Lavoro: aumenta lo stipendio con il decreto Rilancio. Ecco come

Lavoro: aumenta lo stipendio con il decreto Rilancio, ma come? La proposta era stata fatta dalla ministra Catalfo e trova spazio nel testo con il Fondo nuove competenze. Si riduce l’orario di lavoro, ma il salario resta immutato.

Lavoro: aumenta lo stipendio con il decreto Rilancio. Ecco come

Lavoro: aumenta lo stipendio con il decreto Rilancio. Ma come? Nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio è contenuta una novità proposta dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e che trova spazio all’articolo 88 con il Fondo nuove competenze. Lo stesso articolo nella legge di conversione del decreto Rilancio, la n.77/2020, non viene modificato.

La misura introduce l’orario di lavoro ridotto, ma a parità di stipendio per affrontare i prossimi mesi di ripresa post emergenziale. La parte restante delle ore sarà destinata alla formazione.

Il fondo va proprio a coprire la formazione mettendo al tempo stessa in sicurezza la salute e gli stipendi dei lavoratori.

Ricordiamo che il testo del decreto è corposo e diviso in parti differenti con misure per la Sanità, come l’assunzione di quasi 10mila infermieri, ma anche per le famiglie e il lavoro non solo con l’aumento dello stipendio, ma anche con la proroga della cassa integrazione per fare qualche esempio.

Lavoro: aumenta lo stipendio con il decreto Rilancio

Lavoro: aumenta lo stipendio nel decreto Rilancio. Il salario dei lavoratori, per i quali è prevista una riduzione dell’orario di lavoro resterà il medesimo, ma come? La proposta era arrivata dalla ministra Catalfo e lei stessa l’aveva annunciata.

Una misura temporanea secondo la quale i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative potranno ridurre l’orario di lavoro e una parte sarà dedicata a percorsi di formazione finanziati da un fondo creato appositamente presso il ministero del Lavoro.

Nonostante la riduzione dell’orario di lavoro lo stipendio resta lo stesso, quindi aumenta in un certo senso. La ministra Catalfo ha sempre parlato della misura con entusiasmo; una misura di politica attiva del lavoro “che permetterà ai lavoratori dipendenti di settori colpiti dalla crisi di potenziare le rispettive competenze partecipando a corsi di formazione durante l’orario di lavoro.”

Fondo nuove competenze del decreto Rilancio

La misura trova spazio nel decreto Rilancio e in particolare all’articolo 88. Orario ridotto, ma stesso stipendio che nel testo prende il nome di Fondo nuove competenze. Si legge nell’articolo al comma 1:

“Al fine di consentire la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza epidemiologica, per l’anno 2020, i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda ai sensi della normativa e degli accordi interconfederali vigenti, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi. Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato Fondo Nuove Competenze, costituito presso l’ANPAL Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, con una dotazione di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO.”

Si legge successivamente al comma 3:

“Con decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, sono individuati criteri e modalità di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse.”

Quindi una rimodulazione dell’orario di lavoro, meno ore perché una parte viene dedicata alla formazione e lo stipendio che rimane lo stesso con il nuovo decreto Rilancio. Aumento dello stipendio, meno ore lavorate e più formazione.

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