Medico di famiglia, novità: ambulatori aperti 16 ore al giorno, addio file per pagare il ticket

Medici di fiducia, ultime notizie: l’assistenza sanitaria dovrà essere garantita per 16 ore al giorno e per tutta la settimana. Inoltre, negli ambulatori si potrà pagare il ticket e prenotare le visite.

Medici di famiglia, è in arrivo una rivoluzione e questa volta a beneficiarne sarà il paziente.

Infatti, il Comitato di settore Regioni sanità ha approvato l’atto d’indirizzo per la Medicina generale che contiene molte novità per i medici di famiglia.

Nel dettaglio, una volta che la Convenzione verrà firmata (dopo le trattative con i sindacati) il paziente si potrà rivolgere al proprio medico di famiglia in qualsiasi momento, in quanto questi saranno disponibili per 16 ore al giorno.

Ciò rappresenta una novità molto importante, in quanto ad oggi i medici di fiducia non sono sempre disponibili e di conseguenza i pazienti sono costretti a rivolgersi al Pronto Soccorso e ad aspettare molte ore prima di essere visitati.

Con le modifiche apportate dall’atto, però, cambierà tutto e non solo per i medici di famiglia; infatti verranno ridotti i tempi di attesa per pagare il ticket o prenotare una visita, e i pazienti cronici non saranno più obbligati ad andare a caccia di prestazioni ma saranno inseriti su un binario di percorsi diagnostico-terapeutici certi.

Vediamo quali sono tutte le novità contenute nell’atto d’indirizzo per la Medicina e cosa cambierà una volta che verrà firmato.

Medico di famiglia: ambulatori aperti 16 ore al giorno

Una delle novità più importanti riguarda l’orario di apertura degli ambulatori. Infatti, “l’Atto d’indirizzo per il rinnovo delle convenzioni di medicina generale” prevede che il medico di famiglia deve essere disponibile per tutta la settimana e per 16 ore al giorno.

Nel dettaglio, al cittadino dovrà essere garantita la continuità assistenziale dalle 8:00 alle 24:00, mentre nelle altre fasce orarie sarà il 118 ad assisterli.

Naturalmente, non sarà il singolo medico a coprire l’intera fascia lavorativa, ma un intero team gestito dalle AFT (Aggregazioni territoriali funzionali).

Infatti, non appena il proprio medico di fiducia terminerà il proprio turno verrà sostituito immediatamente da un altro, che avrà accesso a un database dettagliato del profilo sanitario dell’assistito. Tramite queste modifiche si spera che vengano ridotti gli intasamenti nei Pronto Soccorsi, che spesso causano dei rallentamenti nella gestione delle vere emergenze.

Questa staffetta sarà più semplice nelle grandi città, dove i cittadini potranno rivolgersi sempre presso lo studio in cui lavoro il proprio medico di fiducia. Nei piccoli centri, invece, non appena finirà il turno del proprio dottore di famiglia ci si dovrà spostare in quello vicino del medico che gli subentra.

Gli ambulatori pediatrici, invece, saranno aperti per 5 giorni alla settimana con una fascia garantita 8:00-20:00.

Medico di famiglia: il ticket si pagherà in ambulatorio

Le AFT, permetteranno al cittadino di pagare il ticket e di prenotare una visita direttamente dall’ambulatorio del medico di fiducia. In questo modo non solo si eviteranno delle lunghe file, ma probabilmente ci sarà una maggiore trasparenza nella gestione delle liste di attesa.

Tramite questo meccanismo ci dovrebbe essere un incremento dei maxi ambulatori, cioè quelli in cui sono presenti più medici di famiglia e in cui si possono fare analisi cliniche, accertamenti diagnostici poco complessi e piccole operazioni di chirurgia ambulatoriale. Al momento, in Italia, se ne contano circa 800 di questo tipo, ma dopo l’approvazione della Convenzione si diffonderanno con ogni probabilità su tutto il territorio.

Medico di famiglia: cosa sono le AFT?

Come abbiamo appena visto, il ruolo primario nella gestione dei medici di famiglia spetterà alle AFT, le Aggregazioni funzionali territoriali.

Ce ne sarà una per ogni 30.000 abitanti e dovranno garantire la continuità assistenziale senza determinare un aumento dei costi. Nelle AFT lavoreranno i dottori confluiti nel ruolo unico delle cure primarie e quindi non ci sarà più la distinzione tra medici di assistenza primaria e medici di continuità assistenziale.

La responsabilità delle AFT sarà affidata dall’azienda ad un referente che verrà scelto tra i medici che vi lavorano, purché abbiano un’esperienza nel campo dell’assistenza territoriale e nell’organizzazione e nella gestione dei processi di cura.

Con l’avvio delle AFT verranno sostituite tutte le organizzazioni già esistenti, e le risorse che prima erano destinate dagli ACN alla remunerazione dei fattori produttivi, verranno trasferite in un fondo AFT. In questo modo verrà garantito il mantenimento delle indennità che i medici percepivano prima del loro ingresso nella AFT.

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