Istat: occupati giù, inattivi su. Il vero motivo per cui la disoccupazione è scesa a luglio

Antonio Atte

31 Agosto 2016 - 12:55

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Istat: calano gli occupati a luglio dopo una striscia positiva di quattro mesi. Aumenta il numero degli inattivi. Ecco spiegato il calo del tasso di disoccupazione.

Istat - Cala il numero degli occupati su base mensile a luglio (-63mila) dopo una striscia positiva di quattro mesi; aumenta di 266mila unità, invece, il numero rispetto allo stesso periodo del 2015. Allo stesso tempo cala all’11,4% il tasso di disoccupazione, mentre sale al 39,2% quella per i giovani tra i 15 e i 24 anni.

Questo è il quadro tracciato dall’Istat nell’ultimo report sul mondo del lavoro in Italia. Dati che arrivano dopo la doccia gelata dell’Inps sui contratti a tempo indeterminato, crollati nel primo semestre del 2016 del 33,4%, mentre nello stesso periodo si è assistito ad un ricorso sempre più frequente ai voucher.

Nella nota che accompagna gli ultimi dati, l’Istituto Nazionale di Statistica spiega che:

“Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi”.

E proprio a luglio l’Istat segnala un aumento del tasso di inattività (che è il “rapporto tra le persone non appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento”), salito di 0,2 punti percentuali al 35,2%.

Il report sottolinea che:

“La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a luglio aumenta dello 0,4% (+53 mila), dopo il calo registrato nei quattro mesi precedenti. L’aumento riguarda le donne a fronte di una sostanziale stabilità degli uomini”.

Istat: perché a luglio è calato il tasso di disoccupazione

La diminuzione del tasso di disoccupazione evidenziata dall’Istat è dovuta a due fattori: la diminuzione del numero di occupati e il parallelo aumento degli inattivi.

L’Istat considera occupate le persone di età superiore ai 15 anni che nella settimana di riferimento

  • hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;
  • hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;
  • sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia). “I dipendenti assenti dal lavoro - si legge nel glossario dell’Istituto - sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi”.

Sono invece classificati come occupati coloro che non fanno parte della forza lavoro, ovvero le persone non classificate come occupate o in cerca di occupazione.

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