Lombardia torna in zona arancione, ma scoppia la polemica. Cosa è successo?

Violetta Silvestri

23 Gennaio 2021 - 15:27

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La Lombardia è arancione da domenica 24 gennaio. Lo conferma l’ordinanza del ministro della Salute. La Regione era stata dichiarata rossa e ora è polemica sui dati dei contagi. Che succede?

Lombardia torna in zona arancione, ma scoppia la polemica. Cosa è successo?

La Lombardia è arancione: la notizia è ufficiale con la firma dell’ordinanza da parte del ministro della sanità.

Da domenica 24 gennaio, quindi, il territorio lombardo potrà abbandonare le più severe restrizioni della zona rossa e allentare le misure, come previsto per il nuovo colore.

La decisione odierna sancisce di fatto una rivalutazione dei parametri in base ai quali, una settimana fa, la Regione guidata da Fontana era entrata nella zona rossa. Alla base della modifica, stando alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, c’è stato un invio dati scorretto da parte del Pirellone, che ha poi reso nota una rettifica.

Ricostruzione assolutamente respinta dal governatore lombardo, che ha acceso una polemica politica contro il Governo. La Lombardia, quindi, torna arancione, ma in un clima molto teso. Cosa cambia dal 24 gennaio e cosa succede nello scontro Fontana- Governo?

Lombardia arancione dal 24 gennaio: cosa cambia

Con l’ordinanza del ministro, la Regione Lombardia entra nella zona arancione dal 24 gennaio.

Questo significa che cambiano le regole in vigore, eliminando le misure più severe proprie della zona rossa. Cosa si può fare in Lombardia da domenica 24 gennaio?

Di certo la novità principale riguarda i negozi con vendita al dettaglio, che possono riaprire negli orari normali, ad eccezione dei centri commerciali nel fine settimana.

Via libera anche agli spostamenti all’interno del Comune senza autocertificazione, nel rispetto del coprifuoco dalle ore 22.00 alle ore 05.00.

Il governatore Fontana, appena appresa la notizia ufficiale del cambio di colore, ha avvisato che da lunedì 25 gennaio le lezioni delle scuole medie potranno riprendere in presenza.

Lombardia cambia colore, ma è polemica: i fatti

Il passaggio al colore arancione era atteso in Lombardia già da giorni, visto che la questione della classificazione della Regione aveva scatenato forti polemiche.

Il clima è infuocato ancora adesso, nonostante la definizione ufficiale da parte del Ministero del territorio come arancione. Come mai è esploso un vero e proprio caso lombardo, che ha costretto la Regione a restare in zona rossa per una settimana?

Un errore tecnico, con dati sbagliati inviati agli esperti dell’Iss, è alla base di tutto il malinteso secondo il Cts. I funzionari del Pirellone hanno mandato numeri errati sui contagiati in Regione, falsando così la valutazione finale dell’indice Rt e, quindi, la classificazione del territorio.

Nello specifico, come ricostruisce il Corriere della Sera, il ministero ha chiarito che:

“Il 20 gennaio 2021 la Regione Lombardia ha inviato come di consueto l’aggiornamento dei suoi dati. In tale aggiornamento si constata anche una rettifica dei dati relativi alla settimana 4/10 gennaio 2021. In particolare si osserva una rettifica del numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico, laddove assente.”

In sostanza, ci sarebbe stato un calcolo sbagliato al Pirellone sul numero effettivo di contagiati attivi, dovuto a un errore nell’indicare l’inizio sintomi e lo stato clinico di molti pazienti. Ricevuta la modifica, la cabina di regia ha ritenuto poter rivalutare l’indice Rt, consentendo alla Regione di passare al colore arancione, pur continuando a valutare alto il rischio del territorio.

Fontana furioso e Regione sul piede di guerra

Il ritorno in zona arancione della Lombardia non ha affatto chiuso il caso. Il governatore ha respinto la ricostruzione del ministero e negato di aver apportato rettifiche.

L’errore, secondo l’amministrazione lombarda, è tutta del Governo e dei calcoli del Cts. Per questo, dopo aver fatto ricorso al Tar, la battaglia di Fontana e della sua Regione sembra solo all’inizio.

La parole del presidente leghista sono al veleno, ancora oggi:

“La sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique tutte romane ha contribuito a raggiungere il risultato auspicato...qualcuno a Roma dovrebbe chiedersi come mai Regione Lombardia abbia dovuto segnalare il ‘mal funzionamento’ dell’algoritmo che determina l’Rt dell’Iss. Chi, invece, sostiene il contrario lo deve dimostrare con atti concreti e non manipolando la realtà a uso propagandistico”

Nessuna responsabilità della Regione, quindi, che ha sempre comunicato dati precisi e puntuali.

Intanto, i commercianti che sono stati costretti a chiudere nella settimana di zona rossa ora pretendono un risarcimento. Non si esclude una class action dei negozianti che avrebbero potuto aprire se la Lombardia fosse stata arancione già una settimana fa.

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