Mps, l’aumento si complica. Ecco perché potrebbe rispuntare Passera

Aumento di capitale in salita per Mps. Stando ad alcune indiscrezioni, Jp Morgan e Mediobanca starebbero cercando investitori internazionali. Ecco perché potrebbe rispuntare il piano Passera-UBS.

Grane in vista per Mps, alle prese con un delicato aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Il piano di ricapitalizzazione del Monte dei Paschi - che ha ricevuto l’ok della BCE lo scorso 29 luglio, poche ore prima della diffusione dei risultati degli stress test - rischia di non andare in porto e per questo Jp Morgan e Mediobanca (che sono a capo del consorzio di garanzia) starebbero pensando a una soluzione alternativa.

Stando ad alcune indiscrezioni diffuse da “La Repubblica”, gli advisor sono alla ricerca di big internazionali in grado di offrire una grossa somma di denaro, coprendo così buona parte dell’enorme aumento sottoposto alla prova del mercato: mossa che di fatto ricalca il progetto di Corrado Passera e UBS (respinto dal cda di Rocca Salimbeni), i quali a questo punto potrebbero addirittura tornare in pista.

Come mai? Il motivo è dovuto alle crescenti perplessità circa l’effettiva riuscita del piano di ristrutturazione dell’istituto senese, che consiste nella cartolarizzazione di 9,2 miliardi di crediti deteriorati netti grazie al sostegno del fondo Atlante 2 e al prestito ponte di 6 miliardi garantito dal consorzio, di cui fanno parte, oltre a Jp Morgan e Mediobanca, anche Credit Suisse, Deutsche Bank, Bofa Merrill Lynch e il Banco Santander.

Mps: i dubbi sul piano di salvataggio

I dubbi sono legati soprattutto ai timori per una risposta deludente da parte degli investitori, alla luce del prezzo a cui verrebbero offerte le azioni Mps dopo l’aumento (superiore di 0,5 volte al patrimonio tangibile) e alle recenti vicende giudiziarie, che vedono l’ad Fabrizio Viola e l’ex presidente Alessandro Profumo indagati per falso in bilancio e manipolazione del mercato.

Pesa poi la generale sfiducia verso il sistema bancario italiano e la paura per una vittoria del fronte del No al prossimo referendum costituzionale, con l’eventuale crisi del governo Renzi.

Mps: enormi guadagni per le banche d’affari

Ad ogni modo l’esito felice dell’operazione frutterebbe alle banche d’affari una grossa fetta di guadagno. Lo scorso 8 agosto l’agenzia Reuters scriveva che

il piano di emergenza, disegnato da Mediobanca e Jp Morgan per salvare la banca, costerà a Siena circa 250 milioni di euro di commissioni di underwriting (sottoscrizione, ndr) per il previsto aumento da 5 miliardi, secondo tre fonti coinvolte nell’operazione. Questa cifra si somma ai circa 400 milioni di euro che la banca ha pagato negli ultimi due anni per altri aumenti di capitale e rende Mps uno dei maggiori pagatori di commissioni in Europa. Non ci sono certezze che il piano proposto vada in porto e che quindi le commissioni vengano effettivamente pagate, ma se avesse successo, Monte dei Paschi, che capitalizza circa 800 milioni di euro, ne avrà pagati circa 1.000 di fee”.

A Piazza Affari intanto il titolo Mps registra perdite nell’ordine dello 0,33% (a quota 0,23 euro per azione) dopo l’1,05% guadagnato al termine della seduta di ieri.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.