Naspi e Cassa Integrazione Ordinaria e straordinaria: le novità per il 2015 e per gli anni successivi

Simone Casavecchia

28/05/2015

18/09/2015 - 14:38

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In seguito a un incontro con le parti sociali, il Ministro Poletti ha annunciato numerose novità riguardo alle modalità di fruizione della Naspi e della Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria per l’anno in corso e per gli anni successivi.

Dopo aver incontrato le parti sociali, per la presentazione delle Linee Guida sui prossimi Decreti Attuativi del Jobs Act, che dovrebbero riguardare le politiche attive del lavoro, finalizzate alla riqualificazione e alla ricollocazione dei disoccupati e la riforma degli ammortizzatori sociali, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni che fanno luce sulle modalità di applicazione della nuova Naspi e della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e Straordinaria.

Mentre il Governo prende in realtà tempo, in attesa anche dell’approvazione definitiva da parte delle Camere, dei Decreti attuativi dedicati alla riforma della disciplina contrattuale dei rapporti di lavoro e ai nuovi contratti, i sindacati, al termine dell’incontro, si sono mostrati oltremodo critici per degli interventi di riforma che, nella loro impostazione complessiva mettono a rischio o gli attuali importi degli ammortizzatori sociali o la durata del trattamento previsto. Ecco quali sono le maggiori novità in proposito annunciate da Poletti.

Naspi: la durata potrebbe allungarsi in futuro
La durata massima della Naspi, fissata a 24 mesi per gli anni 2015 e 2016 e a 18 mesi per il 2017, potrebbe essere rivista. In base a quanto annunciato dal Ministro Poletti, anche nel 2017 la durata massima della Naspi sarà fissata a 24 mesi e tale soglia sarà prevista in modo permanente, divenendo così una misura strutturale del nuovo ammortizzatore sociale:

«Abbiamo deciso di fissare strutturalmente la durata a 24 mesi»

A tal proposito è comunque opportuno ricordare che la riduzione della durata massima della Naspi era stata introdotta tenendo conto dei limiti di spesa e delle risicate risorse del bilancio pubblico. Per questo, anche se il Ministro Poletti ha dichiarato che la nuova durata massima della Naspi sarà introdotta con un provvedimento specifico, differente dal Decreto Legislativo riguardante la riforma degli ammortizzatori sociali, la certezza di questo anuncio sarà in gran parte collegata alle coperture economiche e alle risorse stanziate dal Governo per il finanziamento degli ammortizzatori sociali.

Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria: cosa cambia
Le novità più consistenti riguardano sicuramente la riforma della Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria. Nella fattispecie, nel decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali, di prossima emanazione, potrebbero arrivare le seguenti novità:

  • estensione della Cassa Integrazione Guadagni anche alle imprese con un numero di dipendenti inferiore a 15 e superiore a 5 (piccole imprese);
  • estensione della Cassa Integrazione Guadagni anche ai titolari di contratto di apprendistato;
  • per quanto riguarda la durata della CIG ordinaria e straordinaria rimarrà a 24 mesi nel quinquennio;
  • la CIG ordinaria e straordinaria potrebbe, però, allungarsi a 36 mesi nel caso in cui l’azienda decidesse di attivarla dopo aver proceduto all’attivazione dei contratti di solidarietà;

Per quanto riguarda le aliquote sulla contribuzione ordinaria previste per il finanziamento della CIG, il decreto di prossima emanazione dovrebbe prevedere, quando le nuove norme saranno a regime, una riduzione delle aliquote ordinarie.
Il contributo aggiuntivo, calcolato sull’ammontare dell’integrazione corrisposta, sarà rivisto al rialzo. Mentre attualmente è pari al 4% per le aziende fino a 50 dipendenti e all’8% per le aziende con più di 50 dipendenti, e non è dovuto se le cause che hanno determinato la richiesta di entrata in CIG sono considerate non evitabili, in seguito tale contributo sarà aumentato, sulla base del principio del bonus malus per cui più un’azienda ricorre agli ammortizzatori sociali e più paga: il contributo aggiuntivo potrebbe, quindi, salire in base all’utilizzo che l’azienda fa della CIG (9% per i primi 12 mesi; 12% fino a 24 mesi e 15% fino a 36 mesi).
Non sarà più possibile ricorrere alla Cig in caso di cessazione definitiva delle attività o di ramo di essa.
Per quanto riguarda i contratti di solidarietà, questo ammortizzatore sociale sarà equiparato alla Cassa Integrazione e prevederà un trattamento pari all’80% dello stipendio.
Per le piccole imprese, che finora non potevano accedere agli ammortizzatori sociali ordinari, ma solo alla Cassa Integrazione in deroga, sarà prevista la possibilità di accedere ai sussidi ordinari, pur contribuendo economicamente a un fondo bilaterale di solidarietà.

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