Mondiali di Russia 2018 in numeri: guadagni, ricavi e squadre in cifre

Con i Mondiali di Russia alle porte abbiamo analizzato il giro d’affari della manifestazione e i valori di mercato delle trentadue squadre partecipanti.

Mondiali di Russia 2018 in numeri: guadagni, ricavi e squadre in cifre

Non sarà soltanto il pallone a essere il protagonista dei Mondiali di calcio in Russia che si apprestano a iniziare. Quella che è la massima competizione dello sport più amato al mondo, è infatti un evento capace di produrre un ingente giro di affari pari a quello di una Olimpiade.

Dopo aver visto quali sono i calciatori più costosi al mondo, abbiamo voluto analizzare il volume economico di questi Mondiali e vedere quelli che sono i valori di mercato delle delle trentadue squadre partecipanti.

I costi dei Mondiali di Russia

Quella che prenderà il via in Russia giovedì 14 giugno sarà una delle edizioni dei Mondiali più ricche e costose di sempre. Aspettando che nel 2022 la competizione iridata vada in scena in Qatar, Mosca non sembrerebbero aver badato a spese.

Anche per il presidente Vladimir Putin la manifestazione sarà un momento cruciale: dentro e fuori dai campi di gioco si incroceranno destini economici e geopolitici, con Mosca ansiosa di mostrare al mondo intero la sua perfetta macchina organizzativa specie dopo la recente apertura di Donald Trump verso una riammissione della Russia nel G7.

Prima di inoltrarci nelle cifre più strettamente legate al calcio giocato, che paradossalmente nei Mondiali a volte assumono quasi un significato secondario, vediamo i costi di questa XXI° edizione.

Da quando anni fa è partita la campagna per assicurarsi l’organizzazione della kermesse fino agli ultimi ritocchi di questi giorni, si stima che la Russia abbia già speso una cifra intorno ai 10 miliardi di euro.

Circa la metà di questi soldi sono serviti per costruire o ristrutturare i dodici stadi che ospiteranno le partite del Mondiale, dislocati in undici città sparse in un po’ tutto lo sconfinato territorio russo.

La risposta dei tifosi comunque è stata più che buona nonostante le difficoltà logistiche nel raggiungere alcune città: la febbre del Mondiale è così alta che già sono stati staccati 2,5 milioni di biglietti, tanto da essere vicini al sold out per ogni match della competizione.

L’obiettivo di Mosca per rientrare dei costi sostenuti è quello di attirare più 1,5 milioni di visitatori durante il periodo dei Mondiali, nella speranza che la manifestazione non si riveli un negativo boomerang economico così come avvenuto in Brasile nella edizione del 2014.

Il montepremi della Fifa

Al pari della Russia, anche la Fifa ha deciso di non voler lasciare nulla al caso aumentando il montepremi totale del Mondiale. Dai 576 milioni di dollari di quattro anni fa, si passerà infatti alla cifra di 791 milioni.

Un aumento quindi del 40% che è uguale all’innalzamento che c’è stato tra l’edizione del 2010 e quella del 2014: la Fifa infatti per il Mondiale in Sudafrica aveva messo sul piatto in totale 410 milioni.

In otto anni quindi il montepremi totale si è quasi raddoppiato, grazie soprattutto alla pioggia di soldi che gli sponsor sono pronti a sborsare per assicurarsi visibilità durante la competizione iridata: in totale dal mercato pubblicitario si prevedono incassi per 2,4 miliardi.

A sorridere però saranno anche le Federazioni che prenderanno parte al Mondiale di Russia. Ogni nazione partecipante potrà contare su un incasso garantito di 9,5 milioni: 8 milioni per la partecipazione e 1,5 milioni per coprire le varie spese.

Per il resto poi più una squadra andrà avanti nella competizione e più incasserà. La vincitrice si andrà ad assicurare un assegno da 38 milioni, mentre la seconda si dovrà “accontentare” di 28 milioni e la terza di 24 milioni.

Soldi ce ne saranno anche per i club che manderanno propri giocatori al Mondiale. In base a quanto tempo resteranno in Russia, le società si spartiranno una torta da 209 milioni, mentre la Fifa si è già tutelata in caso di infortuni dei calciatori mettendo da parte una sorta di tesoretto da 134 milioni per risarcire le squadre di appartenenza.

Il valore di mercato delle nazionali

Oltre a questo vorticoso giro di denaro che gravita attorno al Mondiale, c’è anche il calcio giocato con i tanti campioni pronti a scendere in campo. Sommando i loro valori di mercato, si arriverebbe quasi a coprire il costo di una legge di Bilancio nostrana.

In questa speciale classifica, la rosa dei ventitré giocatori convocati ad avere più valore è quella della Francia (1,08 miliardi di euro), seguita dalla Spagna (1,03 miliardi), dal Brasile (981 milioni) e dalla Germania (883 milioni).

In coda a questa graduatoria dei valori di mercato delle trentadue nazionali partecipanti al Mondiale c’è il Panama (8,43 milioni), con Arabia Saudita (18,70 milioni) e il Perù (37,53 milioni) a completare questo podio al contrario.

QUI L’INFOGRAFICA DEL NOSTRO MONDIALE DEI VALORI DI MERCATO

Se guardiamo invece al PIL di ogni nazione partecipante, in testa troviamo il Giappone, vista la non qualificazione di Cina e Stati Uniti, con Germania, Russia e Brasile a seguire.

A sorpresa poi la nazionale partecipante con il minor PIL è l’Islanda, in coda assieme a Senegal e Uruguay. In campo però conteranno piedi, testa e cuore più che i dollari, con il Mondiale di calcio che è capace di appassionare milioni di tifosi in tutto il mondo proprio perché, quando c’è di mezzo il pallone, non c’è mai nulla di scritto.

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