Iva per acquisto prima casa, ecobonus e ristrutturazioni: nuove aliquote dal 4 al 10% tutte da rifare

Iva per acquisto prima casa, ecobonus e ristrutturazioni, tutto da rifare? Negli ultimi giorni si erano fatte strada in Commissione Ambiente una serie di norme che riducevano dal 10 al 4 per cento l’imposta sul valore aggiunto a carico dei lavori per recupero edilizio o efficientamento energetico, con un parallelo aumento della stessa imposta (dal 4 al 10 per cento) a carico delle nuove costruzioni vendute direttamente dalle imprese, anche se prima casa. Tuttavia, soprattutto dopo le perplessità espresse dal Servizio Bilancio di Montecitorio, la bocciatura sembra essere dietro l’angolo.

Iva per acquisto prima casa, ecobonus e ristrutturazioni: si torna alle aliquote originali? Così sembrerebbe; sebbene nei giorni scorsi fosse già stato formalizzato un intervento che abbassava l’Iva (dal 10 al 4 per cento) prevista per le ristrutturazioni ecocompatibili, disponendo, parallelamente, un aggravio della stessa imposta (dall’attuale 4 fino al 10 per cento) per le prime case acquistate direttamente dai costruttori, tutto fa pensare a un dietrofront in tempi brevissimi. La norma, in effetti, era stata inserita in maniera un po’ surrettizia, durante una seduta notturna della Commissione Ambiente, e le critiche sono piovute da subito in maniera copiosa.

Il no del Servizio Bilancio di Montecitorio

Il dissenso è iniziato all’interno di Montecitorio, con il Servizio Bilancio pronto a fornire un parere fortemente critico, spiegando come un’aliquota Iva al 10 per cento per le nuove costruzioni non avrebbe determinato effetti positivi sul gettito all’erario, anche perché il testo – così com’era scritto – di fatto abbassava dal 22 fino al 10 per cento l’imposta sul valore aggiunto sull’acquisto delle abitazioni di lusso.

La possibile bocciatura dell’Europa

Come se non bastasse, la tanto decantata nuova aliquota al 4 per cento sulle ristrutturazioni sarebbe in aperto contrasto con la normativa europea, in quanto il prelievo minimo consentito dalle norme comunitarie è al 5 per cento; difficile immaginare, a questo punto, di poter convincere Bruxelles a inserire l’ennesima eccezione a quelle già concesse.

Le rassicurazioni del Mef e della Commissione Bilancio

Che la norma sia destinata a una rapida bocciatura lo apprendiamo con certezza anche da fonti afferenti allo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonchè alla Commissione Bilancio della Camera: Enrico Zanetti, sottosegretario, ha già scritto su Facebook che non ci sarà alcun aumento dell’Iva sulle cessioni di abitazioni nuove; Francesco Boccia, parlamentare dem e presidente della Commissione Bilancio, ha parlato di “pasticci” riferendosi proprio agli emendamenti approvati dalla Commissione Ambiente. Il dietrofront ufficiale, quindi, è atteso già nel corso della giornata di oggi.

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