MPS, CdA, ritorno agli utili e aggregazioni più vicine: tutte le novità in prossimità dell’aumento di capitale

Simone Casavecchia

9 Maggio 2015 - 12:42

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Il recente CdA di MPS rileva il ritorno agli utili, al di sopra delle aspettative, nel primo trimestre 2015 e apre alle aggregazioni: ecco le ultime novità all’avvicinarsi della data dell’aumento di capitale.

MPS, CdA, ritorno agli utili e aggregazioni più vicine: tutte le novità in prossimità dell’aumento di capitale

MPS chiude il primo trimestre 2015 con un risultato sostanzialmente positivo, determinato dall’applicazione delle misure previste dal piano industriale.

Il Consiglio di Amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, tenutosi lo scorso Venerdì 8 Maggio, fornisce anche nuovi dati sulla situazione patrimoniale dell’istituto di credito senese e ritiene un’aggregazione con altre banche come sempre più probabile per realizzare un rafforzamento.

Ecco quali sono i dati emersi dall’ultimo CdA e le maggiori novità in vista dell’imminente aumento di capitale da 3 miliardi di euro che avverrà, con ogni probabilità tra la fine di questo mese e il prossimo e che servirà sia a restituire i finanziamenti ottenuti dallo Stato Italiano, sia a risanare la situazione patrimoniale, al fine di adeguarla ai requisiti richiesti dalla BCE, a seguito del fallimento degli stress test.

MPS: ritorno all’utile
Dopo tre anni di conti in rosso, nonostante una situazione ancora critica, MPS chiude in utile il bilancio del primo trimestre 2015, mettendo a segno un risultato netto positivo di 72,6 milioni di euro.
Si tratta di un utile che si attesta a una soglia ben superiore a quella stimata dagli analisti finanziari nelle loro previsioni, dove veniva previsto che l’utile di MS si sarebbe attestato su una cifra compresa tra i 4 e i 50 mln di euro, con una media di 27 mln di euro.
Il primo trimestre 2015 viene chiuso da MPS con un risultato operativo lordo di 614 mln di euro, che segna una crescita, sempre su base trimestrale, del 63,7%.
A margine del Consiglio d’Amministrazione dello scorso venerdì, l’Amministratore Delegato Fabrizio Viola ha dichiarato che

«Il ritorno all’utile nel primo trimestre del 2015, ottenuto in un contesto di nuove più severe regole europee, conferma che il nostro piano industriale produce i primi effetti positivi»

Per quanto riguarda gli altri dati, il margine di interesse è stabile rispetto al quarto trimestre mentre le commissioni nette crescono del 9,3% a 443 milioni. Gli oneri operativi scendono dell’11,1% a 653 milioni, così come le spese per il personale che si riducono del 2,3% a 419 milioni.
Nel primo trimestre Mps ha contabilizzato rettifiche nette per deterioramento crediti per circa 468 milioni. Alla fine del trimestre l’esposizione netta di crediti deteriorati è pari a 24 miliardi in crescita del 2,7% rispetto a fine 2014 con le sofferenze che aumentano del 3,2%, le inadempienze probabili del 5,1% mentre le esposizioni scadute si riducono del 7,7%. La percentuale di copertura dei deteriorati sale al 49% (+3 punti base rispetto a dicembre).
Gli impieghi, infine, tornano a crescere del 2,9% a 123 miliardi e la raccolta diretta aumenta del 4,2% a 132 miliardi.
Questi dati hanno permesso all’Ad Viola di registrare un’

«evoluzione positiva dei ricavi grazie alla tenuta del margine di interesse, al positivo andamento delle commissioni e al contributo dell’attività di negoziazione»

Situazione patrimoniale e aggregazioni
Considerando anche che alla fine di Marzo è stato registrato, includendo nel calcolo anche il prossimo aumento di capitale, un CET1 pari a 10,9%. Questo parametro, che misura i requisiti di patrimonializzazione, all’inizio del 2015 si attesta a quota 10,7%, a 50 punti base (ossia a 400 mln di euro) al di sopra del target, 10,2% richiesto dalla Bce.
Si tratta dei primi risultati di un processo di efficientamento gestionale che, a fronte di successive e pesanti rettifiche sui crediti, con i dati del primo trimestre 2015, ha portato alle prime conferme sul fatto

«che il nostro piano industriale produce i primi effetti positivi»

Anche se ci vorranno tempi più lunghi del previsto per la sua attuazione, dal momento che i target previsti dallo stesso piano industriale sono stati posticipati al 2018 (dal 2017), gli obiettivi previsti rimangono confermati e si prevede un utile di 880 mln di euro alla fine del piano industriale stesso.
Nella nota diffusa, sempre al fine di un ulteriore rafforzamento patrimoniale, viene ritenuta sempre più probabile un’aggregazione con altri istituti di credito per

«anticipare il raggiungimento degli obbiettivi di redditività futuri»

Sebbene MPS sia ancora in piena fase di valutazione delle varie opportunità riguardo sia alle eventuali fusioni sia alle possibili acquisizioni, quella dell’aggregazione rimane un’opzione strategica, soprattutto ai fini del rafforzamento patrimoniale.
Lunedì mattina è in programma una conferenze call con gli analisti finanziari in cui saranno spiegati con maggiore dettaglio le decisioni del CdA e i dati del primo trimestre 2015.

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