Titolo MPS in ribasso vertiginoso durante la seduta di oogi, mentre il valore delle azioni raggiunge il nuovo minimo storico. Cosa c’è da aspettarsi per il 2015?
Fine anno altamente depressivo per MPS il cui titolo ha sofferto, nell’ultima settimana, di un calo del 17%, con un valore delle azioni che continua a segnare nuovi minimi storici a 0,47 (rilevazione delle 13.21) con una variazione del prezzo di -0.03 e una variazione percentuale del -6.02% nella sola giornata di oggi che ha fatto anche entrare il titolo in volatilità. Anche i volumi scambiati sono al di sopra della media, nelle prime ore della seduta di oggi di Piazza Affari sono stati scambiate un numero di azioni pari alla metà di quelle che vengono scambiate mediamente nell’arco di un’intera seduta della borsa italiana.
Dall’inizio di ottobre, il valore già esiguo (1 euro) delle azioni di MPS si è dimezzato e ora viaggia sotto quota 50 centesimi, tuttavia, l’andamento borsistico del titolo MPS riflette una situazione connotata dalla stessa instabilità e dalla stessa fragilità, che per il 2015 potrebbe diventare ancor più complessa, sia per gli accantonamenti attesi dal mercato, sia per il piano di ricapitalizzazione dettato dalla BCE dopo il fallimento degli stress test di Ottobre, sia per le mire di molti gruppi stranieri interessati ad acquisire quote di MPS.
Gli accantonamenti
Per l’ultimo trimestre 2014 dovrebbero registrarsi un maxi accantonamento che è stato stimato, dagli operatori di mercato intorno ai 3 miliardi. A ciò si aggiungono le dichiarazioni rilasciate dal Presidente di Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo al quotidiano tedesco Boersen Zeitung, nelle quali il numero uno di Rocca Salimbeni avrebbe accennato alla possibilità di contabilizzare già nel quarto trimestre del 2014 gli accantonamenti emersi durante l’Asset Quality Rewiew svolto dalla BCE. La cifra di 3 miliardi di euro di nuovi accantonamenti è stata ipotizzata dagli analisti di Equita Sim che hanno notato come Monte dei Paschi abbia registrato solo 1,1 dei 4,2 miliardi di euro di rettifiche complessive emerse dall’analisi dei conti svolta dalla BCE, per questo potrebbero venirne rilevati ulteriori 3 miliardi già alla fine dell’anno. Le richieste e le condizioni poste dalla BCE avranno comunque effetti di prim’ordine sui conti della banca e sull’andamento del titolo anche nel prossimo futuro.
La ricapitalizzazzione
Tra le richieste avanzate dalla BCE dopo l’esito negativo degli stress test dello scorso Ottobre, vi è anche la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi che Monte dei Paschi di Siena dovrà mettere in campo nel 2015 dopo aver effettuato quest’anno un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. A tal proposito sarà opportuno capire quando MPS deciderà di mettere in campo l’operazione necessaria per la ricapitalizzazione: tra le possibili opzioni previste dall’amministratore delegato Fabrizio Viola, a Marzo e a Maggio, entrambe a ridosso del rinnovo del Consiglio d’Amministrazione, la prima lo precederebbe mentre la seconda lo seguirebbe. La finestra di Marzo sarebbe quella meno esposta a rischi a meno che gli attuali vertici di MPS che vedono Alessandro Profumo alla presidenza con Fabrio Viola amministratore delegato, non dovessero essere rinnovati, in un’ottica di continuità e di stabilità, dagli azionisti di maggioranza di MPS ovverso dalla Fondazione, in accordo con Btg Pactual e Fintech, con i quali è stato messo in piedi un accordo di sindacato. La scelta di nuovi vertici sarebbe di certo foriera di incertezza e andrebbe ad aggiungere ulteriore instabilità a quella attuale.
L’azionariato
Anche se sono state smentite le voci di un possibile entrata in gioco di fondi d’investimento cinesi nella proprietà di MPS, l’imminente aumento di capitale porterà senza dubbio cambiamenti consistenti nell’azionariato di MPS. L’elenco dei nuovi soci, sia italiani che stranieri, è lungo e variegato: si va da Intesa Sanpaolo a Unicredit, da Banca Popolare a Ubi Banca, per arrivare a compratori stranieri quali Santander o i francesi di Bnp Paribas. Tra le ipotesi più estreme c’è anche quella in base alla quale, nel 2015, un altro grande gruppo bancario, che dovrà necessariamente entrare in scena per la ricapitalizzazione, rilevi per intero MPS divendone un vero e proprio compratore.
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