Legge elettorale, accordo nella maggioranza: si abbassa la soglia di sbarramento

Aspettando il referendum la maggioranza ha raggiunto un’intesa di massima sulla nuova legge elettorale: soglia di sbarramento abbassata al 4% per accontentare LeU e Italia Viva, rimane l’impostazione proporzionale e a 18 anni si potrà votare per il Senato.

Legge elettorale, accordo nella maggioranza: si abbassa la soglia di sbarramento

Prova a ricompattarsi la maggioranza sul tema della legge elettorale, di recente nuovamente tirato in ballo da Nicola Zingaretti che ha chiesto agli alleati di rispettare i patti sottoscritti mesi fa dai giallorossi.

Quando c’è stata l’approvazione definitiva alla Camera della riforma del taglio dei parlamentari, il Partito Democratico aveva posto come condizione ai 5 Stelle una revisione strutturale del sistema di voto.

Dopo complesse trattative è stato così presentato il Germanicum, una legge elettorale puramente proporzionale con soglia di sbarramento al 5% e diritto di tribuna. Visti gli ultimi sondaggi, Italia Viva e Liberi e Uguali avevano però palesato più di un malumore.

Le ultime voci parlano però di un’intesa che adesso sarebbe stata raggiunta tra i partiti di governo, con la soglia di sbarramento abbassata al 4% così da accontentare la sinistra e i renziani, ma difficilmente arriverà ugualmente una calendarizzazione per il Germanicum prima del referendum sul taglio dei parlamentari del 20 e 21 settembre.

Legge elettorale: intesa nel governo

Se dovesse vincere il Sì al referendum, l’intenzione del governo non è tanto quella di aggiornare il Rosatellum (l’attuale sistema di voto) rivedendo i collegi, ma di realizzare una legge elettorale tutta nuova.

Il PD ha fretta e anche il Movimento 5 Stelle è su questa linea, ma viste le perplessità da parte di Italia Viva e LeU il rischio di imboscate in Parlamento è molto alto considerato il voto segreto.

Per non impallinare subito il Germanicum serve calma e soprattutto l’appoggio anche di Forza Italia, a cui sembrerebbe non dispiacere il proporzionale. Tutti motivi questi che porteranno a un approdo in Parlamento soltanto dopo l’election day.

Intanto i giallorossi sono pronti a modificare il testo originale: soglia di sbarramento abbassata al 4% e senatori non più eletti su base regionale. Altre riforme collegate sono quelle del voto già a 18 per il Senato, dove si potrà essere eletti a partire dai 25 anni.

Mosse queste che non piacciono per nulla alla Lega, che sarebbe penalizzata in uno scenario proporzionale, ma anche nel Partito Democratico sembrerebbero non mancare i nostalgici del maggioritario.

Dopo che si sarà votato per il referendum, le regionali e le amministrative, anche in base a quello che sarà il risultato di questo election day i partiti torneranno a parlare di legge elettorale ma, senza un allargamento del fronte della maggioranza anche a Forza Italia, i giallorossi potrebbero non avere la forza per portare a casa la riforma visto che di certo non mancheranno dei franchi tiratori.

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