Le migliori app per pagare con lo smartphone

Pago, ma con lo smartphone: ecco alcune delle migliori e più popolari app per i pagamenti digitali, e come funzionano.

Le migliori app per pagare con lo smartphone

Dimenticate scontrini, resti, ricevute. Fare acquisti in totale libertà e sicurezza, quando, come e dove si vuole, smartphone alla mano: ecco l’identikit del mobile payment, per chi compra. Per chi vende significa anche la possibilità di entrare in contatto totale e continuativo con i clienti, proponendo offerte e promozioni in tempo reale e magari geolocalizzate.

Quale che sia il punto di vista, è indubbio che pagare con lo smartphone, attraverso app dedicate che permettono di utilizzare il proprio device con o senza tecnologia NFC (Near Field Communication), è una rivoluzione che ha investito il mondo del commercio negli ultimi anni e che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. L’aumento della competizione, le innovazioni introdotte in termini di tecnologie, processi e tipologie di servizio, l’evoluzione della normativa: tutti elementi che fanno del mobile payment un fenomeno da tenere d’occhio.

Non è un caso, quindi, se persino un popolo tradizionalmente attaccato al contante e scarsamente digitalizzato come gli italiani si sta avvicinando con entusiasmo alle nuove modalità di pagamento. Secondo i dati forniti dall’ultima edizione dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 il pagamento presso i punti vendita attraverso il cellulare (Mobile Proximity Payment) ha fatto registrare oltre 70 milioni di transato (erano 10 milioni scarsi nel 2016), con circa 500 mila utenti attivi stimati. Nel 2020 il transato potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro.

In crescita anche gli acquisti tramite Mobile site o app di beni e servizi, ovvero la componente Mobile Remote Commerce, a quota +65% rispetto al 2016 con oltre 5,8 miliardi di euro di transato, pari a circa il 25% del totale transato eCommerce (12 mesi fa rappresentava il 18%).

Ma quali sono le app per pagamenti digitali più note? Scopriamole insieme.

1. Apple Pay

Partiamo da Apple Pay, il sistema di pagamenti contactless sviluppato dalla casa di Cupertino per i suoi dispositivi mobili (iPhone, iPad, Apple Watch), sfruttando il Wallet (una sorta di portafogli virtuale) e la tecnologia NFC (per mettere in contatto lo smartphone con i POS compatibili) per pagamenti sicuri e veloci.

Lanciato nel settembre 2014, in Italia è disponibile dal 17 maggio 2017. Cosa si può fare? Pagare nei negozi, supermercati, ristoranti, hotel, al volo e senza perdere tempo, ma anche in ogni tipo di app e e facendo acquisti online in Safari. Per ora supporta le carte di debito e di credito di American Express, Maestro, Mastercard, Visa, Allianz, Banca Mediolanum, Boon, Unicredit, Bunq, Carrefour Banca, Carta Bcc, ExpendiaSmart Edenred, Fineco, Hype, N26, Nexi, Tim Personal, Unicredit, Widiba e Intesa San Paolo.

2. Satispay

C’è spazio anche per app totalmente italiane, come Satispay, pensata per chi non vuole girare con troppi contanti in tasca ma non ha nemmeno voglia di sostenere i costi di una carta di credito. Satispay permette di effettuare micropagamenti attraverso il cellulare, come una sorta di Whatsapp con cui, invece di inviare messaggi o foto è possibile inviare denaro, o ai propri contatti o a negozi convenzionati, in cui si effettua di fatto un pagamento digitale. È anche possibile effettuare una ricarica telefonica.

Satispay è un servizio sia consumer che business e, cosa molto importante, è un network di pagamento indipendente in cui Satispay è l’unico intermediario della transazione: ecco perché garantisce servizi totalmente gratuiti all’utente privato e a prezzi competitivi per gli esercenti. È possibile anche “guadagnare”: Satispay propone l’opzione Cashback: il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sull’applicazione dell’utente una volta completato il pagamento con Satispay. Una incentivazione all’adozione del servizio che peraltro ha già convinto 330.000 utenti, circa 22.000 esercenti (comprese catene come Esselunga, Coop o Yamamay), con un tasso di utilizzo dell’app elevatissimo: oltre 7,5 transazioni mese, contro il 2,8 in media delle carte.

3. CirclePay

Un vero e proprio “social payment” è CirclePay. Disponibile anche in Italia dal settembre 2017, quella proposta dalla startup Fintech inglese è un’applicazione che basandosi sul protocollo della blockchain (lo stesso che regola la circolazione delle criptovalute) permette agli utenti di inviare o ricevere denaro tra singoli o all’interno di gruppi, con un’interfaccia del tutto simile a quella delle chat. Senza commissioni e a costi zero, la facilità e la modalità di utilizzo convince soprattutto i giovani, che si aspettano che il sistema dei soldi funzioni esattamente come le fotografie o i messaggi. Non è un caso, quindi, che il 90% degli utenti di Circle abbia meno di 35 anni e il 60% meno di 25.

4. PayPal

È già un “grande classico”: fondata nel 1999 e acquisita da eBay nel 2002, società poi scorporata e quotata dal 2015, PayPal è un servizio di pagamenti su Internet che permette di effettuare transazioni online senza dover rivelare a nessuno le coordinate del proprio conto in banca o il numero della propria carta di credito. All’account viene associata una carta di credito (fino a 8), una prepagata o il conto corrente.

Con PayPal è anche possibile ricevere somme di denaro da amici e parenti oltre che da sconosciuti. Sovrana dello shopping digitale (con quasi 200 milioni di utenti in tutto il mondo), Paypal si è fatta però bruciare dai competitor sul versante mobile, visto che l’apposita app gratuita è arrivata in un secondo tempo rispetto alla nascita del servizio. E dire che nel 1998 la prima idea dei fondatori, Peter Thiel e Max Levchin, era stata proprio quella di un sistema per scambiarsi denaro attraverso i palmari. Visto che i “mini pc” non decollarono mai, ripiegarono verso i pagamenti su Internet.

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