Italia: chi sono i 5 giovani manager che cambiano il Paese

Italia: ecco chi sono i cinque giovani manager italiani che stanno cambiando le sorti dell’imprenditoria e dell’economia del Paese

Italia: chi sono i 5 giovani manager che cambiano il Paese

Se da una parte molti giovani italiani fuggono all’estero in cerca di maggior fortuna e altri continuano a balzare disperatamente tra uno stage e un altro, di contro ci sono cinque giovani manager che stanno cambiando le sorti dell’Italia.

Tra questi troviamo: Fabrizio Palermo, Paolo Rotelli, John Elkann, Marco Alverrà e Gian Maria Mossa. Essi infatti, nonostante la giovane età sono ormai delle figure di spicco all’interno delle aziende e dell’economia italiana.

Non è un caso se quindi sono stati definiti i cinque giovani manager che stanno cambiando l’Italia. Con loro infatti sta cambiando un paradigma lavorativo esclusivamente tipico del nostro Paese, che si riassume in una frase: “Sei ancora troppo giovane per gestire l’azienda”.

I 5 giovani manager italiani: Fabrizio Palermo

Da meno di un anno, Fabrizio Palermo è amministratore delegato di Cassa e Depositi e Prestiti, società per azioni controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Perugino, classe 1971, Palermo si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma.

La gavetta la svolge da analista finanziario per Morgan Stanley e McKinsey, il noto gruppo di consulenza che ha tenuto a battesimo altri manager come Passera, Profumo e Scaroni. Si specializza in ristrutturazioni aziendali poi nel 2005 entra nell’orbita delle aziende statali con Fincantieri dove diventa direttore business development e corporate finance.

Lascia nel 2014 come direttore finanziario. Sempre nello stesso anno l’approdo a Cassa Depositi e Prestiti, ma resta consigliere di Fincantieri e tra gli altri incarichi fa parte anche del consiglio di Atlante, il fondo lanciato per salvare le banche in difficoltà.

Una guida under 50, dunque, per Cassa Depositi e Prestiti che nella propria mission ha l’impiego delle proprie risorse per la crescita del Paese, attraverso gli investimenti della Pubblica Amministrazione, lo sviluppo delle infrastrutture e il sostegno dell’economia imprenditoriale nazionale.

Paolo Rotelli

Nel mondo della Sanità, il giovane manager che sta cambiando l’Italia è Paolo Rotelli. Anche se ha solo 29 anni, Rotelli ha iniziato la sua esperienza professionale nel Gruppo Ospedaliero San Donato già dal 2011, il primo gruppo privato della sanità italiana che detiene 18 ospedali.

Nel 2013 Rotelli si laurea in Management Interculturel presso l’ateneo Science Po Aix en Provence, una Grande Ecole destinata alla formazione della classe dirigente francese”.

Due anni dopo diventa Presidente del Gruppo che, sotto la sua guida, ha approcciato per la prima volta il mercato estero, con progetti di sviluppo in Nord Africa, nell’est Europa e negli Emirati Arabi.

Il giovane Rotelli gestisce un impero da 1,5 miliardi di euro e si impegna costantemente in prima persona anche nel divulgare alcuni importanti progetti di prevenzione, realizzati e sostenuti dalla Fondazione del Gruppo Ospedaliero San Donato, in particolare nell’ambito delle patologie cardiovascolari.

John Elkann

Il giovane manager forse più celebre del mondo imprenditoriale è John Elkann. Gianni Agnelli lo designò suo erede già nel lontano 1997. A partire dal 2003 comincia a lavorare al rilancio di Fiat e l’anno successivo diventa il vicepresidente dell’azienda.

Nel 2010 Elkann prende in mano le redini del gruppo al posto di Luca Cordero di Montezemolo. Da lì in poi, con l’aiuto di Sergio Marchionne guida Fiat alla fusione con Chrysler.

La scomparsa di Marchionne lo mette di fronte ad un’altra pesante eredità. E oltre che in Fca diventa presidente di Ferrari nel luglio del 2018. Una prova difficile, ma allo stesso tempo affrontata senza patemi per un manager che già nel 2013 era stato inserito dalla rivista «Fortune» nella classifica dei manager con meno di quarant’anni più influenti di tutto il mondo, addirittura al quarto posto.

Marco Alverà

Nato nel 1975 come Elkann, uno dei giovani manager che sta cambiando l’Italia è senza dubbio Marco Alverà, che da tre anni è CEO di SNAM, società attiva nel trasporto, nello stoccaggio e rigassificazione del metano.

Laureato in Filosofia ed Economia alla London School Of Economics, Alverà si occupa di energia da sempre. È stato membro del Comitato di Direzione di Enel, seguendo la quotazione in Borsa di Terna.

Lunga esperienza anche in Eni dove ha ricoperto numerose cariche fino a diventare Executive Vice President Exploration & Production per Russia, Nord Europa e Americhe.

Con lui Snam ha deciso di puntare sempre di più sull’innovazione. Nasce così il progetto Snamtec che prevede lo stanziamento di 850 milioni di euro di investimenti in nuove tecnologie da qui al 2022 per rendere le infrastrutture più “intelligenti”.
Il tutto anche con idee e progetti innovativi per l’azienda che possono essere presentati sia dai propri dipendenti, sia dalle startup.

Gian Maria Mossa

Nel settore bancario, invece, spicca la figura dell’amministratore delegato di Banca Generali Gian Maria Mossa. La classifica stilata da Institutional Investor sui migliori executive in Europa tra medium e small cap lo ha nominato best CEO 2018.

Il 44enne, ad di Banca Generali dal 2017, si è fatto strada nel settore del risk management & asset allocation, poi nella direzione commerciale e marketing.
Nel 2006 è entrato in Banca Fideuram con l’incarico di manager dello sviluppo prodotti, per poi ricoprire la carica di responsabile della direzione marketing, sviluppo commerciale e private.

Sotto la sua guida Banca Generali punta sempre di più sulla sostenibilità.
Mossa si è fatto promotore di una strategia che propone ai clienti dell’istituto triestino portafogli di investimento che rispettino la responsabilità sociale e ambientale.

L’obiettivo resta esporre gli investitori a rischi il più gestibili possibile. Gli stessi rischi vengono definiti anche in base a criteri di sostenibilità finanziaria e sociale allo stesso tempo.

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