Dopo decenni in cui la spesa militare globale è diminuita, ora il trend assomiglia pericolosamente a quello delle fasi più pericolose della Guerra Fredda.
Negli anni ’60, infatti, secondo l’Osservatorio conti pubblici italiani, all’apice delle tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, la spesa militare mondiale era vicina al 6% del PIL globale.
Tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, con la dissoluzione dell’Urss e la riduzione delle tensioni geopolitiche, questa quota è diminuita drasticamente, stabilizzandosi intorno al 2,5% del PIL globale verso la seconda metà degli anni ’90. Ora siamo tornati in un era di pieno riarmo su scala internazionale.
Cosa dice il Sipri
Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), infatti, nel 2024, la spesa militare mondiale ha raggiunto livelli senza precedenti, registrando il maggiore incremento annuale dalla fine della Guerra Fredda, oltre trent’anni fa. Secondo l’Istituto, i bilanci per la difesa a livello globale sono aumentati del 9,4% rispetto al 2023, superando i 2.700 miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti si confermano il principale investitore militare al mondo, con una spesa di 997 miliardi di dollari, pari al 37% del totale globale. Tuttavia, il loro incremento del 5,7% è stato superato da aumenti più marcati in altri Paesi. La Russia, coinvolta nel conflitto ucraino, ha incrementato il proprio budget militare del 38%, raggiungendo i 149 miliardi di dollari, il doppio rispetto al 2015. L’Ucraina, sostenuta dagli Stati Uniti e dagli alleati NATO, ha registrato un aumento più contenuto del 2,9%, con una spesa di 64,7 miliardi di dollari, pari al 34% del suo PIL, il più alto rapporto tra spesa militare e produzione nazionale a livello globale.
Gli effetti della guerra in Ucraina si sono riverberati sull’Europa, dove la Germania ha aumentato il proprio bilancio militare del 28%, raggiungendo gli 88,5 miliardi di dollari e conquistando il quarto posto tra i maggiori investitori militari mondiali, dietro Stati Uniti, Cina e Russia, e il primato in Europa occidentale.
La NATO aumenta il budget per la Difesa
Tutti i membri della NATO hanno incrementato la spesa militare nel 2024, per un totale di 1.505 miliardi di dollari, pari al 55% della spesa globale. Di questi, i membri europei hanno speso 454 miliardi, il 30% del totale dell’alleanza. L’aumento più significativo è stato registrato dalla Polonia, con un +31% che ha portato il suo bilancio a 38 miliardi di dollari, pari al 4,2% del PIL, la percentuale più alta nell’alleanza. La Svezia, nuovo membro NATO, ha aumentato la spesa del 34%, raggiungendo i 12 miliardi di dollari, mentre la Francia ha incrementato il proprio budget del 6,1%, arrivando a 64,7 miliardi di dollari.
L’Europa spende più della Russia
Va fatta una doverosa precisazione sulla Russia. Come ha recentemente dimostrato Osservatorio conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, la notizia, riportata nelle scorse settimane da vari media internazionali e italiani, secondo cui la spesa militare russa nel 2024 avrebbe superato quella di tutti i Paesi europei combinati, si basa su uno studio dell’IISS del 12 febbraio, ma contiene due errori significativi.
Primo, i media hanno confrontato definizioni incoerenti di spesa militare: quella più ampia (NATO) per la Russia (461,6 miliardi di dollari internazionali a parità di potere d’acquisto) e quella più ristretta per l’Europa (457,3 miliardi di dollari correnti). Secondo, la spesa europea non è stata convertita a tassi di cambio PPP, sottostimandola. Correggendo questi errori, la spesa militare europea (definizione NATO, a PPP) risulta di 730 miliardi di dollari internazionali, il 58% in più di quella russa. Anche considerando solo i Paesi UE e NATO (719 miliardi, +56%) o la sola UE (547,5 miliardi, +19%), l’Europa supera la Russia. Questo divario suggerisce cautela nell’aumentare la spesa militare europea, salvo per i Paesi sotto il 2% del PIL, ma evidenzia l’urgenza di migliorare il coordinamento tra le forze armate dei 27 Stati membri dell’UE.
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