Nomi bambini: quali sono vietati in Italia?

Isabella Policarpio

21 Marzo 2019 - 15:01

21 Marzo 2019 - 15:02

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Esiste una legge che vieta di dare al proprio bambino determinati nomi? Sì, ecco tutte le regole dell’Anagrafe.

Nomi bambini: quali sono vietati in Italia?

In Italia esistono dei nomi vietati; quindi prima di scegliere il nome del proprio bambino, occorre conoscere quali e quanti sono i nomi vietati secondo la legge italiana.

Infatti la legislazione italiana, pur lasciando ampi spazi di libertà ai genitori nella scelta del nome da dare al loro bambino, prevede alcune limitazioni, con riguardo al numero, alla forma e al genere.

Vediamo allora nello specifico quali nomi non si possono dare ai bambini e cosa prescrivono le regole dell’Anagrafe.

Nomi bambini: criteri di forma

Ai bambini italiani si può dare un qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto italiano comprese: X,Y, W, J e K .

Nessun altro carattere è ammesso nella trascrizione del nome del figlio.

Nomi bambini: vietati nomi ridicoli

La legge italiana e le regole dell’Anagrafe vietano di dare ai bambini nomi ridicoli e/o vergognosi.

Questo, è chiaro, è un’indicazione di massima che prevede l’intervento del giudizio del funzionario dell’Anagrafe che di volta in volta deve stabilire l’ammissibilità del nome.

Non ci sono indicazioni specifiche precise riguardo ciò che è considerato ridicolo, si fa l’esempio di una sentenza della Corte di Appello di Genova che stabiliva inammissibile il nome Venerdì: è infatti il nome di un giorno della settimana, spesso legato alla sfortuna e a eventi funesti e inoltre è il nome di un personaggio di fantasia che ricopre un ruolo di sudditanza e inferiorità.

In questo senso il nome risulterebbe essere lesivo della dignità del bambino e dunque è stato definito illegittimo.

In mancanza di riferimenti giurisprudenziali si possono escludere dalla legittimità i nomi che ricalcano i termini del turpiloquio o esprimenti caratteristiche fisiche negative o menomazioni. Altrattanto non valido sono nomi che si rifacciano a connotazioni razziali o etniche percepite, anche se solo nel passato, come negative.

Ancora non sono accettabili nomi di personaggi storici che non godono di buona fama (Adolf Hitler, Jack lo Squartatore eccetera) così come non si possono dare nomi di personaggi dei fumetti o dei cartoni animati (positivi o negativi che siano).

Nomi bambini: altre casistiche

Ai bambini non può essere dato il nome del padre, nemmeno se seguito da Junior o Jr, del fratello o della sorella viventi. Tuttavia si può procedere col raddoppio del nome, per cui se il padre si chiama Alberto, il figlio potrà chiamarsi Carlo Alberto.

Gli articoli 33 e 34 del D.P.R. 396/2000 stabiliscono che non si possono dare nomi femminili ai figli maschi e viceversa: si potrà però inserire come secondo nome di un figlio maschio Maria. Dunque saranno validi nomi come: Carlo Maria, Luca Maria ma anche Gianmaria o Giammaria.

Eccezione, in questo caso, lo fa il nome Andrea, che oramai è accettato come unico nome unisex.

Sempre più accettata la pratica di dare ai figli nomi di indicazioni geografiche, abitudine che in realtà risale a molto tempo fa, non solo nomi di continenti (Europa, Asia, America) ma anche indicazioni geografiche locali (Romano, Italia, Itala eccetera).

Dal 2000 non è più possibile dare per nome un cognome, mentre prima di allora questa pratica era utilizzata.

Anche i colori possono essere usati come nomi dei figli: Viola, Rosa, Blu sono quelli forse più usati. Vi sconsigliamo però di chiamare vostra figlia Terra Bruciata di Siena o vostro figlio Pantone.

Quanti nomi è possibile dare ai propri figli?

Secondo la legge italiana si possono dare ai propri figli al massimo tre nomi. In caso se ne volessero aggiungere di più lo si dovrà fare in sede di battesimo, ma comunque non varranno anagraficamente e dunque non saranno iscritti nei registri.

Se i nomi in Anagrafe sono registrati separati da una virgola, vi sarà l’obbligo di riportare nella firma solo il primo in ordine di trascrizione, se non sono separati dalla virgola si è tenuti a riportare tutti i nomi registrati.

Cosa fare in caso di controversie su nome bambino?

Innanzitutto se i genitori scelgono comunque di chiamare il proprio figlio con un nome che è stato definito illegittimo il funzionario dell’Anagrafe non può rifiutarsi di registrare il nome ma, presa coscienza dell’insistenza dei genitori, dovrà notificare al procuratore della Repubblica.

Sarà discrezione del procuratore della Repubblica stabilire se procedere alla rattificazione del nome.

Se invece uno dei due genitori registra un nome che non piace all’altro, il nome potrà essere rettificato solo nel caso in cui sia giudicato ridicolo o lesivo della dignità del bambino.

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