Naspi 2015, importi ridotti e ritardi: l’analisi dei sindacati e gli ultimi chiarimenti dell’INPS

A pochi mesi dall’entrata in vigore della Naspi 2015 molte categorie risultano penalizzate perché percepiscono un sussidio inferiore rispetto alla vecchia Aspi; la situazione è aggravata dai ritardi nei pagamenti su cui l’INPS ha fornito recenti chiarimenti.

Il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi 2015, entrato in vigore lo scorso 1 Maggio, continua a registrare molteplici problemi, che vanno dagli importi ridotti ai ritardi nei pagamenti.

Da un lato, infatti, i sindacati hanno iniziato a contare e a classificare le categorie di contribuenti che, con l’introduzione della Naspi 2015, percepiscono ora un sussidio di disoccupazione più ridotto, rispetto alla vecchia Aspi.

D’altro canto l’INPS ha iniziato a gettare acqua sul fuoco sulla spinosa questione dei ritardi nei pagamenti che, come è stato segnalato anche su questa testata, nei casi peggiori, potrebbero far ottenere il primo assegno mensile della Naspi anche con 60 giorni di ritardo.

Naspi: un sussidio ridotto per molte categorie
Secondo la UIL la Naspi, lungi dall’essere il fiore all’occhiello dei nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act si è rivelato un flop per molte categorie di contribuenti in stato di disoccupazione involontaria che, hanno percepito o percepiranno presto un assegno ridotto rispetto a quello che ottenevano con la vecchia Aspi.
Il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy, nei giorni scorsi ha reso noto che sono oltre 300.000 le persone che con la nuova Naspi 2015 avranno una prestazione di disoccupazione di un importo addirittura dimezzato rispetto alla vecchia Aspi e con versamenti previdenziali inferiori.
Lay ha anche chiarito chi sono i penalizzati dalla nuova Naspi:

«questo buco colpirà i cosiddetti lavoratori stagionali che operano in settori chiave della nostra economia: alimentare, turismo, servizi, trasporto»

Tali categorie percepiranno un assegno inferiori rispetto agli scorsi anni ma avranno anche ulteriori problemi dal momento che, a causa della discontinuità contributiva, percepiranno anche una pensione estremamente ridotta.
Quel che è peggio è che il Governo, secondo la UIL non ha provveduto a sanare la situazione neanche con i recenti decreti attuativi che hanno ridisciplinato la cassa integrazione e che, quindi, le nuove regole, penalizzanti per molte categorie, potrebbero rimanere in vigore in via definitiva.

I ritardi nei pagamenti della Naspi: gli ultimi chiarimenti dell’INPS
La questione dei ritardi nei pagamenti della Naspi è solo una delle tante inadempienze che nell’ultimo periodo hanno contraddistinto l’INPS. Molti contribuenti hanno rilevato la mancata erogazione dei rimborsi IRPEF sulla pensione, altri il mancato accredito, nel cedolino di Agosto, dei rimborsi dovuti a seguito della rivalutazione delle pensioni, prevista dalla ormai nota sentenza della Corte Costituzionale, altri ancora hanno rilevato che non è stata corrisposta la Quattordicesima mensilità.
Proprio per questo, forse, l’INPS ha sentito la necessità di fare chiarezza sulla situazione, spiegando in una nota che nei mesi di maggio, giugno e luglio sono state presentate 413.679 domande per la Naspi. Tali domande hanno avuto il seguente esito:

  • 58.065 domande (circa un settimo del totale) sono state definite (liquidate o respinte) negli 8 giorni lavorativi successivi all’avvio della procedura.
  • La nuova procedura di liquidazione delle domande, che prevede controlli automatizzati, è stata avviata dal 15 luglio, tale ritardo è stato causato dalla necessità di risolvere dei problemi applicativi interni.

Il risultato complessivo è che

«Le uniche prestazioni che hanno subito qualche ritardo, rispetto ai 30 giorni canonici di liquidazione, sono quelle (poco meno di 200.000) giunte tra maggio e giugno: quasi 60.000 sono già state liquidate, le altre lo saranno entro i primi giorni di agosto»

Le domande che sono state presentate nel mese di Luglio (circa 230.000) saranno regolarmente liquidate nel mese successivo, ossia ad Agosto. Al momento le sedi INPS sono impegnate nella definizione di tali domande (secondo la sede di competenza e l’ordine di arrivo) al fine di

«assicurare prima possibile i tempi di liquidazione ordinariamente garantiti dall’Istituto per questa prestazione (30 giorni dalla data di presentazione della domanda)».

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2 commenti

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Nicola • Agosto 2015

io ho consegnato la domanda a giugno , ma ancora nn vedo nessun pagamento..........siamo messi male.......

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GIOVANNI • Agosto 2015

salve,come dice l’inps coloro che hanno presentato domanda a luglio,saranno liquidati ad agosto,e noi cretini che l’abbiamo presentata a maggio e ancora stiamo aspettando?.......sempre piu’ sconcertato

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