subordinato (Lower Tier II) a tutte le altre emissioni e quindi non gode di alcuna garanzia in caso di fallimento o inadempienza da parte dell’emittente. Paga una cedola del 8,25% il 12 aprile e scade nel 2027 ma la banca ha la possibilità di rimborsarlo anticipatamente dopo i primi 5 anni di vita (call redemption). Il bond Creval 8,25% 2027 è quotato oggi anche sulla piattaforma EuroTLX dove è negoziabile per importi minimi di 100.000 euro e multipli analoghi. Scambia intorno al 98% del valore nominale e offre un rendimento a scadenza del 8,57%. Il rating del Credito Valtellinese è Ba3 per l’agenzia Moody’s e BB per DBRS.

Credito Valtellinese: risultati consolidati 2018

Dopo anni di difficoltà, il Credito Valtellinese ha chiuso l’esercizio 2018 con un utile netto che sfiora i 32 milioni di euro. Sono stati dimezzati i crediti deteriorati ed è stata rafforzata la solidità patrimoniale. I volumi di credito si sono attestati a 21,4 miliardi di euro al 31 dicembre 2018 a fronte dei 16,7 miliardi di inizio anno, mentre la raccolta diretta ammonta a 19,9 miliardi di euro, in aumento dell’1,6% rispetto al 31 dicembre 2017. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha quindi deciso di elaborare un nuovo piano industriale triennale. Che sarà presentato entro il 30 giugno.

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