La Cina promette uno yuan più stabile, ma non sarà facile evitare nuove svalutazioni

Nicola D’Antuono

29 Febbraio 2016 - 17:46

Le autorità monetarie cinesi sono convinte che non sarà necessario svalutare lo yuan per stimolare l’economia in frenata. Economisti e investitori, invece, temono l’esatto contrario

La Cina promette uno yuan più stabile, ma non sarà facile evitare nuove svalutazioni

La People’s Bank of China (PBoC) è convinta che lo yuan cinese resterà stabile in futuro e non sarà soggetto a pesanti svalutazioni, come paventato da numerosi guru dei mercati finanziari. A dirlo è stato il governatore dell’istituto di Pechino, Zhou Xiaochuan, che ha tenuto la conferenza stampa di apertura del G-20 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali. Zhou ritiene che la Cina riuscirà a crescere anche quest’anno a ritmi comunque sostenuti, sebbene siano i più bassi degli ultimi 25 anni. Il range di crescita individuato dal banchiere centrale cinese è compreso tra il 6,5% e il 7%, mentre il Fondo Monetario Internazionale si è detto meno ottimista.

L’istituto con sede a Washington, guidato da Christine Lagarde, si aspetta che la Cina riesca a crescere tra il 6% e il 6,5% e punta il dito contro il ritardo da parte di Pechino nell’implementazione delle riforme strutturali necessarie a sostenere il ritmo di sviluppo economico. La PBoC ha comunque ribadito che non ci sarà alcuna svalutazione dello yuan per stimolare l’economia in frenata. Inoltre non c’è alcun rischio di crisi di liquidità, anche perché il risparmio in Cina raggiunge quasi il 50% del pil. Tuttavia gli economisti non sono del tutto in linea con le aspettative della PBoC.

In effetti la ristrutturazione economica in corso in Cina, dove i policy makers stanno cercando di far aumentare il peso dei consumi sul pil diminuendo quello eccessivo dell’export, potrebbe provocare ancora qualche shock economico-finanziario, che non sarà sempre semplice tenere completamente a bada. Tra l’altro solo nel 2015 si stima un deflusso di capitali dalla Cina pari a 1.000 miliardi di dollari e anche quest’anno potrebbe essere molto elevato. Negli ultimi giorni lo yuan si è deprezzato leggermente, ma secondo il guru degli hedge fund, Kyle Bass, sarà interessato da una tremenda svalutazione nel corso dei prossimi anni a causa di un forte rischio crack nel sistema finanziario domestico.