Imposta di registro: le nuove aliquote 2014

Alessandra Manco

8 Maggio 2014 - 12:54

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Dal 1 gennaio 2014 sono in vigore le nuove aliquote in materia di imposta di registro. Ecco come cambia il tributo in base alle nuova normativa

Imposta di registro: le nuove aliquote 2014

A partire dal 1° gennaio 2014 le aliquote dell’imposta di registro sono state interamente modificate a seguito dell’introduzione dell’art. 10 del D. Lgs 23 del 2011 e di quanto stabilito dall’art. 1, comma 609 della legge n. 147/2014 (legge di stabilità).

L’imposta di registro, a partire dal 2014, avrà pertanto esclusivamente 3 aliquote che saranno applicate ai diversi tipi di contratti da registrare. In particolare si ha:

  • 9 %: L’aliquota sarà applicata agli atti traslativi a titolo oneroso per gli immobili in genere ed agli atti costitutivi o traslativi di diritti reali in genere (compresi procedimento di espropriazione per pubblica utilità ed i trasferimenti coattivi);
  • 2%: Aliquota che sarà applicata per i trasferimenti che hanno per oggetto le cosiddette prime case. In sostanza saranno considerati tali gli immobili (esclusi quelle con categoria catastale A/1, A/8 e A/9) quando ricorrano le condizioni di cui alla nota II bis dell’articolo 1 della tariffa, parte prima del Tur (testo unico sul registro);
  • 12% nel caso in cui i trasferimenti siano inerenti terreni agricoli e relative pertinenze effettuati da soggetti diversi da imprenditore agricolo professionale o coltivatori diretti.

La novità è rappresentata anche dal fatto che l’imposta di registro risultante non potrà essere comune inferiore a 1000 euro.

Inoltre gli atti assoggettati ad imposta proporzionale di registro sono comune esenti da imposta di bollo, tasse ipotecarie e tributi speciali. Verrà invece applicata una imposta ipotecaria e catastale fissa del valore di euro 50 per imposta.

L’articolo 10 del dl 23 del 2011 ha inoltre previsto la soppressione di tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, ad eccezione di quelle riconosciute per i trasferimenti di terreni a soggetti che svolgono l’imprenditore agricolo professionale.

Ulteriore novità è inoltre rappresentata dall’incremento della tassa fissa: In particolare si passa dai vecchi 168 euro a 200 euro sia per l’imposta di registro, che per quella catastale che per quella ipotecaria.

La circolare 2/e del 21 febbraio evidenzia come l’imposta di registro debba inoltre essere applicata anche agli atti immobiliari che sono esenti da IVA.

Tali regole inoltre non devono essere applicate alle cessioni di immobili strumentali soggette ad iva che sono soggette alla tassazione ad imposta di registro in misura fissa e sono pertanto al di fuori del perimetro applicativo dell’articolo 1 della Tariffa.

Infine occorre ribadire che per quanto riguarda il credito di imposta per il riacquisto della prima casa (previsto dalla legge 448 del 1998) questo continua ad applicarsi in virtù del fatto che comunque lo stesso non ha natura agevolativa e pertanto non rientra nel quadro delle disposizioni abrogate dal d. lgs 23 del 2011.

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