MPS, aumento di capitale: attesa per le decisioni della BCE e per la bad bank di sistema

Simone Casavecchia

09/02/2015

Sul prossimo aumento di capitale di MPS peseranno le decisioni definitive della BCE circa i requisiti di patrimonializzazione che secondo Ignazio Visco non devono essere rivisti al rialzo.

MPS, aumento di capitale: attesa per le decisioni della BCE e per la bad bank di sistema

Il salvataggio di MPS sembra essere un’azione sempre più necessaria per il sistema economico e bancario Italiano. Lo testimoniano non solo la recente riforma delle banche popolari, operazione questa che, pur tra resistenze e tentativi di correzione, oltre ad essere destinata ad un avvio irrevocabile, faciliterebbe il salvataggio di MPS (oggi in controtendenza a 0.4327 con una variazione del +0.05% - rilevazione delle 12.33), attraverso l’intervento di una delle maggiori Banche Popolari (nelle scorse settimane il candidato più probabile era stato individuato nel Banco Popolare) che, a differenza dell’istituto di credito senese, godono di salute migliore, ma anche le recenti dichiarazioni di Ignazio Visco e la possibile creazione di una bad bank italiana.

L’aumento di capitale
E’ stato il XXI° Congresso Assiom Forex, tenutosi a Milano lo scorso fine settimana, che ha visto la presenza anche dell’Ad di MPS Fabrizio Viola, a costituire l’occasione per far emergere importanti prese di posizione sul futuro della banca toscana.
In tale occasione Fabrizio Viola non ha rilasciato dichiarazioni nette sul prossimo aumento di capitale (in programma a Marzo o a Maggio) che, pur essendo previsto per 2,5 miliardi, potrebbe salire fino alla soglia di 3,5 miliardi in seguito alle decisioni prese dalla BCE circa l’innalzamento dei requisiti di patrimonializzazione delle singole banche europee.

Viola, che non si è espresso circa i risultati dell’incontro tenutosi recentemente tra i vertici dell’istituto di credito toscano e i funzionari della BCE, ha laconicamente dichiarato:

«Aspettiamo le comunicazioni e vediamo»

Sempre a proposito del prossimo aumento di capitale di MPS sono arrivate, però, sempre in occasione del Congresso Assiom Forex, parole più nette da parte del Governatore di Bankitalia Visco che ha spiegato che i piani di rafforzamento di capitale presentati dagli istituti di credito italiani che non hanno superato gli stress test dello scorso ottobre (non solo MPS, quindi, ma anche Carige) sono sufficienti per permettere, a queste stesse banche, di raggiungere gli obiettivi di capitale, fissati dagli organismi di vigilanza bancaria della BCE.

Si tratta di un chiaro assist nei confronti dei piani di ricapitalizzazione di MPS e Carige che, dopo l’esito dell’AQR (Asset Quality Rewiew)a fronte di ammanchi rispettivamente per 2,11 miliardi e 814 milioni di euro hanno messo in campo piano di copertura con aumenti di capitale rispettivamente per 2,5 miliardi e fino a 700 milioni. In entrambi i casi si tratta, secondo Visco di piani ambiziosi e impegnativi che impongono alla BCE di

«calibrare con cautela ulteriori rischieste di incremento delle dotazioni di capitale»

Visco ha anche ricordato che la BCE ha assegnato a ogni banca

«obiettivi sostanzialmente in linea con i piani presentati dopo l’esercizio»

che nello specifico caso di MPS, impongono un Cet1 pari al 14,3%, un requisito di patrimonializzazione molto più severo degli standard imposti da Basilea 3 che, tuttavia, potrebbe essere rivisto al ribasso, grazie alle rettifiche sui crediti che MPS potrebbe fare con la chiusura del bilancio 2014.

I crediti deteriorati
Anche se sarà il CdM del prossimo 20 Febbraio a chiarire questa indiscrezione, sembra imminente anche la costituzione di una bad bank di sistema, ovvero di una banca che dovrebbe assorbire i crediti deteriorati dei vari istituti di credito del sistema italiano. MPS per parte sua è tenuta alla rettifica di oltre 4 miliardi di tali crediti, in base alle richieste fatte dalla BCE all’indomani degli stress test e questo strumento potrebbe rivelarsi molto utile al fine di rafforzare il proprio bilancio.

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