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Non lasciare che le turbolenze del primo semestre ti spingano a uscire dal mercato

Redazione

10 Giugno 2022 - 08:55

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Nel quarto trimestre del 2021 le azioni globali si sono apprezzate del 9,8%, imprimendo all’indice MSCI World un trend ascendente del 31,1% nel corso dell’anno, con poche battute d’arresto.

Non lasciare che le turbolenze del primo semestre ti spingano a uscire dal mercato

In teoria, siamo alla vigilia di una fase positiva. Tuttavia, il comportamento del mercato non fa pensare all’avvio di un nuovo ciclo rialzista bensì, piuttosto, ad una riedizione del mercato toro iniziato il 9 marzo 2009. Fisher Investments Italia ha redatto un rapporto sulle prospettive di mercato che puoi ricevere insieme ad aggiornamenti periodici se disponi di 350.000 € da investire.

Il crollo del 2020 è tecnicamente classificabile come un mercato orso (il mercato è arretrato del 20%), ma il rapporto di Fisher spiega che non è durato abbastanza per fare ripartire il ciclo. Anziché durare più mesi, come accade normalmente, si è esaurito in meno di 6 settimane. Benché sembri l’avvio di una nuova fase positiva, questo mercato toro mostra molti modelli comportamentali che hanno spesso accompagnato fasi successive di un mercato rialzista. Le curve dei rendimenti dei paesi sviluppati sono troppo sostenute rispetto a quelle tipiche di un ciclo toro in fase iniziale. Di conseguenza, i mercati potrebbero registrare turbolenze nella prima metà del 2022. Non è comunque un motivo per uscire dal mercato.

L’invasione cinese di Taiwan, l’incursione russa in Ucraina o l’accaparramento di armi nucleari da parte dell’Iran sono tutti possibili eventi negativi del 2022. La per via del coronavirus e lo scarso coordinamento delle risposte politiche per affrontarlo aggiungono ulteriori elementi negativi. La politicizzazione di un gran numero di queste problematiche esacerba le tensioni. Tutto ciò impedisce a molti di valutare oggettivamente i rischi, indipendentemente dal loro orientamento politico. Tuttavia, gli scenari contemplati non sono sufficientemente negativi da causare ripercussioni gravi ai mercati. La cosa più importante da fare è concentrarsi su ciò che i mercati probabilmente non hanno ancora scontato. Raramente i conflitti regionali causano un’interruzione dell’attività economica su scala globale tale da innescare una fase discendente.

Il quadro politico statunitense avrà un ruolo fondamentale nel definire la futura traiettoria delle azioni. Negli anni che ospitano elezioni di metà mandato durante i quali i mercati hanno conseguito risultati positivi, in genere i rendimenti si sono concentrati verso la fine del periodo. Questo genere di appuntamento elettorale tende ad accentuare lo stallo politico, generando rendimenti superiori alla media indipendentemente dal partito al potere. Ciò accade perché l’impasse fa prevalere una relativa calma, pace e tranquillità di medio periodo a beneficio di imprese e investitori. In generale, i primi tre trimestri successivi alle elezioni di metà mandato evidenziano grande vitalità per effetto dell’accentuarsi della condizione di stallo. Essendo abbastanza facile che il rimbalzo inizi prima del quarto trimestre dell’anno elettorale, per cogliere questo rimbalzo è di vitale importanza investire tempestivamente.

I giornali lamentano l’aumento dei tassi di interesse, l’inflazione, l’aggressività della Russia, i nuovi ceppi di covid e altre variabili, che possono far fibrillare il mercato azionario, ma Fisher incoraggia gli investitori a concentrarsi sull’aspetto che ritiene influenzi maggiormente i mercati: le sorprese. Un aumento dell’inflazione non implica necessariamente una flessione dei mercati, soprattutto all’inizio. Molte aziende possono in larga misura adattarsi alla situazione e trasferire i costi per sostenere i profitti.

L’IPC dell’eurozona ha chiuso il 2021 con un rialzo del 5,0% su base annua, ossia l’incremento maggiore nei 20 anni di vita della moneta unica, e in gran parte per il fattore energetico. Difficilmente gli alti livelli di inflazione sopravvivranno alla normalizzazione della produzione di energia eolica in Europa, alle esportazioni di gas naturale dagli Stati Uniti verso i porti europei e all’esaurirsi del picco della domanda invernale. L’inflazione che osserviamo oggi deriva principalmente da una carenza di merci, ma l’aumento dei prezzi sta incoraggiando le aziende a trovare soluzioni.

Il presente articolo è fornito unicamente a scopo informativo e non costituisce materiale promozionale o informativo in merito a Fisher Asset Management, LLC; Fisher Investments Europe Limited; Fisher Investments Ireland Limited; Fisher Investments Luxembourg, Sàrl; or Fisher Investments Australasia, Pty Ltd (collettivamente, il “Gruppo Fisher”). Esso riflette le opinioni generali dell’autore e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimenti o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance del Gruppo Fisher o dei suoi clienti. Non è possibile garantire che l’autore manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Non vi sono garanzie in merito all’accuratezza delle previsioni in esso contenute. Non tutte le previsioni passate o future sono state o saranno altrettanto accurate quanto quelle contenute nel presente documento. I portafogli dei clienti del Gruppo Fisher potrebbero, ma non necessariamente, contenere i titoli qui menzionati. Le affermazioni contenute nel presente articolo alla data della pubblicazione potrebbero non essere più valide.

In collaborazione con Fisher Investment

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