Nuovo regolamento sui droni: le novità della riforma in 8 punti

Nuovo regolamento ENAC per i droni: sarà possibile sorvolare le aree urbane, ma solo per usi professionali. Introdotte delle restrizioni che potrebbero rivoluzionare il mercato degli aeromobili. Ecco le novità.

Il mercato degli aeromobili a pilotaggio remoto è in continua ascesa, e sono sempre di più i professionisti che utilizzano i droni per lavorare.

Per questo motivo l’ENAC, Ente Nazionale di Aviazione Civile, ha deciso di aggiornare il regolamento dedicato ai droni al fine di tutelare la sicurezza del cittadino.

I droni sono uno dei fenomeni commerciali dell’ultimo anno e sono utilizzati sia per lavoro sia per passione. Il nuovo regolamento si focalizza su entrambi i punti, fornendo norme che disciplinano l’uso dei droni sia ai fini lavorativi che amatoriali.

Nel nuovo regolamento sui droni ci sono delle norme valide dopo sessanta giorni dalla pubblicazione sul sito dell’ente, mentre altre rimandano ad un’attivazione futura.

È necessario specificare come per aeromobili a pilotaggio remoto non s’intendono solamente i droni, ma tutti quei modelli telecomandati in grado di sollevarsi da terra.

Le novità più importanti nel regolamento per i droni riguardano il sorvolo delle aree urbane, anche se ci sono delle norme poco chiare concernenti ai droni utilizzati per fini amatoriali.

Nuovo regolamento sui droni: 8 punti principali

Come detto in precedenza, ci sono delle norme che saranno valide dopo sessanta giorni dalla pubblicazione del regolamento. Questo è stato pubblicato il 17 luglio, quindi gran parte delle regole saranno in vigore dal 15 settembre 2015:

  • da questa data in poi tutte le operazioni di volo a vista avranno un nuovo limite di distanza: il drone non potrà allontanarsi da più di 500 metri dal pilota e non potrà superare i 150 metri di altezza;
  • cambiano i principi della visita medica: nel caso si abbia un drone dal peso inferiore ai 25 Kg, è sufficiente sostenere una visita medica di classe IV. In precedenza bisognava sostenere una visita di livello II dove erano richiesti dei requisiti psicofisici superiori a quelli di classe IV;
  • a differenza della versione precedente, il nuovo regolamento concede il sorvolo delle aree urbane. Permangono però dei limiti: non è possibile sorvolare folti assembramenti di persone, come nel caso di cortei e cerimonie. Inoltre, per sorvolare un’area urbana, il drone deve essere dotato di software e hardware che garantiscano la massima sicurezza anche nel caso ci fosse una perdita di controllo nel mezzo;
  • è stata introdotta la possibilità per i droni di trasportare merci, anche pericolose; per quest’ultimo caso bisognerà richiedere un permesso speciale all’ENAC;
  • dal 1 aprile 2016 anche coloro che pilotano dei droni con un peso inferiore ai 25 Kg avranno l’obbligo di ottenere un attestato da pilota, sostenendo un esame teorico e uno pratico presso un centro di addestramento approvato dall’ENAC;
  • dal 1 luglio 2016 sarà necessario equipaggiare il drone con un sistema identificativo elettronico. Questo sistema trasmetterà in tempo reale tutte le informazioni di volo del drone, in modo da poterle controllare in tempo reale;
  • non cambiano le norme relative alla privacy: è vietato riprendere immagini all’interno di edifici privati; eventuali violazioni saranno punite con una reclusione da sei a quattro anni. Inoltre, l’omessa o inidonea informativa privacy, sarà sanzionabile fino a 36.000€;
  • tutte le autorizzazioni e i riconoscimenti ottenuti seguendo le linee normative del primo regolamento scadranno il 1 luglio 2016. Entro questa data sarà obbligatorio rinnovare e convertire le autorizzazioni.

Nuovo regolamento sui droni: cosa cambia per gli appassionati?

Per appassionati s’intendono tutti quelli che non utilizzano il drone per lavoro, ma solamente per passione.

Per tutti gli aereomodellisti l’ENAC conferma la possibilità di volo solamente in zone opportunamente selezionate, dove il drone non può superare i 70 metri di altezza.

Non sarà possibile sorvolare zone urbane e, nello specifico, le aree di volo dovranno essere lontane almeno 5 km da edifici e infrastrutture.

Ancora non è chiaro se gli aeromodelli possano essere equipaggiati da una telecamera, poiché il regolamento non si esprime in modo chiaro su questa eventualità:

“Su un aeromodello utilizzato in un luogo aperto al pubblico, non possono essere istallati dispositivi o strumenti che ne configurino l’uso in operazioni specializzate.”

Dalla lettura di questa regola si evince come l’utilizzo di una telecamera permetterebbe al drone di essere adoperato in operazioni speciali, come riprese cinematografiche o sorveglianza del territorio.

Quindi, sembrerebbe che il regolamento vieti l’utilizzo di telecamere per gli appassionati. Se questo fosse confermato, ci sarebbe una rivoluzione sul mercato, giacché quasi tutti i droni in commercio sono in grado di scattare immagini di qualità grazie alle fotocamere in dotazione.

Al momento abbiamo rimandato la questione all’ufficio stampa dell’ENAC e siamo in attesa di una risposta. Vi terremo aggiornati.

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