L’OMS ha la soluzione per sconfiggere il Covid: spoiler, non sono i vaccini

Luna Luciano

25/12/2021

25/12/2021 - 23:23

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Il Covid-19 ha ripreso a correre. Dall’OMS giunge una quinta opzione per sconfiggere e contrastare il virus: non sono i vaccini ma la ventilazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

L'OMS ha la soluzione per sconfiggere il Covid: spoiler, non sono i vaccini

I vaccini non bastano, servono altri strumenti per contrastare il virus. È questo quanto riferito dal tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il Covid ha ripreso a correre velocemente, a oggi nel mondo si contano oltre 277 milioni di casi e quasi 5 milioni e mezzo di vittime.

Spaventa sempre di più la nuova variante Omicron che si trasmette ancora più rapidamente della variante Delta; nonostante le conseguenze sulla salute sembrano essere più miti grazie alla popolazione vaccinata, gli ospedali rischiano di sovraccaricarsi. I Vaccini, mascherine, lavaggio delle mani e il distanziamento sembrano non essere più sufficienti e l’OMS sembra giungere con una nuova quinta opzione per contrastare e combattere efficacemente la pandemia: la ventilazione.

Esistono diversi modi per poter ventilare gli ambienti chiusi, al momento è in corso uno studio per calcolare il rischio di infezione e un modello fisico per sviluppare gli standard di ventilazione negli ambienti pubblici. L’inverno è ancora lungo e ogni mezzo per arginare la diffusione del virus è fondamentale e dovrebbe essere adottato.

I vaccini non bastano: il parere degli esperti

Davanti alla quinta opzione per poter contrastare il Covid, la ventilazione, sorge spontanea una domanda: non bastano i vaccini?

A rispondere al quesito giunge Luca Fontana, tossicologo, technical officer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si occupa dei controlli ambientali ingegneristici per i centri Covid. I vaccini hanno la loro funzione ma non bastano. Secondo l’esperto, indipendentemente dalla modalità di trasmissione, i vaccini aiutano il sistema immunitario. Sono efficaci per proteggere dalla malattia grave e dalla morte, ma non sono altrettanto capaci a difendere dalle infezioni, quindi il virus continua a circolare, benché molte persone rimangano asintomatiche.

Uno degli ultimi problemi riscontrati è proprio quello di riuscire a risalire al momento del contagio. Con la variante Omicron ci si trova di fronte a una nuova situazione: aumentano i casi di reinfezione, ma non bisogna spaventarsi.

Non è una sconfitta dei vaccini, perché mantengono la funzione cruciale di ridurre la pressione sul sistema sanitario.

Con queste parole il tossicologo ha voluto sottolineare l’importante ruolo ricoperto dai vaccini, il problema però in parte rimane: la circolazione del virus impedisce di ritornare alla normalità, con il rischio di favorire l’insorgenza di nuove varianti. Per questo è importante ricorrere a qualsiasi mezzo di contrasto come la ventilazione.

L’OMS: per sconfiggere il Covid bisogna ventilare

L’OMS punta tutto sulla ventilazione. Questa nuova opzione potrebbe rivelarsi vincente per mitigare il rischio di infezione negli ambienti chiusi.

È importante però continuare il distanziamento, l’uso delle mascherine, la vaccinazione, ma sicuramente investire nella ventilazione è fondamentale per la gestione del rischio di contagio. Grazie a questa pratica è possibile “ridurre la concentrazione di aerosol infettivo nell’aria e quindi ridurre il rischio d’infezione” come ha spiegato il tossicologo Luca Fontana.

La ventilazione non è altro che il far arieggiare i luoghi al chiuso, in questo modo è possibile che venga portata aria pulita all’interno, mentre l’aria espirata, insieme all’aerosol infetto, all’esterno. Per poter garantire la riuscita di questa pratica esiste una misura ingegneristica importante: la ventilazione meccanica controllata, ma è possibile intervenire anche semplicemente aprendo le finestre. La prima opzione risulta essere più costosa.

Inoltre, negli ultimi anni, sono stati sviluppati anche i purificatori dell’aria, non una soluzione definitiva: la ventilazione resta la prima opzione. Una soluzione utile per il contenimento dei costi è la ventilazione personale, ovvero il semplice ricambio dell’aria, limitandosi alla zona di respirazione dove un soggetto si trova in una postazione fissa.

È per questo motivo che l’OMS dal 2020 lavora con vari esperti per promuovere ogni misura per contrastare il Covid, tra cui quella della ventilazione. La “ventilation roadmap” per esempio fornisce raccomandazioni su come migliorare la ventilazione interna. Inoltre da qualche mese un gruppo di virologi, infettivologi, ingegneri, architetti, fisici è a lavoro su come quantificare il rischio di trasmissione aerea del Covid: i progetti sono due.

  • La creazione di un modello fisico da fornire ai governi per sviluppare gli standard di ventilazione negli ambienti pubblici.
  • La creazione di un tool a disposizione di tutti con il calcolare il rischio di infezione.

Secondo Fontana la soluzione sarebbe quella di investire nella ventilazione ricordandosi che tutti stanno pagando le conseguenze negative del Covid e che quindi è necessario comprendere che non si uscirà da questa situazione a breve. Serve dunque un cambiamento strutturale nell’approccio alla pandemia, bisogna cominciare a pensare a lungo termine.

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