Mondiali di calcio in Qatar, la strage silenziosa nei cantieri

Alessandro Cipolla

25 Febbraio 2021 - 16:14

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Da quando in Qatar sono iniziati i lavori per ospitare l’edizione 2022 dei Mondiali di calcio, stando a un’inchiesta del Guardian sarebbero finora morti oltre 6.500 operai provenienti da Paesi stranieri.

Mondiali di calcio in Qatar, la strage silenziosa nei cantieri

Più di 6.500 operai sarebbero morti dal dicembre 2010 a oggi in Qatar nella costruzione degli stadi e degli impianti collegati al Mondiale di Calcio 2022, che in via eccezionale si svolgerà a cavallo dei mesi di novembre e dicembre.

Questo è quanto emerge da un’inchiesta realizzata dal Guardian, che ha specificato come i lavoratori morti in questi anni sarebbero soprattutto migranti provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka.

Stando al comitato organizzatore dei Mondiali 2022, in questi anni gli operai morti in Qatar per cause direttamente connesse ai lavori per la realizzazione degli stadi sarebbero invece soltanto 37.

Numeri però che da tempo sono contestati da diverse organizzazioni umanitarie, con il Guardian che adesso parla di una media di 12 lavoratori stranieri morti al mese dal dicembre 2010 a oggi.

Mondiali di calcio in Qatar, la strage degli operai

Nell’articolo di denuncia del giornale inglese, nel periodo che va dal 2011 al 2020 si parla di un totale di 5.927 lavoratori morti in Qatar provenienti da India, Bangladesh, Nepal e Sri Lanka.

Stando ai dati dell’ambasciata di Islamabad, nello stesso lasso di tempo gli operai morti provenienti dal Pakistan sarebbero invece 824. La stima fatta dei 6.500 lavoratori morti sarebbe quindi sottostimata, anche perché non si terrebbe conto delle persone provenienti da altri Paesi come le Filippine e il Kenya.


Fonte The Guardian

Da quando c’è stata l’assegnazione dei Mondiali, in Qatar sarebbero arrivati migliaia di operai per realizzare non solo gli stadi, ma anche tutte le opere connesse come aeroporti, strade, hotel e servizi vari.

Nei vari report ufficiali molti di questi morti non sarebbero stati classificati in base all’occupazione o al luogo di lavoro, ma appare assai probabile che un alto numero di stranieri deceduti fossero nel Paese mediorientale proprio per lavorare nei vari cantieri.

Difficile pensare negli ultimi dieci anni siano morti in Qatar oltre 1.600 “turisti” provenienti da un paese come il Nepal, oppure più di mille dal Bangladesh.

Il Guardian così cita esempi di migranti giunti per lavorare che si sarebbero poi suicidati, oppure morti a causa delle precarie condizioni dei loro alloggi. Altri invece sarebbero deceduti per il troppo lavoro in un clima torrido per essere poi classificati come decessi per cause naturali.

Da annni in Qatar si parla delle pessime condizioni di lavoro e di alloggio dei migranti giunti per lavorare, il tutto in un Paese dove la forza lavoro rappresentata dagli stranieri è pari al 90% del totale.

Oltre all’alto tasso di mortalità denunciato dal Guardian, gli operai sarebbero anche sottopagati: alcuni report parlano di stipendi pari a 350 euro al mese, ma molti lavoratori avrebbero pagato pure 2.000 dollari a degli intermediari pur di avere un contratto.

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