Di fronte alla maxi multa imposta da Bruxelles per le agevolazioni fiscali in Irlanda, la Apple annuncia il rientro dei capitali negli Stati Uniti per il prossimo anno.
La Apple, nell’occhio del ciclone negli ultimi giorni, ha programmato il rientro dei capitali dall’estero, ma solo nel prossimo anno.
A dirlo è il CEO Tim Cook all’emittente nazionale irlandese RTE, nei giorni in cui l’Europa ha sanzionato la casa di Cupertino con una maxi multa per le agevolazioni fiscali in Irlanda.
Tim Cook ha dichiarato che la Apple ha da parte diversi miliardi di dollari per pagare le tasse al rimpatrio dei propri capitali dall’estero, che ricordiamo ammontano a circa 215 miliardi di dollari, il più grande capitale offshore tra quelli delle compagnie americane.
Dopo aver valutato illegali le agevolazioni che l’Irlanda ha messo a disposizione della Apple, la casa della mela è stata accusata dall’UE di evasione fiscale e Bruxelles ha ordinato al governo Irlandese di recuperare 13miliardi dalla Apple, come pagamento delle tasse non corrisposte dalla casa di Cupertino.
Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza, ha stabilito che Apple sarà costretta a pagare la maxi multa da 13 miliardi e sono piovute le polemiche. La scorsa settimana Washington ha inviato un white paper a Bruxelles in cui l’Unione europea era definita un’autorità fiscale sovranazionale.
Durante l’intervista a RTE, Tim Cook ha esortato a fare pressioni sul governo irlandese affinché presenti ricorso contro la decisione dell’UE, ricordando come da questa fermezza del governo irlandese dipenderanno buona parte degli investimenti futuri nell’isola.
Apple: rientro dei capitali il prossimo anno ma solo con riforma
Nonostante la sentenza della Commissione europea, il signor Cook ha ribadito l’impegno della Apple di costruire in Irlanda un importante centro per espandere l’impianto di Cork.
“Quegli investimenti stanno andando avanti”,
ha commentato il CEO per sottolineare il proprio legame con l’isola.
Apple ha anche dichiarato che la somma della maxi multa da 13 miliardi verrà versata come garanzia fino a che non ci sarà il ricorso in appello.
Nell’intervista a RTE, il CEO Apple ha aggiunto: “In questo momento, direi che il rimpatrio dei capitali offshore è previsto per il prossimo anno”, ricordando come il ritorno in patria del denaro sarà diretta conseguenza di un nuovo presidente e di un’auspicata riforma fiscale che abbasserebbe l’attuale tasso del 35% per il rientro di capitali offshore delle imprese USA.
La dichiarazione di Tim Cook sul rientro dei capitali dall’estero di Apple, e sul previsto pagamento delle imposte fiscali degli Stati Uniti, è stata una sorpresa visto il precedente rifiuto.
Fino ad ora, Cook aveva sempre sostenuto che Apple non avrebbe rimpatriato i capitali offshore negli Stati Uniti. Ora il CEO Apple apre alla manovra ma sottolinea come questo avverrà in conseguenza all’insediamento di un nuovo presidente che dovrà abbassare il tasso attualmente al 35%, uno dei più alti nel mondo.