Italia: è record povertà. Reddito minimo è la soluzione?

E’ record povertà in Italia secondo l’Istat. Ieri la Camera ha approvato il ddl delega del governo che introduce il reddito di inserimento sociale. Basterà?

Record povertà: il reddito minimo è la soluzione? - In Italia, nell’anno 2015, vivevano in povertà assoluta oltre 4 milioni e mezzo di persone (record dal 2005), per un totale di un milione e 582mila famiglie. L’ennesimo, preoccupante dato sulle difficoltà economiche degli italiani arriva dall’Istat, il quale indica le famiglie numerose come quelle più colpite dalla crisi.

Numeri inaccettabili che il governo tenterà di contrastare attraverso l’introduzione del cosiddetto reddito di inclusione. Proprio ieri la Camera ha infatti dato il suo via libera con 221 sì, 22 contrari e 63 astenuti al disegno di legge delega sulla povertà, collegato alla legge di stabilità 2016.

Povertà: cosa prevede il reddito di inclusione

Il provvedimento contiene “norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” e introduce una forma di sostegno economico (battezzato per l’occasione “reddito di inclusione”, appunto) da destinare a quelle famiglie e a quei soggetti che si trovano in una situazione di grave disagio.

Alla soddisfazione del premier Matteo Renzi, che ha definito il ddl “la prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà”, fa da contraltare l’irritazione degli esponenti M5S, secondo i quali il provvedimento - che ora passa all’esame del Senato - sarebbe una brutta copia del reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia 5 Stelle.

Critica anche la deputata di Sinistra italiana Maria Nicchi:

Ma quale reddito minimo. Il Pd e la maggioranza hanno approvato un assegno di povertà. Una misura in linea con l’idea di welfare residuale e caritatevole che coltivano da tempo e che hanno ribattezzato reddito di inclusione. Una mistificazione inqualificabile che spaccia un’elemosina per pochi per una cosa seria.

Differenza tra reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito

Ma qual è la differenza tra il reddito minimo garantito (al quale si ispirerebbe il provvedimento varato dal governo come “reddito di inclusione”) e il reddito di cittadinanza, (al quale erroneamente si rifà la proposta 5 Stelle)?

La discriminante sta nei beneficiari di questo sostegno economico. Il reddito di cittadinanza (detto anche di base, di sussistenza o minimo universale) è un sussidio “universalista” illimitato nel tempo e destinato a tutti, indipendentemente dalle effettive condizioni economiche.

Il reddito minimo garantito, invece, è selettivo e va solo chi ha perso il lavoro o, percependo una paga troppo bassa, vive sotto la soglia di povertà. Rispetto al reddito di cittadinanza, quest’ultimo ha dei costi di gran lunga minori perché potrebbe integrare gli altri sussidi esistenti, come le pensioni minime o quelle d’invalidità.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.