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Mediobanca: quale futuro dopo l’addio di Pirelli?

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Mediobanca: quale futuro dopo l'addio di Pirelli?

Pirelli lascerà la sua intera quota di partecipazione al capitale sociale di Mediobanca il 31 dicembre 2017, scadenza naturale dell’accordo. Il titolo segna +1% in borsa.

Pirelli lascerà la sua intera quota di partecipazione al capitale sociale di Mediobanca il 31 dicembre 2017, scadenza naturale dell’accordo. Il titolo segna +1% in borsa

La società guidata da Marco Tronchetti Provera conferma l’addio a Mediobanca con una nota la sera del 12 settembre, dove reclama il diritto di disdetta dell’accordo per la sua intera quota di partecipazione, pari a 15.753.367 azioni, corrispondenti all’1,78% del capitale sociale.

Mediobanca regge l’addio di Pirelli

L’uscita avrà valore effettivo a partire dal 31 dicembre 2017, data della scadenza naturale dell’accordo. I principali azionisti del patto, Unicredit e Financière du Perguet, che detengono rispettivamente l’8,46% e il 7,91% del capitale sociale di Mediobanca, sono intenzionate a rimanere nell’accordo, così come Edizione (2,11%) dei Benetton, Mediolanum (3,30%) dei Doris e Fininvest (0,98%) dei Berlusconi.

Pirelli potrebbe, però, non essere l’unica società a lasciare il patto, infatti sembra che anche Italmobiliare dei Pesenti sia intenzionata a ritirare la sua quota, pari allo 0,98%. La riserva verrà sciolta durante il consiglio di amministrazione a fine mese, organizzato proprio per prendere una decisione in proposito.

Cosa prevede l’accordo?

L’obiettivo dell’accordo è assicurare stabilità all’assetto azionario e avere una programmazione di lungo periodo. Si tratta di un accordo di blocco, infatti gli azionisti si impegnano a non vendere le azioni, né a trasferirle o a mettere in atto operazioni che possano modificarne la titolarità e disponibilità. L’accordo resta in vita se il suo capitale sociale all’interno di Mediobanca dovesse scendere sotto il 25% e attualmente è pari al 31%. Il patto dunque reggerà anche con l’uscita di Pirelli e l’incognita Italmobiliare, chiaramente senza altre defezioni.

Il futuro di Mediobanca

L’assemblea del patto del 22 settembre stilerà una lista per il cda del prossimo triennio 2018-2020, che poi la stessa assemblea voterà il 28 ottobre. Si può certamente escludere il nome di Marco Tronchetti Provera dai papabili prossimi consiglieri di amministrazione. Il cda che si formerà dal prossimo anno avrà maggiore importanza strategica perché sarà proprio questo a scegliere i membri del cda successivo, togliendo questo potere agli azionisti.

L’uscita di Pirelli dal salotto buono di Mediobanca non ha ancora motivazioni ufficiali, ma potrebbe essere collegato al suo imminente ritorno in borsa sotto la nuova guida cinese. La quota ritirata verrà poi utilizzata per ripagare il debito di Pirelli, che ammonta a oltre 4 miliardi di euro.
Il titolo di Mediobanca apre in rialzo a Piazza Affari e supera l’1% durante la mattinata del 13 settembre, sintomo che la fiducia dei mercati nell’accordo di partecipazione al capitale sociale di Mediobanca è ancora alta.

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