La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 17 al 23 agosto)

Gli asset caldi da monitorare, dal pullback di Oro e Argento alle criptovalute con Bitcoin ed Ethereum. Dai titoli azionari americani al forex.

La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 17 al 23 agosto)

La settimana scorsa si è distinta per la corsa dell’indice S&P500 che ha chiuso la seduta di venerdì a quota 3.372,85 poco sotto il massimo storico, mentre in Europa gli indici hanno continuato a manifestare l’indecisione che li ha caratterizzati nelle scorse settimana oscillando tra giornate positive e sedute di ritracciamento dai valori raggiunti.

Economia reale vs Mercati finanziari: una divergenza tangibile

La rotazione tanto attesa dei portafogli dai titoli a premio di alcuni settori del mercato americano verso certi titoli a sconto dei listini europei non sembra ancora arrivata. Nel frattempo si starebbe assistendo a uno scollamento tra l’andamento dell’economia reale e il movimento dei mercati finanziari.

Si potrebbe definire una correlazione, quasi negativa, evidenziata anche dal “Buffett Indicator” un indice che si sarebbe trovato su questi valori soltanto durante i momenti economici peggiori degli ultimi vent’anni, ovvero nel 2000, 2008 e nel 2018 quando poi i mercati avrebbero corretto la tendenza.

I dati macroeconomici evidenzierebbero una delle crisi più profonde della storia, con la maggior parte delle economie sull’orlo della recessione. Il rapporto debito/Pil dei singoli Paesi non sarebbe certo tra i dati più confortanti sia nell’Eurozona che negli Stati Uniti. Dei segnali positivi arriverebbero da qualche indicatore settimanale a voler mostrare una timida luce in fondo al tunnel, ma nonostante questo i mercati starebbero continuando la salita solo grazie agli alti volumi della liquidità immessa da parte delle banche centrali.

Non sono le imprese quindi a crescere, ma il volume degli acquisti a sostenerle. È lecito quindi chiedersi cosa succederà nel prossimo futuro e se questo scenario rappresenta l’ennesima bolla sui listini.

Tutto probabilmente dipenderà dall’andamento della crisi sanitaria, da una possibile seconda ondata in autunno e dalla data di uscita del vaccino contro il COVID-19. Dovrebbero essere questi i temi fondamentali della seconda parte dell’anno.

Le aziende difficilmente potrebbero sostenere un ulteriore impatto negativo sui conti del terzo e quarto trimestre del 2020 e le banche centrali forse non sarebbero in grado di sostenere con altrettanta forza una nuova crisi. In questo caso i listini potrebbero correggere pesantemente e si vedrebbero nuovamente delle importanti vendite.

La partita quindi si dovrebbe giocare sul fronte sanitario, sulla capacità delle aziende di adeguare il proprio business verso il digitale, sulle decisioni strategiche e lo sviluppo innovativo delle imprese.

Nonostante l’impatto dell’epidemia alcuni settori dovrebbero restare comunque più resilienti alla crisi come il comparto tecnologico, sanitario, farmaceutico e delle telecomunicazioni, grazie alla natura delle loro attività, mentre altri settori potrebbe soffrire ulteriormente come i viaggi e tempo libero, i petroliferi e l’automotive. Lo scollamento con l’economia reale in questi ultimi casi non salverebbe questi comparti da un’ondata di vendite, che li ha già caratterizzati in primavera.

Oro e Argento in pullback, Petrolio ancora assente

L’oro e l’argento forniscono i segnali della ripresa dopo la giornata “nera” di martedì 11 agosto dove l’oro ha lasciato sul terreno quasi il 6% durante la sessione di scambi e l’argento oltre il 14%, amplificando notevolmente la perdita rispetto al parente più nobile.

Entrambi i metalli preziosi hanno poi rimbalzato con una Pin Bar sull’area di supporto statico e della trendline dinamica di medio periodo recuperando parte dei punti lasciati sul campo nelle sessioni precedenti.

La causa principale del ritracciamento del lingotto si potrebbe attribuire alle prese di beneficio sul livello di 2.000$. Si potrebbe quindi considerare la discesa come uno storno fisiologico dovuto alla corsa incessante dell’ultimo periodo anche se la correzione è avvenuta nei giorni in cui il dollaro si è leggermente ripreso, evidenziando la correlazione negativa tra i due asset, e i rendimenti dei Treasury sono aumentati.

A sostegno di una continuazione del rally dell’oro sarebbe sicuramente il continuo sostegno da parte delle banche centrali all’economia con l’apporto di liquidità, l’aumento prossimo dell’inflazione e il perdurare della forte incertezza sull’economia internazionale.

Un’inversione della tendenza potrebbe avvenire all’’annuncio della scoperta di un vaccino efficace contro il COVID-19, che non sarebbe previsto prima dell’autunno e con le prospettive di un rafforzamento del dollaro, che non sarebbe atteso a breve termine.

Il petrolio resta “sornione” nella sua fase laterale composta da barre narrow range poco sotto il passaggio della media mobile a 200 periodi. L’attesa del petrolio sembra plausibile con il contesto economico che si avvia verso la recessione, una crisi sanitaria che, senza un vaccino, non sembra volersi arrestare e il timore per una seconda ondata in autunno in tutta Europa.

Un nuova crescita esponenziale dei casi di COVID-19 porterebbe alla diminuzione della domanda di “oro nero” da parte dell’industria in particolare dei trasporti. Questo porterebbe a rivedere il prezzo medio del barile che, ad oggi, si attesterebbe su valori che il mercato reputerebbe in linea con la richiesta.

Forex: La debolezza del dollaro contro i principali cambi

Il dollaro si consolidata in area 1,1843 contro l’euro, in una fase laterale di breve periodo. La debolezza del dollaro, non solo contro la moneta dell’euro zona, ma contro le principali valute, sembra inevitabile. Il massiccio afflusso di liquidità riversata sui mercati da parte delle autorità, la difficile gestione della crisi sanitaria da coronavirus negli USA e le elezioni presidenziali alle porte sembrano contribuire in maniera pesante al deprezzamento del biglietto verde.

Ad oggi non sembra prospettarsi una fase diversa da quella attuale con un dollaro che perde terreno contro tutti i cambi principali dovuto prevalentemente a questi fattori. Anche la riduzione de rendimenti delle obbligazioni governative e l’accordo trovato in Europa per il Recovery Fund, che avrebbe portato alcuni operatori verso i listini europei, avrebbe dato una spinta alla debolezza del dollaro.

Alcuni fattori a sostegno di una possibile ripresa, magari non a breve, non sarebbe comunque da trascurare ovvero l’utilizzo del biglietto verde come moneta di scambio internazionale e di riserva a livello mondiale che hanno sempre sostenuto il prezzo.

A livello tecnico e fondamentale, però, un’inversione del movimento in atto apparirebbe ancora lontana e in attesa di un cambio di scenario che potrebbe dare una spinta per un rafforzamento della moneta a stelle e strisce.

Gli asset sotto i riflettori della settimana

Sotto la lente restano ancora i titoli farmaceutici che in queste ultime settimane hanno visto affluire molta liquidità da parte della Presidenza Trump per assicurarsi il vaccino anti COVID-19. In prima linea da monitorare il titolo Moderna che ha ricevuto una commessa per 100 milioni di dosi per il farmaco in via sperimentale contro il coronavirus e una opzione per ulteriori 400 milioni di dosi da parte del Governo americano. A seguire anche Astrazeneca e Johnson & Johnson, che invece hanno siglato un accordo con la UE oltre a Novavax, che ha firmato per una fornitura al Regno Unito e Pfizer.

Sotto i riflettori resta anche Danaher Corporation, azienda innovativa nel settore della sanità e dell’ambiente, che si trova sulla rottura tecnica del massimi storici ed ha registrato una seconda trimestrale 2020 con dei risultati più che soddisfacenti.

Da tenere sotto occhio resta il Bitcoin (BTC/USD) e il suo movimento di pressione rialzista sul livello a quota 12.000 e la salita di Ethereum (ETH/USD) sopra la fase di consolidamento che ha caratterizzato la prima parte del mese di agosto.

Tra le valute, nei cambi contro euro, interessante il movimento di EUR/NOK con il test a ribasso del supporto in area 10,50 e di EUR/NZD con l’apprezzamento di breve periodo dell’euro verso il dollaro neozelandese. Tra i cambi contro dollaro invece sotto la lente il cambio USD/CAD con la rottura a ribasso del supporto statico a quota 1,3316 e un possibile movimento di pullback. Da controllare infine il Cable (GBP/USD) che si trova in una fase di compressione tra un minimo di 1,30 e un massimo di 1,32.

Protagonisti del mercato restano sempre l’oro che, con la Pin Bar della giornata di mercoledì 12 agosto sulla trendline dinamica di medio periodo, ha rimbalzato riprendendo alcuni dei punti persi nella giornata “nera” dell’11 agosto e l’argento che ha messo a segno lo stesso obiettivo con un movimento più nervoso e volatile.

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