Modem libero: come funziona davvero e cosa cambia

Modem libero: come funziona davvero? Ecco cosa cambia e quando può essere applicato il diritto a cambiare apparecchio per internet a casa, le differenze per nuovi e vecchi clienti.

Modem libero: come funziona davvero e cosa cambia

Il modem libero, ovvero la possibilità data agli utenti di scegliere il proprio router per internet a casa, è entrato in vigore a partire dal 2019 in seguito alla delibera AGCOM (la numero 318/18/CONS) ma solo per i nuovi clienti. Cosa significa e cosa cambia davvero per i clienti dei principali operatori telefonici come TIM, Fastweb, Infostrada, Vodafone e Linkem? Prima di tutto viene a mancare l’obbligo di adottare il modem proprietario offerto dall’operatore che per molti utenti era fonte di diverse problematiche. Questo almeno, solo per i clienti che attivano una nuova linea, mentre per gli utenti già abbonati ci sarà da attendere la decisione del TAR prevista per fine ottobre.

In alcune offerte ADSL il modem libero risultava già uno standard dotato di una certa flessibilità, mentre con l’avvento delle offerte Fibra esso era quasi sempre imposto ai clienti, dietro il pagamento di un piccolo canone mensile in bolletta.

Quando può essere esercitato questo diritto e come funziona esattamente il modem libero? Proviamo a capirlo insieme.

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Modem libero come funziona e cosa cambia

Modem libero: cosa dice la delibera AGCOM

L’Autorità Garante per le Comunicazioni ha applicato dall’inizio del 2019 il regolamento europeo 2015/2120: questo va a garantire agli utenti che attivano una nuova linea la completa libertà nella scelta dei modem e dei terminali da essi preferiti. Tutti i clienti di una linea fissa internet devono essere messi nella condizione di poter scegliere e utilizzare il dispositivo preferito per connettersi alla rete, sia per i vecchi che per i nuovi contratti.

Dover necessariamente optare per un modem proprietario conduce a diversi problemi: una mini rata aggiuntiva all’offerta mensile e l’utilizzo esclusivo delle apparecchiature presso i modem convenzionati. Cosa significa? Che cambiando operatore, per esempio da TIM a Fastweb, il modem precedente non poteva essere utilizzato per navigare sulla nuova linea.

In aggiunta, spesso i modem degli operatori tendono a essere sottoposti a limitazioni software che ne ostacolano la personalizzazione (pensiamo all’apertura delle porte NAT, fondamentale per chi ama giocare online con console come PS4, Xbox One o Nintendo Switch) o prestazioni hardware a volte inferiori rispetto alla media (come una copertura wi-fi non ottimale).

Modem libero: cosa cambia

Il primo vantaggio è, per l’appunto, la possibilità di poter applicare un proprio diritto relativi al contratto stipulato, potendo cambiare modem secondo le proprie personali esigenze.

Acquistando o sfruttando un modem già in possesso non si dovranno sottoscrivere i costi dei canoni a rate predisposti solitamente dagli operatori (che complessivamente, secondo i numeri raccolti da AGCOM, raccoglie circa 2,68 miliardi di euro all’anno).

In caso l’utente scelga di usufruire dei servizi del terminale associato, starà agli operatori applicare le condizioni di trasparenza relative ai costi, fornendo tutto il necessario all’installazione e al funzionamento del modem fornito:

“Qualora gli operatori offrano il terminale in abbinamento con servizi di connettività ne devono specificare chiaramente le condizioni di fornitura nonché garantire che il consumatore possa scegliere un proprio terminale fornendo tutte le specifiche necessarie al suo funzionamento. In particolare, nel caso vi sia una cessione a titolo oneroso, gli operatori dovranno indicare trasparentemente eventuali costi di installazione, il numero e il valore delle rate di noleggio e le condizioni di riscatto della proprietà del terminale. Qualora invece il terminale sia fornito a titolo gratuito, il consumatore dovrà poter conoscere le condizioni economiche e tecniche aggiuntive collegate a tale fornitura e ogni altra informazione utile a distinguere le condizioni contrattuali relative al servizio di accesso ad Internet rispetto all’uso del terminale e i servizi correlati. Inoltre nel caso di recesso, la mancata restituzione di un’apparecchiatura terminale non utilizzata dall’utente, ancorché ceduta a titolo non oneroso, non dovrà generare oneri aggiuntivi per l’utente”.

Modem libero per già clienti

Per chi non è un nuovo cliente e desidera usufruire dell’opzione modem libero la situazione è decisamente diversa.

I vecchi clienti dovranno attendere la sentenza in merito al ricorso presentano dai principali operatori al Tribunale Amministrativo Regionale, che ha rimandato l’udienza in merito alla data del 23 ottobre. La situazione attuale quindi rende il modem libero applicabile solo se si è nuovi clienti, chi ha già stipulato un contratto con un operatore di riferimento non può al momento modificare la propria offerta rinunciando al modem imposto in fase di attivazione.

I ricorsi presentati non sono stati ancora sciolti e la situazione attuale potrebbe quindi essere soggetta a cambiamenti: chi sceglie un modem alternativo e proprietario potrebbe comunque incorrere eventuali problemi che in nessun modo riguarderebbe gli operatori di linea, che non si assumono le responsabilità per la scelta di un determinato modem da parte degli utenti.

Per la decisione del Tar si dovrà attendere, all’incirca, dicembre 2019.

Modem libero: diritti e consigli

Il modem libero per nuovi clienti viene applicato davvero? Una recente indagine documentata da Altroconsumo ha denunciato alcune falle all’interno della libera che viene seguita alla perfezione attivando una nuova linea online, mentre l’opposto si verifica scegliendo di optare l’attivazione attraverso un punto vendita.

Unico operatore a superare l’indagine di Altroconsumo TIM, mentre Vodafone, Wind, Tre, Tiscali e Fastweb non sono ancora chiare nelle indicazioni ai clienti circa l’attivazione o meno dell’opzione modem libero (obbligando i nuovi clienti a scegliere il modem dell’operatore attraverso un meccanismo un po’ truffaldino).

È possibile far valere i propri diritti da consumatore presentando reclamo allo stesso operatore, oppure inoltrando una segnalazione direttamente all’AGCOM per una verifica a campione.

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