MES, la piroetta dei 5 Stelle: “Senza condizionalità lo valutiamo”

Alessandro Cipolla

24/04/2020

05/07/2021 - 17:07

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Vito Crimi il reggente del Movimento 5 Stelle ha aperto a una possibile attivazione del MES: “Senza condizionalità lo valuteremo, ma serve la certezza che nessuno dopo due-tre anni venga a commissariare il Paese”.

La nostra linea sul MES non cambia: no a misure che i cittadini rischiano di dover pagare a caro prezzo in futuro”. Così lo scorso 10 aprile Vito Crimi parlava ai microfoni di RadioUno in merito alle polemiche sull’attivazione o meno del discusso fondo.

Adesso dopo due settimane, sempre sulle stesse frequenze, la posizione del reggente del Movimento 5 Stelle sulla possibilità di ricorrere al Meccanismo Europeo di Stabilità sembrerebbe essere cambiata.

Il MES non è uno strumento adeguato e utile allo scopo - ha dichiarato Crimi - ma se il ricorso al MES non dovesse prevedere delle condizionalità lo valuteremo: non possiamo non valutare la situazione in cui non ci sono condizionalità, ci mancherebbe”.

Se prima il diktat era che “il M5S non sarà disponibile in nessun caso a votare l’applicazione del MES per il nostro Paese”, adesso la posizione dei pentastellati sul tema sembrerebbe essere molto più morbida.

MES, i 5 Stelle hanno cambiato idea?

Alla luce di quanto deciso nell’ultimo Consiglio Europeo, dove è stato confermato il MES ma ancora non è chiaro se ci saranno delle condizionalità, il premier Giuseppe Conte nella sua diretta post vertice ha messo l’accento sul sostanziale disco verde ai Recovery Fund.

Non è stato fatto riferimento invece al meccanismo, strumento che per Palazzo Chigi non sarebbe al momento utile alla causa nostrana con il premier che più di una volta ha ribadito come, in queste condizioni, non è sua intenzione richiedere il fondo.

Se da una parte il Partito Democratico e Italia Viva si sono detti possibilisti a un utilizzo senza condizionalità, il Movimento 5 Stelle ha fin da subito alzato un muro tanto che si era parlato anche di una possibile crisi di governo in caso di un via libera.

Invece adesso le parole di Vito Crimi hanno toni ben diversi: “Se avessimo la certezza che nessuno dopo due-tre anni venga a commissariare il Paese, è chiaro che potremmo prenderlo in considerazione. Ma questo deve essere certo e oggi non lo è”.

Aspettando di capire come sarà veramente strutturato questo nuovo MES, adeguato alle esigenze dettate dal coronavirus, una cosa appare certa: il tabù del rifiuto a prescindere sembrerebbe essere caduto tra i grillini, ma il governo aspetterà di capire bene quali saranno le condizionalità prima di prendere una decisione.

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