Tra meno di un mese debutterà la Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale che prenderà il posto dell’Aspi. Facciamo dunque un confronto tra le due indennità: durata, requisiti, importo. Cosa cambia e quale conviene di più?
Dal primo maggio 2015 debutterà la Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego che prenderà il posto di Aspi e mini Aspi nell’universo degli ammortizzatori sociali volti ad aiutare i lavoratori che perdono la loro occupazione indipendentemente dalla loro volontà.
Tra meno di un mese, chiunque sarò senza un lavoro dovrà richiedere la nuova indennità. Vi abbiamo spiegato i dettagli della Naspi all’interno di un precedente articolo (Naspi 2015: beneficiari, esclusi, durata, requisiti, importo, calcolo. Ecco la guida al nuovo ammortizzatore sociale), in questa sede invece vorremmo fare un confronto tra i due sussidi di disoccupazione. La nuova assicurazione per l’impiego conviene di più o di meno rispetto alla precedente e cosa cambia?
Ecco tutto ciò che c’è da sapere.
Naspi vs. Aspi: cosa cambia?
Come prima cosa occorre concentrarsi sulla durata: la Naspi ha una durata maggiore rispetto all’Aspi. La durata del nuovo ammortizzatore sociale infatti in base alla storia contributiva di ogni lavoratore e potrà arrivare fino a un massimo di 24 mesi per chi ha lavorato negli ultimi 4 anni, scendendo fino a 18 mesi alla data 1°gennaio 2017.
Per quanto riguarda l’Aspi la durata per l’anno 2015 varia tra i 10 e i 18 mesi.
A prima vista dunque, l’asticella sembrerebbe pendere a favore della nuova indennità. In realtà a pagare il prezzo del cambiamento saranno i precari e i lavoratori che non hanno avuto un’occupazione continua e regolare. Queste due categorie infatti risultano ampiamente penalizzate dal metodo di calcolo della Naspi che premia chi ha lavorato per più mesi. Saranno inoltre esclusi dal calcolo i periodi lavorativi che precedono i 4 anni, andando contro le esigenze dei lavoratori stagionali e a tempo determinato.
Per quanto riguarda i requisiti d’accesso, i cambiamenti intervengono anche in questo ambito: se per accedere all’Aspi era infatti necessario aver maturato un anno di contributi, per poter usufruire della Naspi occorre aver lavorato almeno 30 giorni nell’arco dell’ultimo anno e aver versato un minimo di 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni.
Parlando invece dell’importo, quello della Naspi risulta superiore: 1300 di importo massimo della nuova indennità, contro i 1195 della vecchia. Bisogna però tenere in considerazione il taglio progressivo all’importo dei sussidi. Se con l’Aspi infatti i beneficiari subivano una riduzione del 15% dopo i primi 6 mesi di erogazione e un ulteriore taglio del 15% oltre l’anno di disoccupazione, per la Naspi si riceverà un assegno pieno solo per i primi tre mesi. A partire dal quarto mese infatti, l’assegno verrà ridotto del 3% ogni mese. L’importo insomma verrà praticamente dimezzato dopo 18 mesi.