Le sfide economiche che attendono Joe Biden

Il 20 gennaio il Democratico Joe Biden sarà proclamato Presidente a Capitol Hill. Dal contenimento della pandemia alla lotta contro la disoccupazione, ecco quali sono le sfide economiche che attendono il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Le sfide economiche che attendono Joe Biden

Quali sono le sfide economiche che attendono il Presidente in pectore Joe Biden?

A poco più di due mesi dalla proclamazione ufficiale, che come di consueto si terrà nella cornice di Capitol Hill il 20 gennaio, gli osservatori si interrogano sui nodi che il duo Biden-Harris dovrà sciogliere appena varcata la soglia della Casa Bianca.

Priorità, per rinfrancare l’economia nazionale, sarà di rimodulare la strategia volta al contenimento del virus, unitamente al ricorso a strumenti incisivi che possano risollevare un mercato del lavoro sempre più in crisi.

Biden alla Casa Bianca: il cambio di rotta sulla pandemia sarà il primo ordine

Mentre Donald Trump annuncia ricorsi – possibile un intervento della Corte Suprema in Pennsylvania, riconteggio a mano, invece, nel Michigan – Joe Biden è già al lavoro per definire la squadra che lo affiancherà durante i prossimi quattro anni alla Casa Bianca.

Fari puntati, ovviamente, sullo stato di crisi dell’economia americana, fotografato dalla Federal Reserve con il report di settembre. I dati, che evidenziano una contrazione del 3-4% nel 2020, intimano a Joe Biden di anticipare l’elaborazione di una strategia difensiva, sebbene l’ostruzionismo del tycoon potrebbe vanificare gli sforzi del Democratico.

Non vi è dubbio, secondo gli osservatori, che un cambio di rotta nella lotta alla pandemia potrebbe portare ad un alleviamento delle sofferenze economiche nel Paese. In tal senso – come anticipato ripetutamente da Biden durante la campagna elettorale – la priorità sarà di imporre l’uso della mascherina a livello nazionale.

L’operazione, tuttavia, dovrà essere anticipata da un processo di de-politicizzazione dell’ormai celebre strumento protettivo, che negli ultimi mesi è divenuto negli Stati Uniti un simbolo politicamente più distintivo dell’elefante o dell’asinello.

L’accento, inoltre, sarà posto sul meccanismo test-tracciamento, essenziale per non perdere l’orientamento in piena crisi sanitaria. Più test, dunque, e una infrastruttura di tracciamento efficace che possa permettere alle autorità di contenere l’innalzamento della curva epidemiologica.

Biden, come annunciato ad inizio settimana, sarà coadiuvato da una task force in chiave anti-Covid. In tredici, tra medici e scienziati, supporteranno il neo-eletto Presidente nelle ore più calde del suo primo mandato presidenziale.

Obiettivo ultimo della nuova strategia promessa da Biden è di arrivare ad una riduzione graduale delle restrizioni implementate che, negli ultimi mesi, hanno impedito all’economia nazionale di espandersi coerentemente con il proprio potenziale.

Attesi interventi per ridurre il tasso di disoccupazione

Sebbene sia ormai lontano dalla quota raggiunta lo scorso aprile, il tasso di disoccupazione è fonte di particolare preoccupazione per gli addetti ai lavori. Durante la prima ondata i cittadini senza occupazione avevano raggiunto un picco del 15%, mentre a pochi mesi di distanza il dato si è attestato intorno al 7%, con 11 milioni di persone tagliate fuori dal mondo del lavoro.

I numeri, oltretutto, assumono una maggiore rilevanza se rapportati al trend consueto del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti. Prima della pandemia, infatti, la percentuale di persone inattive era ferma al 3,5%.

Già a marzo il Congresso aveva approvato un piano di aiuti straordinario denominato CARES. La misura, che era orientata principalmente al sostegno di quella fetta di America “jobless”, ha esaurito il suo potenziale già la scorsa estate.

Joe Biden, dunque, dovrà elaborare una nuova versione del piano introdotto ad inizio pandemia, unitamente a quel pacchetto di stimoli fiscali che continua ad essere un “hot topic” per i mercati finanziari e per l’economia reale statunitense.

Nuovo pacchetto di stimoli fiscali, rinvio al 2021?

Il Democratico ha espresso più volte, durante la sua corsa per la Casa Bianca, l’intenzione di far approvare un pacchetto di stimoli fiscali da 2.000 miliardi di dollari. L’intervento, tuttavia, ha incontrato l’opposizione di Donald Trump: per la base repubblicana sarebbero infatti gli Stati a maggioranza democratica a beneficiare maggiormente delle misure proposte da Biden.

Probabile, a questo punto, che un nuovo pacchetto di stimoli venga approvato solo ad avvenuta proclamazione, ovvero dopo il 20 gennaio. L’approvazione di questa nuova misura, ampiamente caldeggiata nelle ultime settimane dai protagonisti dell’economia americana, potrebbe tuttavia subire ulteriori rallentamenti a causa di un Senato a maggioranza repubblicana.

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