Le frodi sui bonifici sono sempre più diffuse. L’allarme di Banca d’Italia

Alberto De Pasquale

02/09/2025

Preoccupano le operazioni fraudolente realizzate con questa modalità di pagamento: sono poche ma in crescita e valgono milioni di euro.

Le frodi sui bonifici sono sempre più diffuse. L’allarme di Banca d’Italia

Chi ha paura di un bonifico? Non c’è nulla da temere, ovviamente, in situazioni per così dire ordinarie, quando si dispone un semplice trasferimento di denaro dal proprio conto corrente a un altro, per l’acquisto di un bene o servizio.

La cosa si fa invece più seria se l’operazione parte in seguito a una manipolazione del pagatore, che in buona fede effettua un bonifico perché vittima di tecniche di condizionamento, come il phishing via email o le truffe telefoniche. La notizia positiva è che i casi osservati sono pochi, ma c’è il classico rovescio della medaglia: di recente il fenomeno dei bonifici fraudolenti ha subìto un’impennata, generando in Italia frodi per valori superiori ai 65 milioni di euro soltanto negli ultimi sei mesi del 2024.

Le truffe più diffuse in Italia

Lo segnala la Banca d’Italia, in uno studio che prende in analisi il fenomeno più ampio delle operazioni di pagamento fraudolente. Per frode nei pagamenti è da intendersi ogni operazione effettuata senza il consenso del pagatore (quindi non autorizzata o disconosciuta), oppure compiuta materialmente dal legittimo titolare ma sotto il condizionamento del frodatore. Nella prima tipologia rientrano i casi in cui il malintenzionato si è impossessato di informazioni e dati riservati, come numero di carta, PIN o credenziali di accesso; nella seconda, invece, è la stessa vittima a effettuare il pagamento, perché convinta a compiere l’operazione da parte del frodatore, che la manipola magari spacciandosi per un familiare o un’istituzione fidata. Nel secondo semestre del 2024 le frodi da manipolazione sono cresciute su tutti i metodi di pagamento (del 49% per il valore e del 5% come numero di operazioni) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sono più frequenti proprio nel comparto dei bonifici.

Secondo l’analisi, negli ultimi sei mesi del 2024 le operazioni fraudolente eseguite in Italia con i diversi strumenti di pagamento elettronici sono state circa 625 mila. Le più diffuse sono quelle tramite carte (386 mila) e moneta elettronica (192 mila), mentre i bonifici fraudolenti inviati tramite PSP italiani (prestatori di servizi di pagamento, come banche e poste) non hanno superato quota 26 mila. La frequenza è minima, ma il fenomeno è in crescita: nel secondo semestre del 2024 i bonifici fraudolenti sono stati il 90% in più di quelli rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Le frodi sui bonifici sono i più dannosi

Non solo: anche se pochi, i bonifici fraudolenti generano i maggiori danni economici. Sempre nel secondo semestre dello scorso anno, il valore totale dei bonifici fraudolenti (esclusi quelli eseguiti allo sportello) è stato di circa 65,5 milioni di euro (+61% in un anno), molto più alto di quelli generati dalle frodi su carte di debito e credito (34 milioni) e moneta elettronica (9 milioni), che risultano tra l’altro anche in calo (rispettivamente -20% e -36% in un anno). Tramite bonifico, infatti, vengono generalmente effettuate operazioni per importi più elevati rispetto a quelle eseguite con gli altri metodi di pagamento: l’importo medio delle operazioni fraudolente è di circa 5.864 euro per i bonifici ordinari e di 1.666 per quelli istantanei.

Il tasso di frode, da intendersi come la quota di frodi sul totale delle operazioni di pagamento è comunque più elevato per moneta elettronica e carte di credito e di debito, mentre per i bonifici è molto contenuto: appena due operazioni fraudolente ogni 100 mila bonifici nel complesso. Più alto è invece il tasso per quelli istantanei nello specifico, 27 ogni 100 mila operazioni, più frequenti perché non consentono il blocco o il richiamo della transazione, una volta eseguita.

Il rapporto sottolinea l’importanza di prestare sempre massima attenzione nel momento in cui si utilizza ogni strumento di pagamento digitale. In tema di maggiore sicurezza sul fronte bonifici, dal 9 ottobre diventerà obbligatorio per i prestatori di servizi di pagamento effettuare la verifica in tempo reale sull’IBAN e sui dati del beneficiario del bonifico (istantaneo e tradizionale) e segnalare eventuali discrepanze prima che si autorizzi l’operazione di pagamento.