Lombardia in zona arancione? Ecco cosa può cambiare

In base ai numeri attuali la Lombardia è già tecnicamente in zona arancione, dice Fontana. Dagli spostamenti alle attività commerciali, ecco cosa potrebbe cambiare dal 27 novembre rispetto alla zona rossa.

Lombardia in zona arancione? Ecco cosa può cambiare

La Lombardia entra in zona arancione? “Tecnicamente” sì, stando ai parametri attuali, afferma il presidente Attilio Fontana.

La Lombardia, così come Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria, che sono state le prime regioni a essere inserite in zona rossa con il Dpcm 3 novembre, spingono per il declassamento in zona arancione, che porterebbe a un allentamento delle misure restrittive. Restare in zona rossa a ridosso del Natale è un rischio che nessuna regione vuole correre.

Ma, precisa Fontana, “almeno fino al 27 novembre resteremo in zona rossa”, ricordando che in base all’attuale Decreto il passaggio a una fascia di rischio più bassa può avvenire solo se i dati vengono confermati per due settimane consecutive.

Lombardia diventa arancione? Si decide il 27 novembre

“Noi abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo oggi in una zona arancione”, ha detto Fontana. Per sapere se la richiesta della Regione di essere trasferita in zona arancione verrà accolta, però, bisognerà vedere come andranno le cose entro il 27 novembre, quando il ministero della Salute potrà decretare, in base ai dati dell’Iss, il passaggio delle regioni da una zona di rischio all’altra.

Non è la prima volta che Fontana, negli ultimi giorni, apre alla concreta possibilità che la Lombardia diventi arancione prima di dicembre.

A sostegno di questa ipotesi ci sarebbero i dati: l’Rt si sta gradualmente abbassando, dice Fontana, così come la pressione sul pronto soccorso. Il numero dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva, sebbene in aumento, è meno preoccupante dei giorni scorsi, e fra qualche giorno si inizieranno a vedere gli effetti delle ultime misure restrittive.

Lombardia zona arancione: cosa cambierebbe

Lombardia in zona arancione significherebbe che i cittadini si potrebbero muovere all’interno del proprio comune durante il giorno senza obbligo di autocertificazione. Resterebbe vietato uscire dal proprio comune e dalla regione se non per motivi di lavoro, studio, urgenza, salute o necessità.

In zona arancione restano chiusi ristoranti, bar, pub, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, ma è consentito il servizio di asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limiti di orario.

Con il passaggio da zona rossa ad arancione in Lombardia si potrebbe andare dall’estetista e nei saloni di tatuaggi, chiusi in zona rossa. Per quanto riguarda le scuole, tornerebbero le lezioni in presenza anche per seconda e terza media, con obbligo di mascherina al banco, mentre le superiori continuerebbero con la DAD.

Secondo i dati diffusi da Cisl Lombardia, da quando la Lombardia è stata dichiarata zona rossa a inizio novembre, sono quasi 480mila (il 10% del totale) i lavoratori del settore privato che non lavorano. I più colpiti dalle misure dell’ultimo Dpcm risultano essere gli addetti del settore sport e intrattenimento, per non parlare di chi lavora nella ristorazione e dell’accoglienza, nel settore dei servizi alla persona e nel commercio.

Secondo l’indagine condotta, le misure applicate in Lombardia ipoteticamente in zona arancione interesserebbero quasi 300.000 lavoratori, pari al 6,3% del totale nell’economia privata. Una abbassamento della curva epidemiologica e un miglioramento della situazione negli ospedali, tali da portare la Lombardia in zona arancione, permetterebbero a 176.996 addetti di proseguire la propria attività lavorativa. In caso di passaggio a zona gialla, sarebbero 241.161 le persone che potrebbero riprendere la propria attività.

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