La Cina si prepara a tagliare i tassi nel 2019

I tassi di interesse della PBOC sono fermi al 4,35% dall’ottobre 2015. E’ forse giunta l’ora di ridurli?

La Cina si prepara a tagliare i tassi nel 2019

La Cina continua a far parlare di sé, ma questa volta non per qualche indiscrezione o news riguardanti l’accordo commerciale con gli Stati Uniti.

Oggi durante il primo giorno del Congresso annuale del Partito del Popolo, il governo ha rivisto le stime sulla crescita economica del Paese portandole all’interno di un range più prudente, fra il 6-6,5%, rispetto al precedente 6,6% del 2018.


Andamento del Pil cinese. Fonte: Bloomberg

Il Primo Ministro Li Keqiang ha presentato i piani del governo cinese per affrontare i rischi di un rallentamento dell’economia globale. Tra questi, il lancio di nuovi tagli fiscali e la riduzione di altre imposte alle imprese per un totale di 2 trilioni di yuan (circa 298 miliardi di dollari), così come l’aumento dei prestiti bancari alle imprese private del 30%.

Il budget militare per il 2019 aumenterà del 7,5%, a 1.189,8 miliardi di yuan, circa 175 miliardi di dollari. Un ritmo di per se sufficiente per il potenziamento delle forze armate (condizione che il Presidente Xi Jinping ha posto per competere a livello internazionale), ma inferiore rispetto a quello dello scorso anno, quando si era attestato all’8,1%.

Le conseguenze sui tassi d’interesse


Andamento della disoccupazione cinese nelle aree urbane. Fonte: Bloomberg

La disoccupazione nel 2019 dovrebbe salire di qualche decimale, dal 5% al 5,5% nelle aree urbane. In ogni caso ci saranno incentivi alle imprese che si faranno carico dei disoccupati «strutturali», anche migliorando i sistemi di formazione professionale, nel complesso di parla di oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro.

«Lo stimolo fiscale e politiche monetarie più espansive dovrebbero portare ad un taglio dei tassi da parte della banca centrale di 150 punti base entro il 2019», ipotizza Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di Swissquote.


Andamento tassi di interesse della Banca popolare cinese. Fonte: Bloomberg

Dal grafico vediamo che i tassi di riferimento della PBOC sono fermi al 4,35% dal 22 ottobre 2015.

Il messaggio indiretto a Trump

Il primo Ministro cinese ha inoltre lanciato inoltre un nuovo messaggio indiretto agli Stati Uniti: tutte le aziende presenti sul territorio della Repubblica popolare verranno trattate allo stesso modo.

Pechino sta cercando di convincere Trump a sotterrare l’ascia della guerra dei dazi e Li Keqiang dà il suo contributo retorico. Altre «previsioni» comunicate da Li Keqiang: il rapporto tra deficit e Pil viene fissato al 2,8%, un incremento dello 0,2 rispetto al 2018. Inflazione al consumo al 3%.

Verranno creati 11 milioni di nuovi posti di lavoro. Investimenti in infrastrutture da oltre 100 miliardi di euro per linee ferroviarie e 240 miliardi per reti stradali e vie fluviali. Li Keqiang avverte i compagni deputati del Congresso nazionale del popolo che «ci aspettano impegni pesanti, molte sfide e grandi richieste».

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